Le emorroidi, a volte ritornano

Dunque, da dove partire? Allora: in occasione del mio precedente set di post sulle emorroidi qualcuno ha parlato di punto più basso raggiunto dalla blogosfera italiana. Vero, dai. Però poi ho ricevuto un tale numero di email con richieste di consigli, spiegazioni, indicazioni, ho condiviso un numero così grande di problemi di sedere, che, ecco, alla fine penso si sia trattato di un set di post sociali. Per non dire dei miei amici over 35, che mi hanno preso come punto di riferimento per la materia, visto che – come è noto – il problema riguarda l’80% della popolazione.
Quindi, ecco un post della serie: a volte ritornano. Ecco, non precisamente le emorroidi, comunque non era di questo che vi volevo parlare. Volevo parlare della cura che il mio proctologo (quello, mitico, del “quel che brucia in bocca brucia anche nel sedere” riferendosi alla dieta da seguire) mi ha rifilato per evitare di tornare rapidamente sotto i suoi ferri. Cura che rafforza la mia convinzione: le iniezioni sono la cosa migliore.

Si tratta di 3 pomate.

La prima, la mattina appena sveglio. Quando la farmacista si è diretta verso l’area prodotti per l’infanzia ho pensato “evvai una qualche cremina delicata per il mio sederino”. Invece l’Olio Vea è la cosa più unta con la quale mi sia mai capitato di avere a che fare. Ma se dico unto non rendo l’idea, è molto di più.
OK, faccio colazione: il maledetto olio corrode 6 strati di biancheria intima e arriva a intaccare pure la sedia. Se la colazione durasse di più rischierebbero anche il pavimento e forse il soffitto dei vicini.
Pulisco tutto, butto 12 paia di mutande in lavatrice e faccio 12 bidet. Ne vengo a capo.

Prima di uscire la seconda pomata. Questa volta con apposito erogatore. Avete presente la Nivea? Ecco, una cosa del genere. Ecco, sì, uscire con un tubetto di Nivea nel sedere non è un buon modo per iniziare la giornata.
Ma uscire di casa con un tubetto di Nivea nel sedere è nulla rispetto al fatto di dover ripetere l’applicazione nel corso della giornata.

Infine la terza. Prima di andare a nanna. OK, dopo le altre due che sarà mai? Questa è un gel (e già il nome è tutto un programma). Pensi: meglio. Invece: sbagliato. Perché il gel è freddo, ma freddo, ma freddo che non si può dire. E mentre sei lì mezzo imbambolato e pronto per fare la nanna, zac: come un cubetto di ghiaccio. Sempre lì (stiamo parlando di quello). Andare a dormire con un cubetto di ghiaccio nel sedere is the new black.

Poi quando ti svegli, ricomincia tutto dall’inizio: l’olio, eccetera.

Però sono guarito, forse. Ve lo dirò tra un mesetto (così posso fare un set anche di questa seconda fase).

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

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