Un poveretto, per questo lo stiamo aiutando?

Io a quello che sta per cantare quella canzone a quel festival non voglio fare ulteriore pubblicità, quindi me ne guardo bene dal citarlo in alcun modo. Dico solo che una persona che rilascia dichiarazioni come questa

A un bambino che vede due uomini che si baciano non puoi dire che si tratta solo di due uomini che si vogliono bene, perché due che si vogliono bene non si baciano sulla bocca

dovrebbe essere ignorata. Invece noi gli abbiamo organizzato una campagna pubblicitaria da leccarsi i baffi.

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

13 Comments

  1. Il problema non è Povia né la sua canzone. O meglio, Povia è vittima del suo stesso personaggio (ora come ora).
    Il problema è che questa canzone andrà a Sanremo. E la sentirà mia madre (anche se a lei sanremo non è che piaccia tanto), e come lei tante altre madri che hanno tirato su i propri figli da soli, magari per via di un padre assente per lavoro.

    Il messaggio inviato è pericolosissimo, e a me irrita particolarmente perché racconta per metà la mia storia, distorcendola. Perché anche io ero figlio di un padre che per lavoro è dovuto emigrare e c'era poco, e figlio di una madre che mi ha cresciuta quasi da sola, anche se senza oppressioni. C'era l'amore di entrambi, sì. Ma questo lo so _io_, non mia madre.
    Mia madre, e come lei tante altre donne, potrebbero (e lo faranno) vivere questa canzone come una dimostrazione della loro colpevolezza, della loro inadeguatezza nel crescere dei figli che poi si sono scoperti omosessuali.

    È una canzone pericolosa perché tocca paure e sentimenti atavici, inconsci (a volte neanche troppo). Toccano il fallimento del genitore.

    E sì, siamo a una impasse. Se si protesta, lo si martirizza. Se non si protesta, lui andrà COMUNQUE a cantare la canzone a Sanremo e COMUNQUE trasmetterà un messaggio alle masse.
    E la cosa non mi rende per nulla felice.

  2. Ma alla fine, non è che quel cantante farà solo una figura un po' da pirla e basta? Davvero la gente è messa così male da prenderlo per un maître à penser? Sul serio la signora Gatta Nera si sentirà in colpa ascoltando quella canzone? O piuttosto farà spallucce e penserà "ma tu guarda questo qua che crede di aver capito tutto lui" e passerà oltre?
    Secondo me forse è addirittura un bene che abbia portato alla ribalta l'idea delirante e ipocrita che un omosessuale possa "guarire". Almeno se ne parla. E chi sostiene queste cazzate esce allo scoperto e si copre inevitabilmente di ridicolo. Non so, forse le persone sono meno stupide di quello che pensiamo. Io voglio credere che sia così.

  3. La signora Gatta Nera è una donna intelligente, ma di media cultura (non per sua colpa), cresciuta in un determinato ambiente sociale italiano degli anni Cinquanta/Sessanta.
    Ha gli strumenti per superare facilmente una demagogia del genere? Forse sì, forse no.
    Fidatevi, Povia farà anche la figura del cretino, ma il messaggio toccherà le persone, e farà danni.

  4. Adesso io non è che voglio entrare nei cazzi degli altri. Ognuno ha la sua storia e imposta le proprie relazioni interpersonali come vuole e può.
    Però, magari, ecco, una telefonata alla signora – che si chiama come la mia gatta e quindi già mi sta simpatica e tendo per partito preso a considerare dotata di tutti gli strumenti che le servono – una telefonata alla signora, dicevo, magari può sortire l'effetto di indirizzarla sulla buona strada e non farle prendere abbagli. O alla peggio, le farà comunque piacere.
    (A ogni modo non volevo forumizzare, sorry. E' solo che io NON voglio credere che una canzone possa creare tutti 'sti danni. Sgrunt.)

    :-)

    1. Anch'io non ci voglio credere, però sono pessimista come Gatto. Tuttavia: noi ci preoccupiamo di questo poveretto che canta perché non abbiamo una vera strategia, non abbiamo idee, non abbiamo tattica, non abbiamo forse nemmeno voglia. E quindo ce la prendiamo con l'omofobo di turno perché è più facile. Ma la verità è che se non ci fossero questi poveretti, noi non avremmo nulla da dire. E per noi intendo naturalmente i nostri rappresentanti sindacali e poi mi ci metto anch'io che bla-bla-bla da qui e poi non faccio nulla. Ma mi serve per pensare che prima o poi farò qualcosa di più utile e concreto.

  5. Se c'è una cosa buona in Milk, quel film un po' convenzionale in questi giorni nelle sale, è lo sprone a rendersi visibili. Secondo me è un atto semplice ma che può avere un forte impatto politico ed essere più efficace di tanti discorsi. Mi rendo conto che per me è più facile che per altri, magari circondati da ambienti bigotti e reazionari e spaventati da possibili ritorsioni sul lavoro ecc. ecc. Però qui se non si comincia da soli a darsi una botta di dignità, non è che poi si può frignare se la dignità non ce la danno gli altri.

  6. Eh, siamo tutti d'accordo.
    Poi a ognuno capitano le proprie sfighe e deve gestire i tempi, ma siamo tutti d'accordo su questo.

  7. Posso dire che secondo me Povia va dove crede che vadano le masse becere? Cioè tre o quattro anni fa i bambini non facevano forse tutti poeticamente "oh"? Al popolo bue italiota non fa forse piacere pensare ai bambini con gli occhioni sgranati dalla meraviglia? E allora evidentemente il pensiero che in un'Italia super-bigotta dove per morire in pace bisogna chiedere il permesso al papa l'idea che un gay può tornare "normale" deve essere sembrata rassicurante. Cuore-Amore, Bimbi-Occhioni, Etero-Meglio=si vedono più dischi piacendo alle nonne analfabete, alle mamme reazionarie, agli zii con la terza elementare, ai maniaci della Normalità. E se ne è parlato allo sfinimento (eppure per l'enormità della cosa, non abbastanza). Povia sta alla musica come RaiUno sta all'Italia di oggi: purtroppo a pennello.

    1. Oddio! Mi hai fatto l'outing! Speriamo che non passi di qua mia zia Teresa o mi sono giocato le uova fabergé (finte) che ha promesso di lasciarmi in eredità…

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