Alcune cose che ho capito dell’influenza e con l’influenza

  • non sono riuscito a fare in modo che il mio profilo su Facebook prendesse l’influenza al posto mio;
  • l’idea che starsene a casa qualche giorno a poltrire, su è giù dal letto, i programmi della tv del pomeriggio, quel film che non riuscivi mai a vedere, stare in pigiama tutto il giorno, l’idea che tutto ciò sia una figata è semplicemente sbagliata: è una figata se stai bene, o se stai appena-appena male; se invece stai da cani non è una figata e il letto diventa un incubo e in quella tuta sei sempre tutto sudato e sui programmi in tv del pomeriggio…stendiamo un velo pietoso;
  • il fatto di aver preso la più grande mazzata da febbre della tua vita (e quando mai sei stato 2,5 giorni di fila a letto?) non viene compensato dalla consapevolezza che senza il maledetto vaccino sarebbe andata peggio (peggio di cosiì?!) o che non hai preso il virus dell’Australiana ma un altro: e chi se ne importa?
  • il primo giorno di parziale lucidità ho rivisto C’è posta per te: il suono del modem, quella zona di New York che non conosco e che adesso dovrò correre a scoprire, certe dinamiche internettiane che sono di una tenerezza sconcertante, Meg Ryan così bella: che bello;
  • lo stesso giorno ho anche incrociato un canale con Chips: lo ammetto con vergogna, ma ai tempi mi piaceva il biondo; ora dico: come fa a piacere uno con quel taglio di capelli? dovevo essere ben strano da giovane;
  • sono stato due giorni pieni senza appoggiare le dita sulla tastiera di un computer: record;
  • sono stato 24 ore senza leggere la posta sul BlackBerry: record;
  • si può vivere senza entrambi, yeah;
  • sono stato alcune ore e sono ancora adesso scollegato da Fastweb (quindi: telefono, Internet e televisione: lo stramaledetto triple-play): ucciderei la loro assistenza clienti;
  • si può vivere anche senza, ma è meglio con;
  • la cura del cliente in senso esteso e largo è forse la ragione primaria di fastidio nei confronti dell’Italia: la cultura dell’attenzione al cliente è semplicemente assente, e io non so se ho il tempo di aspettare che nasca o cresca;
  • per esempio: venerdì sono dovuto andare dal mio medico della mutua a farmi fare il certificato per l’azienda (mai capitato prima); orario di ricevimento: dalle 10 alle 12; siccome ho un febbrone, non mi reggo in piedi e sono a pezzi penso che non ce la posso fare a rischiare un’anticamera di ore e mi presento alle 9:45; sono il primo; aspetto davanti alla porta dello studio, appoggiato al calorifero, con la portinaia del palazzo che mi guarda preoccupata (ripensando al mio aspetto, forse mi controllava…); la segretaria arriva alle 10; ci mette circa 20 minuti (di orologio) per avviare i due pc dello studio e il collegamento credo a Internet e l’applicazione che gestisce le ricette (non ho fatto in tempo a leggere il nome della società che gli ha messo in piedi tutto il sistema, altrimenti sarei poi andato a denunciarli per truffa) e a me sembra di tornare ai bei tempi di Windows 3.1 e di quel tipo di programmi semigrafici del periodo; lo studio a mano a mano si riempie, della dottoressa non c’è traccia, la segretaria ha un consiglio intelligente per tutti (non fumare, andare in bici, bere molta acqua), ma alla richiesta di informazioni sull’arrivo della dottoressa si ammutolisce e prosegue il suo lavoro di spaccio di ricette (“che cosa le serve?”); la faccio breve: la dottoressa si presenta alle 11:10 e non si scusa nemmeno del ritardo di un’ora e dieci minuti; riceve prima due stramaledetti-informatori-scientifici-del-farmaco (poi un giorno dirò perché si tratta a mio parere di una professione da cancellare) che sono arrivati dopo di me e dopo altri pazienti, io protesto con forza ma vengo respinto dalla segretaria e mi rendo conto a quel punto che ho paura: ho paura di litigare con il medico della mutua perché ho bisogno di quel certificato e se litigo poi mi aspetta una punizione ben peggiore, che ho già provato, cioè la coda alla Asl di via Doria; ingoio il rospo e mi presento davanti alla dottoressa alle 11:20;
    • che sintomi ha?
    • soprattutto febbre molto, molto alta
    • anche adesso?
    • eh sì però immagino andrebbe misurata…
    • comunque per la febbre e l’influenza l’unica cosa da fare è starsene a casa belli riparati senza sforzi, senza uscire, senza fare nulla

    me lo dice davvero convinta e a quel punto mi rendo conto che avrei voglia di mandarla al diavolo, dicendole che è colpa sua se sono in giro da quasi due ore al freddo, poi ripenso alla Asl e mi trattengo; mi presento dalla segretaria per avere il mio certificato: “quanti giorni le scrivo?”; e lo chiede a me? lo dovrebbe sapere lei, no? alla fine le due mi avevano dato una settimana di malattia; perdo altro tempo per ridurla a due giorni, e alle fine di varie altre peripezie riesco ad uscire dallo studio alle 12, dopo 2 ore 15 minuti; sto malissimo fisicamente e psicologicamente perché sono un malato tenuto in pugno dalla burocrazia; e non ho niente, figuriamoci se avessi qualcosa di serio: non potersi lamentare di un comportamento incivile per timore poi delle conseguenze di quella lamentela è qualcosa di davvero pazzesco;

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

4 Comments

  1. Spero ti senta già veramente meglio e che tu non abbia fatto troppo lo splendido a chiedere solo 2 giorni.
    C'è posta per te l'ho rivisto giovedì: che bello :). Il biondo di Chips mi piaceva da morire (giù le mani e anche gli occhi!). Di qualsiasi tecnologia mi sia mai circondato ho prima o poi constatato che potevo (ma và) farne a meno.
    Che ti sia di conforto: domani torni al lavoro, ah ah ah. Domani torno al lavoro, uah… uah…

  2. penso che se avevi l' influenza australiana non ti facevi 2 giorni ma 2 settimane

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