Perché amo quel Paese

Dopo 10 anni tremendi, iniziati con la prima bolla finanziaria e gli attentati dell’11 settembre, proseguiti con le guerre di George Bush, conclusi con questa crisi dei mutui, gli Stati Uniti sono capaci di inventarsi un cambiamento come quello che sta portando un nero alla Presidenza. Tanto di cappello.

Lo dico con appena un filo di tristezza per i risultati dei referendum sui matrimoni omosessuali (la Proposition 8 della California e di altri Stati):

Forse c’è ancora un filo di speranza in California, appunto, ma proprio un filo: c’è molta ansia (percepibile dai primi racconti di Advocate) tra coloro che si sono appena sposati o tra chi pianificava di farlo a breve.

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

1 Comment

  1. Vedi, per questo stamattina non riesco a entusiasmarmi.
    Sarà anche il periodo storico, ma io temo.
    C’è una spinta riformista, sì. C’è un paese che vuole cambiare e ha votato Obama (ma era un cambiamento “accettabile”, parliamoci chiaro); ma c’è anche un paese che NON vuole cambiare.
    Viviamo in un tempo fatto di spinte contrapposte.

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