La BIT, da una bella idea a una formula vecchia

La BIT – Borsa internazionale del turismo, se dovessi raccontarla in numeri:

  • 1.000: il numero di ragazze mediamente carine attorno ai venti (anni) completamente lobotomizzate che sono state messe agli stand per accogliere operatori (e giornalisti);
  • 1.000: il numero di vecchi giornalisti del settore completamente incartapecoriti che si sono recati alla BIT – cioè al bar della sala stampa della BIT – nei giorni di giovedì e venerdì;
  • 10.000: il numero complessivo di persone che si è preso una polmonite passando da un padiglione all’altro, in una fiera concepita con grandi spazi all’aperto, quindi al freddo polare;
  • 0: il numero di cose interessanti che valgono il viaggio fino a Rho;
  • 10: metri quadri occupati dagli stand di alcuni stati degli Stati Uniti;
  • 1.000: metri quadri occupati dallo stand della Regione Calabria;
  • 3: i tentativi consecutivi di distribuzione dello stesso dépliant di Praga da parte dello stesso ragazzo alle stesse persone nel giro di un minuto di orologio;
  • 1.000^3: il magone che ti prende passeggiando per le strutture di una fiera appena costruita e già vecchia, come concezione, cartellonistica, segnaletica, praticità; se costruisci una struttura con molte pareti di vetro, poi le devi pulire e lucidare, altrimenti l’effetto è quello di un posto in progressivo abbandono, trascurato, vecchio.

Era qualche anno che non andavo alla BIT: me la ricordavo come una fiera intelligente, con un format innovativo e molte cose da dire. Me la ricordavo con una forte valenza tecnologica. Ecco: quella cosa ha evidentemente esaurito la propria linfa, credo sia il caso di pensare a qualcosa di diverso.

PS: dove ho mangiato io? Ovviamente al bar dell’ufficio stampa
PS/2: passando con Blimunda dal’Australia a Petra, dalle terme slovene ai vini argentini, pensavamo che una vita non basterà mai per vedere tutti i posti dove sarebbe bello andare; quindi vogliamo vivere almeno due volte

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

10 Comments

  1. La Calabria conquisterà il mondo.
    C'è da dire che finalmente quest'anno la Calabria ha deciso di operare una strategia di marketing vagamente più aggressiva – con Gattuso, uououououo, che grand'idea. Peccato che poi a livello infrastrutturale capisci che c'è un abisso di cose da fare, ancora.

  2. Gm dice sempre che se tutti i calabresi facessero ritorno a casa insieme, la Calabria sprofonderebbe dal peso.

  3. Se tutti i calabresi SPARSI NEL MONDO tornassero a casa insieme..
    (ok, sto proprio male… Me ne torno sotto le coperte)

  4. Quelli di Praga, invece, non hanno capito ancora un cazzo di come funziona la testa degli italiani?
    Voglio dire, un ragazzo, uomo, maschio, che distribuiva i volantini? Era carino, almeno? ;-)

  5. C'erano due convegni sul travel 2.0, uno il venerdì e uno il sabato. Devo dire interessanti entrambi. Qualcosa si sta muovendo, con fatica ma anche nel turismo qualcosa, finalmente, sta cambiando.

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