Una sforbiciata proprio laggiù

Un altro Alessandro – Cecchi Paone – ci resterà molto male.

Alessandro e i revisionisti
1 Ottobre 2004 – di Massimo Gramellini

La Warner Bros avrebbe deciso di rinviare l’uscita nelle sale del kolossal su Alessandro Magno pur di prendersi altro tempo per convincere il regista Oliver Stone a tagliare alcune scene di sesso. Non tutte: solo quelle in cui il condottiero macedone interpretato da Colin Farrell abbandona i panni dello sciupafemmine per intrattenersi con un eunuco persiano. Secondo i produttori, il pubblico «non è ancora pronto per certe cose».
Ora, delle due l’una. O il pubblico non è pronto perché le scene sotto accusa sono così trucide e compiaciute da turbarne il buongusto, ammesso che anni di volgarità non gliel’abbiano definitivamente alterato. Oppure non è pronto «tout court» per scoprire la bisessualità di un eroe antico e soprattutto per accettarla. Come già accaduto con l’Achille dimezzato di Brad Pitt, alcuni temono che la riproduzione di un banale fatto storico – la bisessualità di Alessandro e di molti maschi grecoromani, da Cesare al filosofo dell’amore per eccellenza, Platone – riesca ancora a sconvolgere a tal punto chi guarda, da sminuire ai suoi occhi l’autorevolezza stessa del personaggio narrato. L’aspetto eversivo della scelta di Stone non è che lo spettatore del Duemila venga a sapere che un leggendario conquistatore di imperi aveva dei gusti estetici tuttifrutti. Ma che scopra che sia esistita un’epoca, cosiddetta «pagana», in cui sperimentare le variabili del piacere con spontaneità, senza sensi di colpa né torbide depravazioni, era un comportamento diffuso e assolutamente normale. [da La Stampa Web / editoriali / grazie a r. per la segnalazione]

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

1 Comment

Comments are closed.