Donare sangue all’Istituto Tumori: un piacere

Il tema è: la donazione del sangue. A differenza di quanto succede al pessimo e omofobo Policlinico di Milano, all’Istituto dei Tumori si preoccupano che il sangue sia sano e non ariano. Non ti chiedono se sei omosessuale, ti chiedono se hai avuto comportamenti sessuali a rischio. Più precisamente:

  • se hai avuto rapporti sessuali occasionali a rischio di trasmissione di malattie infettive
  • se hai avuto rapporti sessuali con persone infette o a rischio di infezione da HBV, HCV, HIV
  • se il tuo comportamento sessuale ti espone ad alto rischio di contrarre gravi malattie infettive trasmissibili con il sangue

La struttura dell’Associazione donatori sangue dell’Istituto mi ha fatto un’ottima impressione, il personale è molto simpatico e accogliente (s. mi ha riferito che si sentiva un gran vociare quanto sono entrato nel salone donazioni, perché io ho raccontato che spesso svengo in presenza di sangue, siringhe & co. e questo mi ha immediatamente messo al centro della scena, con infermiere che mi prendevano in giro, altre che mi minacciavano di violenze fisiche qualora fossi svenuto, altre ancora che mi chiedevano che cosa allora ci facessi in quel posto, pieno appunto di sangue e siringhe), tutto sembra molto ben organizzato.
Tra l’altro mi sembra che si tratti della classica situazione win-win: loro ti tengono sempre sotto controllo (esami continuamente aggiornati, una visita all’anno, Ecg e quant’altro) e ti regalano un giorno di ferie, tu ricambi con mezzo litro di sangue.

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

4 Comments

  1. Ciao, personalmente anche la mia esperienza all'AVIS (sez. di lambrate) è ottima. Le domande, oltre a quelle di rito, sono se ho cambiato partner negli ultimi 6 mesi.
    Tecnicamente, è una norma forse troppo stretta e che limita il numero dei donatori potenziali ma che ha senso nell'ottica di donazione sicura.

    ciao
    z

  2. Ciao, ero donatrice al Policlinico di Milano. Confermo la pessima impressione che mi hanno fatto a volte, specialmente un medico di cui non ricordo il nome: donazioni gestite secondo un impronta aziendalistica, cioè di me a quel medico importava poco, gli interessava il mio sangue. Infatti avevo avuto problemi con la plasmaferesi (vertigini e agitazione nei gg. seguenti, livelli di emoglobina bassi) e lui mi aveva risposto scocciato che ero una delle rarissime persone a lamentare sintomi dopo la procedura, e che negli USA la fanno una volta al mese! Anche le donne? A noi donne la donazione non fa molto bene, per fortuna una dottoressa molto in gamba, sempre del Policlinico, mi ha consigliato di non donare più. Loro mirano ad avere pochi, selezionatissimi donatori, anche a discapito della salute degli stessi. Se ampliassero i criteri di donazione dovrebbero lavorare di più, ma eviterebbero di spremere sempre i soliti. Mi ricordo che già da allora ti chiedevano se sei omosessuale… Ma forse quel medico era anche misogino. Cmq 450 ml di sangue per gli uomini e 350 ml per le donne mi sembra troppo! Voi cosa ne pensate?

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