Sui colli fiorentini

Capodanno a Firenze, come in un salotto a cielo aperto. Una piccola citta’ nella quale si passeggia in pieno centro e dopo pochi minuti ci si trova in aperta campagna, sui colli. Dopo piazza Santa Croce, ieri sera, anche un giro allo YAG, un bar gay che qui sembra andare forte; mah, anche Milano sembra andare piu’ forte in effetti. Al 2004 chiedo di avere sempre qualcosa da scrivere qui, da una piccola citta’ e con s. al quale dire una piccola cosa, “guarda che bello”.

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

5 Comments

  1. Oh come mi dispiace. Adesso credo che smetterò di scrivere e chiuderò questo sito per la disperazione ;-)

  2. Io ho passato un capodanno pericoloso (quasi mortale), ma divertente in una baita.Come scritto nel mese di Dicembre 2003 sul mio diario mi ero ripromesso di non nascondere più la mia omosessualità, soprattutto ai miei amici più cari.La notte del primo dell’anno ho mantenuto fede alla promessa fatta. E ne ho parlato con due amici, un terzo probabilmente sa, altri non ancora…Ed anche alcune amiche dell’università a me più vicine sanno dei miei gusti (sono sempre stato un buongustaio…eheh).E’ stato duro, difficile, e forte tentennamenti ci sono stati quando avrei dovuto dirlo.. ed alla fine è stato detto. Senza tragedie che invece uno,
    a causa delle mille paure, si immagina (anche se sa che non dovrebbero venir fuori conoscendo il tipo di persone a cui lo si dice).Insomma.. il concetto è che un passo in più è stato fatto. Mi è sembrato grande e importante. E anche per questo il Capodanno 2004 sarà una data importante da ricordare e che ricorderò.Riky

  3. Mi hai fatto venire in mente un episodio che avevo rimosso, quando ho “raccontato di me” a un amico e lui mi ha detto qualcosa tipo “non sai quanto mi dispiaccia che voi siate costretti a queste confessioni”, come a dire che lui non aveva avuto bisogno di raccontarmi che era eterosessuale. Ho ripensato spesso a quella frase e alla sincerità del suo sguardo, forse perché proprio quella conversazione ha rappresentato un momento di svolta del mio cammino: da allora, me ne rendo conto adesso, le “diversità” per me non esistono quasi più. Buon 2004.

  4. Bhè..
    Non ci sono ancora arrivato a quel livello.
    Sono d’accordo con te, naturalmente, e fa riflettere l’episodio che hai vissuto, però la paura di non essere accettati è forte, a volte. E questo porta all”evidenziare” dei modi di essere con queste confessioni.
    La tranquilla accettazione delle persone a cui ci si confida porta poi ad aver maggior fiducia in se stessi, e quindi a non preoccuparsi di eventuali brutte reazioni, e con questo neanche la necessità di queste “confessioni”.
    C’è anche da dire che abbiamo età diverse, percorsi diverse, e tempi di maturazione diversi.
    Ad ogni modo grazie, anche tu, con la tua trasparenza hai aiutato me ad essere più trasparente. Ed è quello che mi auguro faccia anche io (essere di aiuto), con i miei discorsi sul diario: che questa mia fase di passaggio sia seguita da altre persone, e che possa quindi essere di aiuto.
    Riky

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