Un segno sulla testa

Non lo dico nemmeno: sono con il giudice che ha imposto di togliere il crocefisso dall’aula di una scuola pubblica. Per me dovrebbe sparire da tutti gli edifici pubblici di uno stato laico, dalle scuole, dai tribunali e dagli ospedali. Quel segno, che io rispetto perché rispetto le donne e gli uomini che lo riconoscono come proprio, incombe sulla testa delle persone in luoghi dove la fede non c’entra nulla. Quel segno deve tornare nelle chiese, dove ci sta benissimo, o nei luoghi privati, dove ognuno decide che cosa vuole avere sempre incombente sui propri pensieri o sulle proprie azioni. E a questo proposito, ho trovato oggi su Tom il segno che vorrei sul muro di casa mia nel 2004: si tratta del calendario di Jarl Espen Ygranes (se l’anteprima non basta, il resto è qui), campione di hockey – che è da sempre il mio sport preferito ;-)

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

12 Comments

  1. sono assolutamente d’accordo con te e da cattolico sono convinto che non abbiamo bisogno di imporre il crocifisso agli altri; anzi, se vogliamo diffondere il suo messaggio ci tocca farlo con i comportamenti.Per questo mi dispiace ancor di più chela sinistra si sia accodata al coro di critiche. Posso stimare poco o nulla il signor Smith, ma se una cosa positiva nasce su iniziativa di uno smith non per questo ha meno valore.Anch’io voglio il calendario, specia agosto e novembre!

  2. Smith non piace nemmeno a me e non e’ un caso se la sinistra perde le elezioni. Si convince che puo’ vincerle solo se fa cose di destra e il risultato si vede.
    Quanto ai mesi, io voto aprile e dicembre

  3. perfetto, così non litighiamo sui mesi… La sinistra invece mi sembra che stia sparendo dalle carte geografiche della politica. Con le europee temo che ci ritroveremo con una grossa margherita in mano e tutte le rivendicazioni socialdemocratiche regalate a Bertinotti…

  4. certo che paragonare il crocifisso ad un calendario è veramente da persone mature. senza offesa, si intende. quanto al crocifisso, c’è una legge che parla chiaro, finchè nessuno si impegna ad abrogarla dovrai soffrire sotto il peso di un crocifisso…

  5. non è una legge, ma un Regio decreto: questo ti fa capire quanto sia moderna la disposizione. Qualsiasi legge in conflitto con la Costituzione è destinata a essere cassata: l’unico appunto è che forse avrebbe dovuto abrogarla la Corte costituzionale

  6. Caro Ugo, non mi offendo di certo; e parlavo sul serio, nel senso che se proprio devo avere qualcosa sulla testa, preferisco avere il calendario…e sinceramente preferirei che lo avessero anche i miei eventuali figli mentre sono in classe: non si tratta di un luogo sacro, non vedo ragioni per metterci simboli sacri. Se poi evidentemente esagero un po’ – e non credevo ci fosse bisogno proprio di dirlo esplicitamente – e’ solo perche’ ultimamente sono sempre piu’ indignato come cittadino che si vede costretto a subire ancora discriminazioni di ogni genere e tipo principalmente perche’ c’e’ chi continua a confondere, appunto, il sacro con il profano. Perche’ tutti sappiamo benissimo che senza il peso temporale, politico e psicologico della chiesa oggi gli omosessuali avrebbero gia’ le norme di civilta’ che ancora mancano. Quel segno in luoghi “civili” e’ – non per colpa mia – anche il simbolo di un’occupazione forzata di spazi che dovrebbero essere, per definizione, liberi, aperti a tutt*.

  7. non mi sembra che in america le cose per i gay siano tutte rose e fiori, eppure se ne sbattono parechhio del Papa. se ci sono pregiudizi sui gay, stanne certo, la colpa non è della Chiesa ma dell’ignoranza dell’uomo. nessuno ti dice mai “brucerai all’inferno per la tua omosessualità” semmai ti dice “ciuccia er cazzo a frocio!!” ed è una bella differenza. ma purtroppo una certa generazione di gay non riesce a scollarsi da alcuni luoghi comuni.

  8. Ahh, caro Ugo, adesso ho capito tutto: tu non abiti in Italia. E allora capisco, stando in un altro Paese e’ difficile immaginare come la chiesa (intesa come potere, non come credenti) possa influenzare tanti aspetti della vita civile. Beato te ;-)

  9. Domenica mattina sono andata a messa. All’uscita mi sono fermata x le solite due chiacchiere: ho detto che il crocifisso andrebbe tolto dalle aule (e dagli altri luoghi pubblici) anche se non stimo per nulla il signor Smith, come del resto non lo stimano molti musulmani.
    E finiamola con le menate sul significato universale, culturale, nazionale e via dicendo. E’ il simbolo della mia religione, e basta.
    Nessuno mi ha linciato, anche se quasi nessuno era d’accordo con me.
    Quello che mi chiedo è…… se sono riuscita a dirlo io (piccola insignificante katto di provincia) che il crocifisso va tolto, perchè non ci è riuscita Livia Turco, diessina? Tornando ad argomenti seri, io voto aprile, comunque ;-)

  10. scusa Ugo, chi sarebbero i “gay di una certa generazione”. Se stai insinuando qualcosa sulla mia età, guarda che potrei offendermi sul serio!

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