Tokyo in a post

Ciliegi in fiore a Tokyo

  • dimmi una parola: civiltà
  • ho visto New York, Londra, Los Angeles: che sarà mai Tokyo? ecco: di più
  • guardi verso nord e la città non finisce mai, guardi verso sud e la città non finisce mai, guardi verso est e la città non finisce mai, guardi verso ovest e la città non finisce mai
  • quelli di Tokyo, a volte spingono: poi entri in metropolitana e capisci
  • gli ombrelli bianchi trasparenti
  • quell’inglese un po’ così che abbiamo noi che (qualcosa)
  • a scuola vanno in divisa, elegantissimi; da adolescenti riempiono le strade di Harajuku; da adulti riprendono le divise, sono tutti uguali
  • gli uomini: camicie bianche, pochissimo azzurro
  • rosa, i-ciliegi-rosa e la festa
  • enormi negozi di noleggio CD e DVD; noleggio?!?! – eh, sì: noleggio
  • l’arte di mettere in vetrina i piatti finti (e grazie!)
  • pulizia e ordine che la Svizzera si sogna (e sono 18 volte di più)
  • Ginza impersonale e internazionale, potresti essere ovunque
  • a dire la verità: un po’ tutta la città è così
  • la città, poi: 36 milioni di persone quante città sono?
  • scendi dalla metro e sei a Times Square, poi giri l’angolo e sei ancora a Times Square, poi cammini un po’ e sei di nuovo a Times Square (e un po’ ti viene voglia di andarci a Times Square, quella piccola)
  • gli uomini, che a tarda sera escono dall’ufficio o da qualche locale, ubriachi ma sereni
  • gli uomini, che dormono nella metropolitana
  • tutti, che stanno attaccati al cellulare
  • la mancia, sgradita
  • quelle donne, vecchie, che contano i soldi in piccole casette di legno, incastrate tra i banchi del mercato del pesce
  • i taxi, che non ti fanno pagare se sbagliano
  • nessuno che fuma per strada
  • nessuno che cerca di venderti qualcosa, nemmeno nei mercati, però ti fanno provare e assaggiare tutto
  • poi scopri che il design e l’essenzialità giapponese, uhm, forse non sono a Tokyo?
  • poi scopri che la cucina giapponese in Giappone è un’altra cosa (e non sarai contento di scoprire il Fugu)
  • nelle tavole calde si mangia bene e si spende niente, nei ristoranti si mangia bene e si spende tantissimo, non esistono le vie di mezzo
  • belli no, poi con quelle mascherine – che trovi in vendita ovunque, pure peggio
  • i cani, inguardabili: brutti, ma brutti
  • i cani: brutti, ma famosi
  • non ho visto nemmeno un negozio di articoli sportivi
  • ho visto molti timbri, moduli, carta: la tecnologia avanzata non sempre arriva nella vita quotidiana
  • non cercare asciugamani nei bagni pubblici: tutti girano con la loro spugnetta personale (e così capisci anche che cosa sono quei fazzoletti strani che vendono ovunque)
  • pali della luce di legno, pieni di cavi volanti, come negli Stati Uniti
  • più cellulari che wi-fi; più QR code che web
  • e gli occidentali perplessi: il BlackBerry non funziona, il BlackBerry non funziona, il BlackBerry non funziona, il BlackBerry non funziona, il BlackBerry non funziona, il BlackBerry non funziona, il BlackBerry non funziona, il BlackBerry non funziona
  • le foto sono su Picasa, i link su del.icio.us
  • (sono stato a Tokyo nel 2010)

Non andrei a viverci, no – ma solo perché Tokyo è davvero troppo per me; ecco la classifica aggiornata: San Francisco, Vancouver, New York, Chicago, Boston, Amsterdam, Istanbul, San Diego, Barcelona, Seattle, Reykjavik, Londra, Lisbona, Atene, Parigi, Honolulu, Dubai, Copenhagen, Madrid, Porto, Helsinki, Las Vegas, Los Angeles, Tokyo, Zurigo, Hong Kong

Le altre city-in-a-post: Amsterdam, Barcelona, Chicago, Copenhagen, Dubai, Gili Trawangan, Hawaii, Helsinki, Hong Kong, Istanbul, Lisbona, London, New York, Porto, San Francisco, Seattle, Vancouver, Zurigo

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.