Omofobia, ecco cos’è

Avevo in mente l’ennesima sostanziale ristrutturazione di questo blog, e quindi pensavo di non postare più nulla fino al momento del grande rilancio (?), tuttavia c’è una situazione che richiede un post. Oggi ho capito che cos’è l’omofobia e perché in quelle poche ore a Provincetown quest’estate ho maturato una disperata, incontrollabile voglia di andare via da questo Paese. Ora, non me ne vorrà Luciano Giustini, che io stimo o stimavo, non me ne vorrà se ho incontrato proprio i suoi post sulla mia strada, ecco però se appunto una persona intelligente come Giustini continua a pubblicare post nei quali – in modo anche un po’ indiretto (“una mia vecchia domanda da ignorante”) – sostiene la tesi dell’omosessualità come malattia, allora è inutile, la battaglia è persa.

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

6 Comments

  1. La battaglia è persa, sì. E anche quando la guerra sarà vinta, in un futuro assai remoto, saremo sempre come quei vecchi ebrei che sanguinano dentro quando leggono di esimi studiosi che negano l’olocausto. L’evidenza lapalissiana, per parafrasare l’imbecille che commenta su quell’altro blog, non ha mai fermato i mentecatti, che adesso hanno anche internet come megafono. Una volta, perlomeno, potevano solo fare telefonate anomime, o suonare i campanelli e scappare.

  2. Marco, anzitutto io spero e speravo :) che la stima rimanga, anche perche’ e’ sicuramente presente da me a te, e il tuo modo garbato e intelligente di scrivere ne e’ la prova (ma gia’ lo sapevo).
    Vorrei solo dire che , al di la’ dei commenti presenti sul mio blog (in generale non censuro nessuno), il mio post non era o non voleva essere la dimostrazione o l’avallo di una tesi, ma, forse in modo ingenuo, una provocazione nella speranza che qualcuno dicesse “no, non è così vedi qui ci sono le prove scientifiche”. Il problema appunto e’ questo.
    Se un medico della mente (e in questo caso neanche solo uno) mi dice che “non c’e’ alcun dubbio lo sanno tutti” che l’omosessualita’ non e’ uno stato normale ma patologico e che non “si puo’ dire a causa di una situazione legislativa” che mi ha chiarito, ho il diritto morale e intellettuale di dargli retta, almeno fino a quando un altro psicologo, almeno non in studio (perche’ a quanto affermato da questi, non ne possono dire a chiare lettere) affermera’ il contrario.
    Ma speravo di parlarne, non di fare un muro contro muro. Il tutto, ripeto, parte da una mia ignorante domanda “ma dov’e’ la verita’? Perche’ alcuni dicono bianco e altri nero?”. Tutto qui. :)

  3. continuo a non capire che diavolo voglia dire “uno stato patologico” in questo caso, come avevo già scritto là. Mi sa tanto che la definizione di patologia è qualcosa tipo “diverso dalla maggioranza”…

  4. No, Maurizio, evidentemente non è così. La patologia secondo chi l’ha detta è un disturbo della sessualità. Lungi da me prendere le parti di questo o quello. Io riporto, e l’ambasciatore ecc., tuttavia non credo sia corretto ridurre un problema di psicologia, che sia scottante o meno, ad un fatto di diversità. Sarebbe veramente ridicolo no?

  5. Mau, non vuol dire nulla infatti. Sono solo scuse e pretesti per nascondere la propria incapacità di confrontarsi con le diversità.

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