Il Tg1 e le anime belle

Grande scandalo in rete per quel servizio del Tg1 dove venivano magnificati i dati di audience del terremoto. Anche il mio adorato Rectoverso si allinea.

Vorrei dare io una notizia: i giornali, i telegiornali, i quotidiani, tutto il baraccone dell’informazione, compreso il mondo dei blog, i forum, le chat, Facebook e tutto il resto, ecco proprio tutti campiamo sulle tragedie.

Il titolo: “Tutto bene, tutti felici” non fa vendere niente. Anche: “Oggi non sta succedendo nulla” non genera grande audience.

Invece i terremoti, l’11 settembre, la morte di Diana, Vermicino, lo Tsunami: fanno vendere.

E credo nessuno avrà mai notato macchine ferme in autostrada a guardare il traffico che scorre regolare, mentre è noto che si creano ingorghi quando la gente si ferma a guardare gli incidenti.

Io non ho simpatia per il Tg1 e quel servizio è stato semplicemente sbagliato, ma tutto questo scandalizzarsi è ridicolo e ipocrita.

Update: avevo sentito parlare di scuse del Tg1, ma io non ne ho trovato traccia (mi sono ascoltato tutte le edizioni degli ultimi 3 giorni…); c’è solo una pagina dedicata al terremoto, dove dicono di aver recepito il messaggio

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

2 Comments

  1. Sì ma il discorso credo sia un po' diverso.
    Il punto non è il fatto che volenti o nolenti sia il dramma a far notizia.
    Il punto credo sia il compiacimento e l'autocompiacimento forzato per gli effetti positivi – ma solo sul loro ego – che la notizia ha causato.
    Comunque il mestiere del giornalista è difficile, sì. Alle volte si è costretti ad essere un po' stronzi.

  2. E finalmente qualcuno l'ha detto!
    Io ho trovato di cattivo gusto soltanto una cosa, la durata. Snocciolare dati per un minuto intero, quando bastavano 5 secondi e nessuno se ne sarebbe accorto.

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