Con questa storia della casta gay avete davvero rotto le palle

Leggo sul giornale.it: La casta gay, i nuovi intoccabili – di Stefano Lorenzetto. Vorrei dire a questo signore che ci siamo rotti i coglioni (o almeno, io mi sono rotto) di questa storia: a noi non importa nulla della political correctness, non ci interessa che le persone e la società siano gentili con noi. Possono anche chiamarci finocchi e possono passare il tempo a fare un sacco di battute sul sapone nella doccia, contenti loro. Ci interessa che lo Stato italiano riconosca i nostri diritti di persone e di coppie. Punto (poi naturalmente ci interessa che se qualcuno ci prende a botte solo perché non gradisce il nostro orientamento sessuale sia punito per quello, ma lo diamo per scontato).

Quanto alla storia della casta gay, siamo al cabaret puro: quando mai una casta non conta nulla e non riesce a ottenere niente?

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

1 Comment

  1. Non sono del tutto convinto che Lorenzetto scriva in buona fede. Anche un mediocre giornalista sa che i gay sono così “toccabili” che a volte vengono presi a male parole da sindaci come Gentilini, che poi la fanno franca, o a legnate da qualche testa di cazzo omofoba.

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