Conta almeno fino a due

Dopo l’articolo su Il Corriere e la protesta, arriva la risposta:

Il vostro appunto è ineccepibile: ma il cronista voleva soltanto circoscrivere un ambiente nel quale è maturato un delitto. Non era la generalizzazione di un giudizio. Capisco che la lettura possa dare un’impressione sbagliata. Però vorrei rassicurare tutti: non c’è nessun linciaggio, e l’apertura mia e del Corriere nei confronti della comunità gay rimane come sempre rispettosa dei diritti e delle diversità. Per l’errore, mi scuso personalmente.
[Schiavi GianGiacomo]
Capo Redattore cronaca di Milano del Corriere della Sera

Che dire? Che forse le scuse sono peggio dell’articolo? E quando mai si circoscrive un ambiente parlando di “mondo eterosessuale”? A me sembra che a questi signori manchino i principi base, non sono in grado di individuare gli atti, le parole o i comportamenti che sono discriminatori a prescindere dal contesto, dal senso o dalle intenzioni. E’ una cosa che capita a tutti, per carità, però ci sono tanti esercizi che si possono fare per migliorarsi. Il primo è abituarsi a riflettere, a pensare anche prima di scrivere, a pensarci due o duecento volte se si scrive sul primo o secondo quotidiano italiano.

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.