Riorientamento sessuale

La questione legata alle convinzioni della dottoressa Chiara Atzori mi ha davvero fatto innervosire e ho deciso di mandare una lettera di richiesta chiarimenti a un po’ di persone. Il testo dell’e-mail lo trovate nel segue di questo post, commenti, osservazioni, aggiunte sono graditi. Se poi volete fare un copia-e-incolla e mandarla a vostra volta, tanto meglio. Se avete nominativi (con e-mail) utili da aggiungere, fatelo; insomma, è una proposta per iniziare almeno a fare qualcosa. Nel testo dell’e-mail ho cancellato gli indirizzi di posta per evitare lo spam. Segnalo che la discussione è proseguita in modo interessante su Village.

UPDATE: sempre su Village, la “rettifica” della Gazzetta di Parma

[L’elenco dei destinatari di questo messaggio e’ a fondo pagina]

Leggo nella pagina II° Divisione Malattie Infettive del sito Internet
dell’ospedale Sacco

http://www.hsacco.it/ita/infettivi2/brief.html

che “La Divisione coordina in collaborazione con la fondazione AIDS-Aiuto,
AIDS-Aid e con L’AIDPEV: un sito internet interattivo dedicato
all’AIDS (www.aids.it)”.

Su questo sito e’ presente un’area dedicata ai giovani (amore si’,
aids no)

http://www.aids.it/medica/giovani/

dove ci sono due sezioni “approfondimenti” e “bibliografia” che hanno
attirato la mia attenzione.

Negli approfondimenti, precisamente in questa pagina

http://www.aids.it/medica/giovani/rischio.html

si parla anche di omosessualita’ e di educazione dei giovani:

” […] logico indirizzare una informazione che sia anche formazione
ai più giovani, affinché maturino una consapevolezza sul valore della
vita, dei loro gesti, della loro sessualità.
Omosessualità per saperne di più vai al sito www.narth.com “

Si rimanda dunque al sito di un’associazione americana che ha come
scopo lo studio e la _cura_ dell’omosessualita’. Nel sito in questione
si trovano affermazioni come questa:

“Omosessualità? Si può uscirne – di Mario Palmaro
L’omosessualità è una condizione patologica. Dalla quale, se si vuole,
si può uscire. Ma l’azione di una potente lobby gay mira a nascondere
questa verità.”

Nel sito si trovano anche altre traduzioni di testi in italiano e in
particolare brani di “OMOSESSUALITÀ MASCHILE: UN NUOVO APPROCCIO” di
JOSEPH NICOLOSI; la presentazione italiana di questo testo, che si
trova qui

http://www.narth.com/docs/nuovo.html

e’ stata scritta dalla dottoressa Chiara Atzori, autrice quindi anche
di questo passaggio:

“Nella mia quotidiana pratica clinica di medico infettivologo mi
sono sentita rivolgere richieste di aiuto a riorientarsi da parte
di pazienti che, avendo sperimentato e attualizzato pulsioni e
comportamenti omosessuali, non avevano tuttavia trovato nell’outing
del mondo gay (locali, circuiti associativi) risposte adeguate
alla sensazione di malessere e di infelicità che persistentemente
sperimentavano”

La quotidiana pratica clinica di cui si parla e’ svolta dalla
dottoressa Atzori proprio nella II° Divisione Malattie Infettive
dell’Ospedale Sacco.

Tornando ancora al sito www.aids.it gestito appunto dalla stessa
II° Divisione Malattie Infettive del Sacco, nell’area “bibliografia”,

http://www.aids.it/medica/giovani/biblio.html

si trovano rimandi a testi come

NICOLOSI J. REPARATIVE THERAPY OF MALE HOMOSEXUALITY,
A NEW CLINICAL APPROACH, JASON ARONSON INC., NORTHVALE, 1991.
e
VAN DEN AARDWEG G., OMOSESSUALITÀ E SPERANZA,
EDIZIONI ARES, MILANO, 1999.

Nei quali si porta ancora avanti la teoria che prevede una possibile
_cura_ per l’omosessualita’.

Non ho ragione alcuna di dubitare della correttezza professionale e
della preparazione scientifica della dottoressa Atzori, che e’
evidentemente libera nella vita privata di manifestare le proprie
opinioni (anche se trovo comunque scorretto che la dottoressa Atzori
usi l’appartenenza a un ordine professionale scientifico per sostenere
tesi che non hanno appunto nella scienza alcun tipo di riscontro e che
invece attengono alla sfera delle convinzioni religiose), ma trovo
molto grave che una struttura di un ospedale pubblico, per di piu’
polo universitario, possa in qualche modo certificare i
contenuti di un sito dove scienza e pseudo-convizioni religiose si
intrecciano nel modo che ho indicato.

Trovo anche che le parole della dottoressa Atzori

“Nella mia quotidiana pratica clinica di medico infettivologo mi
sono sentita rivolgere richieste di aiuto a riorientarsi”

richiedano un preciso chiarimento, con particolare riferimento al
fatto che a una prima lettura si potrebbe pensare che nell’ambito del
proprio lavoro in un ospedale pubblico la dottoressa Atzori
effettuerebbe operazioni di riorientamento sessuale, pratica
scientifica che ignoro ma che evoca scenari quantomeno allarmanti.

Almeno, sarebbe interessante e utile sapere quale risposta
medico-scientifica venga fornita dalla dottoressa Atzori, nell’ambito
del proprio lavoro in un ospedale pubblico, alle presunte domande di
riorientamento.

Confido in una vostra rassicurante risposta.

Marco Mazzei – Milano

Questo messaggio di posta elettronica e’ stato inviato a:

Antonietta Cargnel
II° Divisione Malattie Infettive
Ospedale Sacco – Milano

Francesco Ceratti
Direzione sanitaria
Ospedale Sacco – Milano

Emilio Trabucchi
Presidente comitato etico
Ospedale Sacco – Milano

Mauro Moroni
III° Divisione di Malattie Infettive e Tropicali
Ospedale Sacco – Milano

ASL – Milano
Ufficio relazioni con il pubblico

Roberto ANZALONE
Presidente
Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri
Milano

Carlo LONGHI
Commissione Deontologia e Bioetica
Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri
Milano

e per conoscenza a:

Delia Vaccarello
L’Unita’

Giuliano Ferrara
Il Foglio

Il Manifesto
Redazione Milano

La Repubblica
Redazione Milano

Radio Popolare
Milano

Massimo Rebotti
Radio Popolare – Milano

Stefano di Martino
Consiglio comunale Milano

Pietro Rutelli
Consiglio comunale Milano

Davide Tinelli
Consiglio comunale Milano

Maria Gigliola Toniollo
Ufficio nuovi diritti CGIL

Cristian Moggi
UIL Lombardia

Paolo Ferigo
Presidente CIG – Arcigay Milano

Sergio Lo Giudice, Aurelio Mancuso, Franco Grillini
Arcigay Nazionale

Luigi Valeri
Arcigay Nazionale

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

3 Comments

  1. Grazie Marco, secondo me hai fatto benissimo, tantopià che da una rapida ricerca le tesi riorientative sono risultate prive di basi scientifiche. Intanto un primo risultato è stato raggiunto con la Gazzetta di Parma, che ha corretto il tiro qui

    1. Chi è ancora convinto che dall'omesessualità non si possa uscire, farebbe bene, prima di lanciare dictat assoluti leggersi almeno quale libro non di teorie campate in aria ma di fatti reali, come ad esempio quello di Joseph Nicolosi
      "Separative Therapy of Male Homosexuality. A New Clinical Approach" di Joseph Nicolosi, nella traduzione italiana di Simona Cavalleri, col titolo «Omosessualità maschile : un nuovo approccio». Molti sopno i casi di guarigione anche se talvolta sono necessari alcuni anni. Certamente uno deve pure volerlo seriamente….
      Purtroppo è risaputo che in Italia il dire soltanto che dall'omosessualità si può guarire si passa per imbecilli come minimo.

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