Un Paese normale

Il caso del Policlinico di Milano e del suo Paolo Rebulla – che ,in qualità di responsabile del Centro Trasfusionale, rifiuta un donatore in quanto omosessuale maschio, suscita le solite reazioni: incredulità, sdegno, eccetera. Ancora più stupore nel notare che in queste prime ore la reazione più convinta, a parte il solito Grillini, è stata quella del ministro Storace, che ha minacciato di aprire un’inchiesta (un’altra?! dopo la cura Di Bella e la medicina omeopatica, adesso anche questa). Ecco, ma la sinistra milanese dove accidenti si trova? Veronesi si vuole candidare a sindaco e perché non dice nulla? Lo dirà lunedì forse? Mah.
E pensare che proprio in questi giorni s. e io stavamo decidendo dove andare a donare il sangue, se all’Istituto dei tumori o al Policlinico: entrambi gli ospedali in agosto avevano fatto una campagna pubblicitaria alla ricerca di donatori. A questo punto la scelta cade automaticamente sull’Istituto, anche se io ci tornerò malvolentieri. Tuttavia si porrà il dilemma, dirlo o non dirlo? Secondo s. è meglio non dire nulla: noi non siamo in alcun modo a rischio e la cosa importante è ottenere il risultato, cioè far arrivare il nostro sangue a chi ne ha bisogno, senza che qualche burocrate ignorante si possa mettere eventualmente in mezzo. Forse è anche vero, forse è anche giusto fare così, in fondo il nostro obiettivo è donare il sangue. Però, accidenti, è anche lecito, è anche giusto sognare di essere in un Paese normale, dove si possa dire – semplicemente – la verità.

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.