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	<title>Comments on: I giornalisti, la Rete e i modelli circolari</title>
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	<description>On line since 2001, on life since 1964 (aka marmaz)</description>
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		<title>By: Blog Miss Net &#187; I giornalisti, la Rete ei modelli circolari</title>
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		<dc:creator>Blog Miss Net &#187; I giornalisti, la Rete ei modelli circolari</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Dec 2007 22:45:36 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Marinella Correggia: [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Marinella Correggia: [...]</p>
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		<title>By: cfdp</title>
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		<dc:creator>cfdp</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 08:59:01 +0000</pubDate>
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		<description>Fatemi sapere quando, ci sarò :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fatemi sapere quando, ci sarò :-)</p>
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		<title>By: No Marketing &#8250; In difesa dei giornalisti</title>
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		<dc:creator>No Marketing &#8250; In difesa dei giornalisti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 23:27:01 +0000</pubDate>
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		<description>[...] una notte d&#8217;inverno un giornalista (via Livingston)   This was written by admin. Posted on Thursday, November 22, 2007, at 12:26 am. Filed under [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] una notte d&#8217;inverno un giornalista (via Livingston)   This was written by admin. Posted on Thursday, November 22, 2007, at 12:26 am. Filed under [...]</p>
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	<item>
		<title>By: Dario Salvelli&#8217;s Blog &#187; Blog Archive &#187; Pangea: altro che comunicati stampa!</title>
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		<dc:creator>Dario Salvelli&#8217;s Blog &#187; Blog Archive &#187; Pangea: altro che comunicati stampa!</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Nov 2007 12:21:32 +0000</pubDate>
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		<description>[...] e per i social media? Contenuti giornalistici o fatti dai lettori? Il modello del giornalismo rettangolare sbaragliato da quello [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] e per i social media? Contenuti giornalistici o fatti dai lettori? Il modello del giornalismo rettangolare sbaragliato da quello [...]</p>
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	<item>
		<title>By: Livingston, il blog di Marco Mazzei - Giornali, giornalismi e&#8230;pipponi tremendi!</title>
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		<dc:creator>Livingston, il blog di Marco Mazzei - Giornali, giornalismi e&#8230;pipponi tremendi!</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 19:18:41 +0000</pubDate>
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		<description>[...] che fanno le persone prolisse) su&#8230;praticamente tutto, un modo di comunicare assolutamente rettangolare e lontanissimo dalla [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] che fanno le persone prolisse) su&#8230;praticamente tutto, un modo di comunicare assolutamente rettangolare e lontanissimo dalla [...]</p>
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	<item>
		<title>By: marco</title>
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		<dc:creator>marco</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Nov 2007 10:07:20 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Vittorio, bello facciamolo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Vittorio, bello facciamolo!</p>
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		<title>By: Vittorio Pasteris &#187; A proposito di giornalismo e innovazione</title>
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		<dc:creator>Vittorio Pasteris &#187; A proposito di giornalismo e innovazione</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Nov 2007 13:39:55 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Marco Mazzei da leggere tutto Lâ€™invito da parte dellâ€™ordine Ã¨ stato graditissimo ed Ã¨ importante dire che per la prima volta viene inserita unâ€™ora dedicata al â€œdigitaleâ€ nel programma di preparazione viene inserita; onore al merito, quindi. Parlare di innovazione in questa professione oggi Ã¨ complicato: entrando nella sala ho notato decine di Olivetti Lettera 32 e mi sono improvvisamente ricordato che ancora oggi i futuri giornalisti sostengono una prova dâ€™esame con una macchina per scrivere meccanica. Basterebbe questo per dire in quale stato drammatico sia lâ€™informazione in Italia. Certo, per fare buon giornalismo e buona informazione bastano un tovagliolo di carta e una matita, ma purtroppo quellâ€™ottima informazione su quel genere di mezzo non sarebbe in grado oggi di raggiungere proprio nessuno. E se non raggiunge nessuno, per definizione, non esiste.  esame, giornalisti, lettera 32, marco mazzei, ordine dei giornalistiPopolarit&#224;: 1% [?]Condividi [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Marco Mazzei da leggere tutto Lâ€™invito da parte dellâ€™ordine Ã¨ stato graditissimo ed Ã¨ importante dire che per la prima volta viene inserita unâ€™ora dedicata al â€œdigitaleâ€ nel programma di preparazione viene inserita; onore al merito, quindi. Parlare di innovazione in questa professione oggi Ã¨ complicato: entrando nella sala ho notato decine di Olivetti Lettera 32 e mi sono improvvisamente ricordato che ancora oggi i futuri giornalisti sostengono una prova dâ€™esame con una macchina per scrivere meccanica. Basterebbe questo per dire in quale stato drammatico sia lâ€™informazione in Italia. Certo, per fare buon giornalismo e buona informazione bastano un tovagliolo di carta e una matita, ma purtroppo quellâ€™ottima informazione su quel genere di mezzo non sarebbe in grado oggi di raggiungere proprio nessuno. E se non raggiunge nessuno, per definizione, non esiste.  esame, giornalisti, lettera 32, marco mazzei, ordine dei giornalistiPopolarit&agrave;: 1% [?]Condividi [...]</p>
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	<item>
		<title>By: Vittorio Pasteris</title>
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		<dc:creator>Vittorio Pasteris</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Nov 2007 12:22:55 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Marco
Il nuovo contratto stante l&#039;attuale situazione non si farà mai ...
Sarebbe bello organizzare a milano una specie di jounralist camp per rccontarci un po&#039; di cose sul tema
VP</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Marco<br />
Il nuovo contratto stante l&#8217;attuale situazione non si farà mai &#8230;<br />
Sarebbe bello organizzare a milano una specie di jounralist camp per rccontarci un po&#8217; di cose sul tema<br />
VP</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Otto_vask</title>
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		<dc:creator>Otto_vask</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Nov 2007 10:12:26 +0000</pubDate>
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		<description>@marco, su questo sono d&#039;accordo con te. E&#039; il modello stesso della contrattazione collettiva ad essere vecchio e muffito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@marco, su questo sono d&#8217;accordo con te. E&#8217; il modello stesso della contrattazione collettiva ad essere vecchio e muffito.</p>
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		<title>By: marco</title>
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		<dc:creator>marco</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Nov 2007 09:58:28 +0000</pubDate>
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		<description>Comunque io non stavo analizzando le ragioni del mancato rinnovo, che in questa sede non mi interessano. Mi chiedevo solo che senso abbia litigare per rinnovare una cosa così vecchia e inadeguata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Comunque io non stavo analizzando le ragioni del mancato rinnovo, che in questa sede non mi interessano. Mi chiedevo solo che senso abbia litigare per rinnovare una cosa così vecchia e inadeguata.</p>
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	<item>
		<title>By: Otto_vask</title>
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		<dc:creator>Otto_vask</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Nov 2007 09:44:18 +0000</pubDate>
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		<description>@ Emilio. Pienamente d&#039;accordo, sono due dimensioni che non hanno nulla a che vedere l&#039;una con l&#039;altra.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Emilio. Pienamente d&#8217;accordo, sono due dimensioni che non hanno nulla a che vedere l&#8217;una con l&#8217;altra.</p>
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		<title>By: Emilio Gelosi</title>
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		<dc:creator>Emilio Gelosi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Nov 2007 09:35:43 +0000</pubDate>
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		<description>@Otto: E infatti ormai ci sono redazioni (tipo Studio Aperto, ma non lo so per conoscenza diretta, l&#039;ho letto da qualche parte e potrei sbagliare) dove il giornalista utilizza tutte le nuove tecnologie e si monta i suoi pezzi con l&#039;archivio video. Il motivo per cui gli editori non vogliono rinnovare il contratto non è certo una questione di organizzazione del lavoro, quanto di definizione del lavoro stesso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Otto: E infatti ormai ci sono redazioni (tipo Studio Aperto, ma non lo so per conoscenza diretta, l&#8217;ho letto da qualche parte e potrei sbagliare) dove il giornalista utilizza tutte le nuove tecnologie e si monta i suoi pezzi con l&#8217;archivio video. Il motivo per cui gli editori non vogliono rinnovare il contratto non è certo una questione di organizzazione del lavoro, quanto di definizione del lavoro stesso.</p>
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	<item>
		<title>By: otto_vask</title>
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		<dc:creator>otto_vask</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Nov 2007 09:17:22 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Marco, il contratto prevede condizioni minime di tutela (orari, salari) che vanno rispettate, ma non obbliga certo - e non potrebbe essere diversamente -  scelte di strategia organizzativa quali l&#039;utilizzo di strutture tradizionali al posto di quelle aperte/circolari che tu citi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Marco, il contratto prevede condizioni minime di tutela (orari, salari) che vanno rispettate, ma non obbliga certo &#8211; e non potrebbe essere diversamente &#8211;  scelte di strategia organizzativa quali l&#8217;utilizzo di strutture tradizionali al posto di quelle aperte/circolari che tu citi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: marco</title>
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		<dc:creator>marco</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Nov 2007 08:57:48 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Otto, devo darti torto su tutto il fronte: il contratto nazionale condiziona pesantemente le scelte delle aziende editoriali. E non potrebbe essere diversamente: quando vengono definiti ruoli e prerogative del direttore, quando gli orari di lavoro sono quelli delle tipografie, quando l&#039;innovazione tecnologica e&#039; soggetta a continue verifiche, commissioni e quant&#039;altro, in questi casi casi l&#039;organizzazione ne risente eccome. Per questo dico che editori e giornalisti dovrebbero essere d&#039;accordo almeno su un punto: quel testo e&#039; troppo vecchio per essere rinnovato. Questi due anni di liti sono stati due anni buttati: se fossero stati impiegati per iniziare a scrivere qualcosa di nuovo, oggi forse parleremmo di un&#039;altra cosa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Otto, devo darti torto su tutto il fronte: il contratto nazionale condiziona pesantemente le scelte delle aziende editoriali. E non potrebbe essere diversamente: quando vengono definiti ruoli e prerogative del direttore, quando gli orari di lavoro sono quelli delle tipografie, quando l&#8217;innovazione tecnologica e&#8217; soggetta a continue verifiche, commissioni e quant&#8217;altro, in questi casi casi l&#8217;organizzazione ne risente eccome. Per questo dico che editori e giornalisti dovrebbero essere d&#8217;accordo almeno su un punto: quel testo e&#8217; troppo vecchio per essere rinnovato. Questi due anni di liti sono stati due anni buttati: se fossero stati impiegati per iniziare a scrivere qualcosa di nuovo, oggi forse parleremmo di un&#8217;altra cosa.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Otto_vask</title>
		<link>http://www.mazzei.milano.it/2007/10/29/i-giornalisti-la-rete-e-i-modelli-circolari/comment-page-1/#comment-64266</link>
		<dc:creator>Otto_vask</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 23:53:50 +0000</pubDate>
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		<description>Ma il contratto nazionale non ha nulla a che vedere con l&#039;organizzazione delle aziende editoriali, che è invece frutto delle scelte (o non scelte) strategiche. Forme piatte, orizzontali o a rete di organizzazione possono essere utilizzate o meno in totale indipendenza dal contratto nazionale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma il contratto nazionale non ha nulla a che vedere con l&#8217;organizzazione delle aziende editoriali, che è invece frutto delle scelte (o non scelte) strategiche. Forme piatte, orizzontali o a rete di organizzazione possono essere utilizzate o meno in totale indipendenza dal contratto nazionale.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: alberto d'ottavi</title>
		<link>http://www.mazzei.milano.it/2007/10/29/i-giornalisti-la-rete-e-i-modelli-circolari/comment-page-1/#comment-64261</link>
		<dc:creator>alberto d'ottavi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 06:22:09 +0000</pubDate>
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		<description>bellissimo post, assolutamente d&#039;accordo

i &quot;rettangoli&quot; impediscono anche scambi e spostamenti di funzioni tra giornalisti stessi: oggi la maggioranza dei giornali online continuano a separare la parte scritta da foto, infografica, contributi video e audio. questo perché le &quot;vecchie&quot; redazioni sono organizzate in verticale in questo modo

il mondo è diverso. un articolo, sul web, deve  integrare ogni tipo di informazione. e deve contenere la giusta dose di link di approfondimento

quanti giornalisti considerano il &quot;linkare&quot; una attività pregiata, e quanti invece la considerano squalificante?

gli editori hanno tante colpe, ma i giornalisti come categoria devono seriamente guardarsi allo specchio e rimettersi in discussione a partire dai principi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bellissimo post, assolutamente d&#8217;accordo</p>
<p>i &#8220;rettangoli&#8221; impediscono anche scambi e spostamenti di funzioni tra giornalisti stessi: oggi la maggioranza dei giornali online continuano a separare la parte scritta da foto, infografica, contributi video e audio. questo perché le &#8220;vecchie&#8221; redazioni sono organizzate in verticale in questo modo</p>
<p>il mondo è diverso. un articolo, sul web, deve  integrare ogni tipo di informazione. e deve contenere la giusta dose di link di approfondimento</p>
<p>quanti giornalisti considerano il &#8220;linkare&#8221; una attività pregiata, e quanti invece la considerano squalificante?</p>
<p>gli editori hanno tante colpe, ma i giornalisti come categoria devono seriamente guardarsi allo specchio e rimettersi in discussione a partire dai principi</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: emanuele chesi</title>
		<link>http://www.mazzei.milano.it/2007/10/29/i-giornalisti-la-rete-e-i-modelli-circolari/comment-page-1/#comment-64254</link>
		<dc:creator>emanuele chesi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Nov 2007 09:45:35 +0000</pubDate>
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		<description>Interessanti osservazioni. Solo un paio di flash
1) ho 45 anni e faccio questo mestiere da oltre vent&#039;anni, non ho mai lavorato con una macchina da scrivere. L&#039;esame da professionista sull&#039;Olivetti lo ricordo come un incubo ma non è assolutamente significativo per questa professione: semmai è una sorta di rito di passaggio, tipo la massoneria!
2) i primi a voler scardinare l&#039;organizzazione redazionale sono gli editori: hanno ben compreso le nuove frontiere del giornalismo o gli interessa solo avere precari intercambiabili, appendici dei pc? (mi dicono che accade già da qualche parte)
3) penso che per un giornalista essere al passo coi tempi voglia dire soprattutto non considerarsi più al vertice del flusso informativo ed essere disponibile ad abbracciare tutti i media (parafrasando qualcuno: non sono sicuro che tra dieci anni ci saranno ancora i giornali, ma sicuramente ci saranno sempre i giornalisti, o almeno lo spero!)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Interessanti osservazioni. Solo un paio di flash<br />
1) ho 45 anni e faccio questo mestiere da oltre vent&#8217;anni, non ho mai lavorato con una macchina da scrivere. L&#8217;esame da professionista sull&#8217;Olivetti lo ricordo come un incubo ma non è assolutamente significativo per questa professione: semmai è una sorta di rito di passaggio, tipo la massoneria!<br />
2) i primi a voler scardinare l&#8217;organizzazione redazionale sono gli editori: hanno ben compreso le nuove frontiere del giornalismo o gli interessa solo avere precari intercambiabili, appendici dei pc? (mi dicono che accade già da qualche parte)<br />
3) penso che per un giornalista essere al passo coi tempi voglia dire soprattutto non considerarsi più al vertice del flusso informativo ed essere disponibile ad abbracciare tutti i media (parafrasando qualcuno: non sono sicuro che tra dieci anni ci saranno ancora i giornali, ma sicuramente ci saranno sempre i giornalisti, o almeno lo spero!)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Roberto</title>
		<link>http://www.mazzei.milano.it/2007/10/29/i-giornalisti-la-rete-e-i-modelli-circolari/comment-page-1/#comment-64247</link>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 17:43:09 +0000</pubDate>
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		<description>Ottime osservazioni. La natura della rete e la cultura convergente stanno davvero modificando il panorama mediatico e l&#039;attività degli attori coinvolti, compresi i giornalisti. Sembra quasi scontato, del resto, che certe categorie cerchino di ricacciare indietro questo cambiamento (un esempio in altro settore è quello del comportamento delle major discografiche e cinematografiche) con il timore di perdere benefici acquisiti. 

Ed è giusto che il mestiere di giornalista cambi, stando al passo con i tempi e interagendo con le nuove pratiche culturali. Come diceva Kapuscinski nella sua biografia, il reportage d&#039;autore, comunque, non è finito, ce ne sarà sempre bisogno. 

Ma tornando anche alla questione contrattuale... da giornalista precario (e blogger e frequentatore attivo della rete da tempo) è praticamente impossibile farsi un reddito che permetta di svolgere il proprio lavoro con serenità. Come conciliare un buon giornalismo - fuori dal rettangolo - con la necessità di arrivare alla fine del mese? (Lo so, magari questo sposta un po&#039; l&#039;argomento centrale del post, ma è solo un diverso aspetto della stessa questione... sarà che lo vivo quotidianamente...)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ottime osservazioni. La natura della rete e la cultura convergente stanno davvero modificando il panorama mediatico e l&#8217;attività degli attori coinvolti, compresi i giornalisti. Sembra quasi scontato, del resto, che certe categorie cerchino di ricacciare indietro questo cambiamento (un esempio in altro settore è quello del comportamento delle major discografiche e cinematografiche) con il timore di perdere benefici acquisiti. </p>
<p>Ed è giusto che il mestiere di giornalista cambi, stando al passo con i tempi e interagendo con le nuove pratiche culturali. Come diceva Kapuscinski nella sua biografia, il reportage d&#8217;autore, comunque, non è finito, ce ne sarà sempre bisogno. </p>
<p>Ma tornando anche alla questione contrattuale&#8230; da giornalista precario (e blogger e frequentatore attivo della rete da tempo) è praticamente impossibile farsi un reddito che permetta di svolgere il proprio lavoro con serenità. Come conciliare un buon giornalismo &#8211; fuori dal rettangolo &#8211; con la necessità di arrivare alla fine del mese? (Lo so, magari questo sposta un po&#8217; l&#8217;argomento centrale del post, ma è solo un diverso aspetto della stessa questione&#8230; sarà che lo vivo quotidianamente&#8230;)</p>
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		<title>By: Aranel</title>
		<link>http://www.mazzei.milano.it/2007/10/29/i-giornalisti-la-rete-e-i-modelli-circolari/comment-page-1/#comment-64243</link>
		<dc:creator>Aranel</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 10:24:22 +0000</pubDate>
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		<description>Marco, io penso appunto che sia possibile un giornalismo meno freddo e ingessato. Probabilmente sono un&#039;illusa votata alla quadratura del cerchio ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Marco, io penso appunto che sia possibile un giornalismo meno freddo e ingessato. Probabilmente sono un&#8217;illusa votata alla quadratura del cerchio ;-)</p>
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		<title>By: marco</title>
		<link>http://www.mazzei.milano.it/2007/10/29/i-giornalisti-la-rete-e-i-modelli-circolari/comment-page-1/#comment-64242</link>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 10:16:03 +0000</pubDate>
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		<description>Aranel, la differenza tra un cerchio e un quadrato mi pare ovvia; certo poi uno alla fine deve decidere, ma il processo di costruzione dei contenuti deve per forza diventare piu&#039; collettivo e partecipato. Se ti vuoi inserire in una conversazione, se vuoi avviare un dialogo non puoi farlo partendo imposizioni gerarchiche o fredde.
Vanz, in effetti una parte del lavoro sara&#039; magari dialogare con i motori semantici, e con chi li realizza: non a caso, forse, ho letto da qualche parte che il &quot;giornalista&quot; e&#039; una delle professioni che, nel mondo, crescera&#039; di meno nei prossimi anni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Aranel, la differenza tra un cerchio e un quadrato mi pare ovvia; certo poi uno alla fine deve decidere, ma il processo di costruzione dei contenuti deve per forza diventare piu&#8217; collettivo e partecipato. Se ti vuoi inserire in una conversazione, se vuoi avviare un dialogo non puoi farlo partendo imposizioni gerarchiche o fredde.<br />
Vanz, in effetti una parte del lavoro sara&#8217; magari dialogare con i motori semantici, e con chi li realizza: non a caso, forse, ho letto da qualche parte che il &#8220;giornalista&#8221; e&#8217; una delle professioni che, nel mondo, crescera&#8217; di meno nei prossimi anni.</p>
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