Lisbona in a post

  • decadente, non lo sembra; forse anche per via degli edifici che hanno recuperato (dicono 5.000 negli ultimi 3 anni)
  • il Fado, se non vuoi, non lo senti; a meno che tu non vada alla Fnac (dove ci sono casse automatiche self service) a comprare un cd
  • i marciapiedi sono di piastrelle e non di asfalto o cemento, anche le strisce pedonali sono spesso di piastrelle, che non si rovinano e fanno molto chic
  • tutta la città è un po’ buia, anche i portoni delle case sono bui, con luci molto fioche o temporizzate, che si accendono solo quando entra qualcuno: un bel risparmio energetico e un brutto effetto scenografico
  • è una piccola città, circa 600 mila abitanti e forse questo la frenerà
  • i vicoli di Genova, i panni stesi di Napoli, alcune piazze di Parigi, i viali di Barcellona, gli uomini agli angoli delle strade dei paesini della Sicilia, i colli di Roma e le piazze in riva al mare di Trieste (dice Vanz)
  • ma Vanz dice anche dell’odore di baccalà: io non l’ho sentito, ma non faccio testo perché sto quanto più lontano possibile dal pesce
  • pochi segni della globalizzazione commerciale (uno Starbucks, c’è McDonalds; la Fnac, qualche Intimissimi & Co.)
  • di globale c’è lo stile di pochi negozi nel Bairro: molto essenziali, poche sneaker-collezione per terra, qualche maglietta
  • poche anche le marche locali (per fortuna)
  • si notano invece i negozi di corredi per la casa: un segno dei tempi (andati)?
  • usano gli ombrelli
  • nella metropolitana ci sono poesie
  • tra il Parco delle Nazioni e Belém c’è tutta la città, ma quasi ho preferito il quartiere moderno dell’Expo
  • però a Belém ci sono i pasteis davvero più buoni di tutti gli altri, tanto da rendere accettabile anche l’ingresso nel carnaio di pasticceria che li produce
  • per l’Expo di Milano, Letizia fa’ un giro da queste parti
  • di sera in giro per il Bairro vedi centinaia di turisti con le guide in mano che cercano di capire quale via e quale ristorante e quale localino
  • di localini qui è pieno, ini davvero
  • non cercare di tracciare troppe mappe, meglio perdersi
  • le foto sono su Flickr, i link su del.icio.us

Nelle città (solo città e solo viste di recente) dove andrei a vivere subito la metto a metà classifica: San Francisco, Boston, Vancouver, New York, Amsterdam, Istanbul, San Diego, Barcelona, Seattle, Reykjavik, Londra, Lisbona, Atene, Parigi, Copenhagen, Madrid, Porto, Helsinki, Honolulu, Las Vegas, Los Angeles, Hong Kong

Le altre city-in-a-post: Amsterdam, Barcelona, Copenhagen, Gili Trawangan, Hawaii, Helsinki, Hong Kong, Istanbul, London, New York, Porto, Seattle, Vancouver

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

2 Comments

  1. dodicesima non è male. adesso la lista la faccio anch'io, credo sarà un po' più su perché tendo a non prendere neanche in considerazione le città la cui temperatura media è inferiore ai quindici gradi :)

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