Butt Fix: il giorno dopo è come Goldrake

Quando mi sveglio mi sento proprio bene; sono circa le 6 del mattino, ho fame. Mi alzo, mi lavo, sistemo un po’ il letto, mi preparo per la colazione (in ospedale la portano presto, no?) e aspetto con ansia. Qui invece la portano alle 8. Comunque: mi sento così bene che quasi non ci credo, nessun dolore particolare, mi siedo, cammino. Wow.
Il mio chirurgo mi dimette complimentandosi, ma avvertendo che non sarà sempre così. E infatti nei giorni successivi ci saranno pochi alti e molti bassi.
Di solito sto benino di mattina poi dal pomeriggio iniziano fitte e dolori vari, con nottate passate più in bagno che a letto. Ma tutto sommato non mi lamento, o mi lamento poco: in fondo è pur sempre un intervento chirurgico e per quanto io ogni tanto lo creda, non sono superman.
Già, ma che intervento chirurgico? Adesso che ho tempo di guardare bene su Internet scopro che mi è stata praticata una prolassectomia secondo Longo che è una modalità relativamente nuova (10-15 anni) di trattare queste patologie; me ne compiaccio. Abbandono rapidamente i forum di pazienti che dopo l’intervento ne hanno passate di ogni e resto solo colpito dal nome dell’attrezzo chirurgico che viene impiegato in questa tecnica: si tratta di una suturatrice meccanica circolare. Non vengono in mente le lame rotanti di Goldrake?

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.