La sindrome della biancheria sulla nave militare

Ieri sera a cena – ottima – con b. e s. si parlava di paranoie e di malattie. Quando hai un dolorino al braccio e pensi subito all’infarto, quando una storta ti fa temere una sindrome degenerativa, una svista fa pensare alla demenza senile, eccetera. Insomma, tutte cose che io mastico benissimo. Per non dire di quanti danni ha fatto Internet, visto che cercando qualsiasi cosa alla fine arrivi sempre a trovare un tumore. Mentre si parlava di questo e di quello (nel senso: di questo e di quel sintomo) ho ripensato a una cosa che mi capitava al liceo. Versione di greco, il Rocci sul banco, pronto a una nuova sfida. Un testo che dice più o meno “caricano [oggetti] sulla nave da guerra”. Cerco [oggetti] sul Rocci, trovo la definizione: “armamenti, attrezzature militari, ma anche vettovaglie” – e seguono 30 righe di definizioni via via più dettagliate. L’ultima definizione: “biancheria intima”. Così produco un: “caricano biancheria intima sulla nave da guerra”.

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

2 Comments

  1. Meraviglia! L’immagine di quella nave da guerra carica di lingerie mi accompagnerà per tutta la giornata. Ne ricordo un’altra, però alle medie: in una pagina di scienze appare la frase …sedimenti di “calcare”. La prof: se non sapete cosa vuol dire, cercate sul dizionario. Risultato, declamato da un compagno con voce stentorea: “Premere fortemente col piede e soprattutto col calcagno”.

  2. ah,ah…

    ieri sera un mio compagno di squadra, fisioterapista, parlava proprio della diversa “attitudine agli infortuni” che le persone possono avere.

    si riferiva un mio compagno, che, per una probabibile contrattura al polpaccio rimediata ieri sera, si trascinava manco gli avessero amputato un piede.

    forse si riferiva anche a me, che vivo secondo la massima “se sto in piedi posso anche correre e saltare”…

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