Dollari rosa o qualcosa del genere

Ho tra le mani una copia di Out, che mi ha portato C: devo dire che sono colpito. Era un po’ che non sfogliavo testate gay internazionali, ed ero rimasto a quelle 2/3 pagine di pubblicità presentabili nel primo quarto del giornale e poi più nulla se non saune, video ed escort. Tutte cose utili e interessanti, ma – mi rendo conto – poco presentabili in un magazine che magari si vuole posizionare nella fascia alta del mercato, che ne so sulla moda o lo stile o perfino la cultura.
E invece sfogliando questo numero di Out ecco che cosa trovo:

Saab | Gucci | Prada | Gucci | Burberry | Levi’s | Omega | Calvin Klein | Cadillac | Seiko | Zurich | Basil Hayden’s | Macy’s | Gillette | Kodak | Bud | Nivea | Zirhikon | Expedia | Hugo Boss | Borders | Wells Fargo | Bud | Avis | Vuitton

In altre parole: una presenza pubblicitaria che di questi tempi, per qualità e quantità, farebbe comodo a tanti giornali, anche non gay. Bravi quelli di Out, adesso sono curioso di vedere se è stato un caso fortunato o è la regola, cosa che farebbe ben sperare anche per l’Italia, o comunque per mercati più vicini al nostro.

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

5 Comments

  1. Per quanto riguarda l'Italia c'è un problema a monte di quello degli inserzionisti: non esistono attualmente testate gay in edicola (a parte quelle porno).

  2. c'è anche un problema di volontà: so da fonti dirette che è praticamente impossibile piazzare annunci su Gay.it
    e non parliamo di Babilonia in questi ultimi anni di ritorno alle edicole. Non c'è la volontà di perseguire il target gay in Italia; per adesso è così, forse (ma non ci giurerei) cambierà

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