Il potere di Milano: provincializzare

Fino a oggi pensavo che il Salone del Mobile – e, soprattutto, il Fuori Salone – fosse l’unico evento ancora in grado di trasformare Milano da capitale de facto dello Stato più provinciale d’Europa, in città viva, allegra, curiosa, piena di persone da tutto il mondo – aperta. Non so se il decadimento sia già iniziato lo scorso anno perché eravamo via, però so che quest’anno non è stata il Salone a trasformare la città, ma Milano a trasformare il Salone. Intendo: il provincialismo di Milano all’ennesima potenza.
Io ricordavo un Fuori Salone effettivamente sparpagliato per la città, con tanti angoli, viette, piccole zone che improvvisamente si illuminavano di persone, idee e curiosità. Mi ricordavo di tanti stranieri in giro con mappe, guide e giornali a cercare quel negozio, quella galleria, quel particolare luogo. Adesso invece mi sembra tutto molto confinato nella famigerata Zona Tortona, che con la Fiera si è trasformata in una baracconata a cielo aperto – e chiuso. Fiumi di persone a riempire queste vie strette, baracchini con la porchetta come fuori dallo stadio, bar con quelle pizzette plasticose in vetrina. Madonna santa. Per non dire poi della gente, della montagna di finti architetti e presunti designer, tutti omologatissimi, con lo stessa ricerca affannosa dello stile come filo conduttore. Tutte persone del tutto prive di stile, ahimè.

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

4 Comments

  1. Non so dirti lo scorso anno: non c'ero e se c'ero dormivo, temo.
    Quest'anno è stato il primo.
    E già sul ponte di Genova sono stato accolto con una fila colossale e una frocia al telefono che discuteva del fatto che i locali TOPPPP sarebbero già stati pieni. E volevo morire.

    Poi il resto m'è sembrato la sagra della porchetta d'Ariccia, e ho deciso di non guardare nulla.

  2. Come non darti ragione ed essere d'accordo con quanto scritto?
    Non sono stato al salone, ma l'impressione dal di fuori è questa. Solo via Tortona. Bah. E dire che Milano è grande e delocalizzando il tutto si creerebbero molte più occasioni di design!

  3. ho visto solo l'anno scorso e questo.
    verissima la rincorsa allo stile, proprio dove lo stile manca.
    verissima anche la pubblicazione delle stesse cose, negli stessi posti, persino con gli stessi allestimenti, e ovviamente affollattisimi.
    alcune cose buone però c'erano. ma bisognava frugare, in mezzo alla folla e alla valanga d'informazioni inutili e ripetitive

  4. io ogni tanto penso a chi pensa a milano come a una capitale del design e della moda, e poi arriva qui e trova una città di provincia, chiusa, brutta, sporca, cafona, senza spazi pubblici decenti e senza stile…

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