La BIT, da una bella idea a una formula vecchia
Saturday, 21 February 2009
La BIT – Borsa internazionale del turismo, se dovessi raccontarla in numeri:
- 1.000: il numero di ragazze mediamente carine attorno ai venti (anni) completamente lobotomizzate che sono state messe agli stand per accogliere operatori (e giornalisti);
- 1.000: il numero di vecchi giornalisti del settore completamente incartapecoriti che si sono recati alla BIT – cioè al bar della sala stampa della BIT – nei giorni di giovedì e venerdì;
- 10.000: il numero complessivo di persone che si è preso una polmonite passando da un padiglione all’altro, in una fiera concepita con grandi spazi all’aperto, quindi al freddo polare;
- 0: il numero di cose interessanti che valgono il viaggio fino a Rho;
- 10: metri quadri occupati dagli stand di alcuni stati degli Stati Uniti;
- 1.000: metri quadri occupati dallo stand della Regione Calabria;
- 3: i tentativi consecutivi di distribuzione dello stesso dépliant di Praga da parte dello stesso ragazzo alle stesse persone nel giro di un minuto di orologio;
- 1.000^3: il magone che ti prende passeggiando per le strutture di una fiera appena costruita e già vecchia, come concezione, cartellonistica, segnaletica, praticità; se costruisci una struttura con molte pareti di vetro, poi le devi pulire e lucidare, altrimenti l’effetto è quello di un posto in progressivo abbandono, trascurato, vecchio.
Era qualche anno che non andavo alla BIT: me la ricordavo come una fiera intelligente, con un format innovativo e molte cose da dire. Me la ricordavo con una forte valenza tecnologica. Ecco: quella cosa ha evidentemente esaurito la propria linfa, credo sia il caso di pensare a qualcosa di diverso.
PS: dove ho mangiato io? Ovviamente al bar dell’ufficio stampa
PS/2: passando con Blimunda dal’Australia a Petra, dalle terme slovene ai vini argentini, pensavamo che una vita non basterà mai per vedere tutti i posti dove sarebbe bello andare; quindi vogliamo vivere almeno due volte


No. 1 — February 21st, 2009 at 10:20
La Calabria conquisterà il mondo.
C'è da dire che finalmente quest'anno la Calabria ha deciso di operare una strategia di marketing vagamente più aggressiva – con Gattuso, uououououo, che grand'idea. Peccato che poi a livello infrastrutturale capisci che c'è un abisso di cose da fare, ancora.
No. 2 — February 21st, 2009 at 14:26
Quando i migliori talenti calabresi abbandonano la loro terra…
No. 3 — February 21st, 2009 at 15:51
Gm dice sempre che se tutti i calabresi facessero ritorno a casa insieme, la Calabria sprofonderebbe dal peso.
No. 4 — February 21st, 2009 at 16:00
Se tutti i calabresi SPARSI NEL MONDO tornassero a casa insieme..
(ok, sto proprio male… Me ne torno sotto le coperte)
No. 5 — February 21st, 2009 at 16:13
È che non hanno altre possibilità, il più delle volte.
No. 6 — February 22nd, 2009 at 11:17
Quelli di Praga, invece, non hanno capito ancora un cazzo di come funziona la testa degli italiani?
Voglio dire, un ragazzo, uomo, maschio, che distribuiva i volantini? Era carino, almeno? ;-)
No. 7 — February 22nd, 2009 at 17:13
Caruccio, sì, non male. A essere sincero: abbastanza carucci tutti in quella zona.
No. 8 — February 22nd, 2009 at 18:18
così dicono. appena si sciolgono i ghiacci vado a fare un giro su a conoscere le bimbe :)
No. 9 — February 25th, 2009 at 12:49
[...] che tanti hanno disdetto all’ultimo minuto), una sezione Mondo un po’ sguarnita (lui si è offeso perché mancava uno stand come si deve dedicato agli Usa, e ha ragione. C’erano [...]
No. 10 — February 25th, 2009 at 13:10
C'erano due convegni sul travel 2.0, uno il venerdì e uno il sabato. Devo dire interessanti entrambi. Qualcosa si sta muovendo, con fatica ma anche nel turismo qualcosa, finalmente, sta cambiando.