San Francisco in a post

Per me è da sempre la città dove andare a vivere subito. Se la gioca con altre 2 o 3 (New York, Boston, Vancouver), ma ha sempre qualcosa in più rispetto alle altre. Così quando mi capita di andare, poi di tornare, poi di pensare faccio fatica a raccontare qualcosa di San Francisco senza dire sempre che cosa è per me San Francisco. Quindi, scrivo per me. Così poi mi ricordo meglio.

  • vivere, un posto dove vivere
  • le colline che non ci sono solo qui, qui sono la città, nella città, dentro la città
  • andare su e giù vuol dire andare in giro
  • non la pensi come città di mare, ma c’è acqua da tutti i lati
  • abbigliamento tipo: short (pesanti) e ciaba
  • anche la nebbia è un pezzo del paesaggio e avvolge le case più basse e poi ti volti e non c’è più
  • a literary meeting place since 1953: il mito della City Lights Bookstore è qualcosa di concreto, reale, verificabile ancora oggi, basta entrarci
  • quando esce il sole, la città è come inondata di luce, e che luce!
  • pur essendo il posto dove tante idee sono diventate cose (i beat, il movimento omosessuale, Wired) è quasi rassicurante nella sua effettiva immobilità: ci sono quartieri come Haight Ashbury che sono sempre, sempre, sempre uguali
  • andare in bici non è solo Critical Mass, e comunque non sarebbe male, ma è soprattutto la cultura dell’uso della bicicletta; e se possono qui…
  • può capitare di provare forte nostalgia o grande empatia per l’America degli anni 30, quella che è uscita dalla depressione o quella che si è buttata nella seconda guerra mondiale: è un’America che qui si incontra spesso, nelle hall dei grandi alberghi storici, nei locali frequentati dai militari, nelle storie sul Golden Gate, anche negli immensi cimiteri di prati verdissimi e croci bianchissime
  • quando i giovani manager provano a vestirsi da manager, succede il disastro: camicie col collo larghissimo, pantaloni sformati, giacche tutte storte; diventano goffi anche se sono fighissimi
  • Timbuk2 ovunque, ma non ne ho comprata nemmeno una (il negozio in Hayes St è carino, ma piccolo; però ti possono personalizzare la borsa proprio come vuoi)
  • ogni giorno puoi cambiare parco dove passeggiare
  • la vista da Twin Peaks o da Mission Dolores Park è di quelle che poi ti devono portare via a forza
  • le foto sono su Flickr, i link su del.icio.us

Nelle città (solo città e solo viste di recente) dove andrei a vivere subito la metto ancora al primo posto: San Francisco, Vancouver, New York, Boston, Amsterdam, Istanbul, San Diego, Barcelona, Seattle, Reykjavik, Londra, Lisbona, Atene, Parigi, Copenhagen, Madrid, Porto, Helsinki, Honolulu, Las Vegas, Los Angeles, Hong Kong

Le altre city-in-a-post: Amsterdam, Barcelona, Copenhagen, Gili Trawangan, Hawaii, Helsinki, Hong Kong, Istanbul, Lisbona, London, New York, Porto, Seattle, Vancouver

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

11 Comments

  1. Marco, guarda qui, l'elenco delle dieci migliori cittadine dove vivere negli USA in questo momento: http://www.usnews.com/articles/business/real-esta

    Ricorda anche però:

    – il terremoto del 1989
    – Boudin Bakery per sourdough bowl e clam chowder
    – San Francisco International Airport per andare in giro per il mondo non-stop
    – Sausalito per il brunch domenicale
    – la Bay Area in generale
    – Mendocino per un weekend
    – Napa Valley per gli amanti del vino
    – Pier 39 per portare gli amici che ti vengono a trovare e fargli vedere qualcosa di colorato
    – Moscone Center per seguire eventi e conferenze di alto livello
    – Cupertino per andare da Apple
    – …

    1. Oh no, non sono stato in nessuna delle cittadine dell'articolo (solo passato da San Luis Obispo, Ca). Quest'anno però mi rifaccio con alcune citta-done che non ho ancora visto: Chicago, Washington DC, Salt Lake City, Denver.

    1. Insomma: non mi piacciono i burritos, non mangio quasi pesce, i granchi mi fanno impressione, sono quasi astemio. Ecco! :-)

  2. Forse andrò a san francisco per 3 mesi da settembre, prendo 3 mesi di pausa dalla mia vita e devo assolutamente imparare l'inglese ( il mio incubo sin da ragazzina) ho 35 anni e mi spaventa il fatto che forse non ho più l'età.

Comments are closed.