EuroPride 2011: Roma hai fatto la stupida di sera

Il mio punto di vista su EuroPride Roma 2011 (grazie a PF per la foto!)

Sono stato all’Europride di Roma, e non mi è piaciuto per nulla. Lo dico così, senza troppi giri di parole, aggiungendo che giudico da puro spettatore: ho seguito distrattamente e da lontano il lavoro preparatorio, non so che cosa sia successo nei giorni precedenti la parata (sono arrivato a Roma venerdì e sono ripartito domenica), probabilmente sono condizionato anche dal mio cattivo umore del periodo. Fatta questa premessa, e detto che mi dispiace per i volontari che hanno lavorato tanto – evidentemente non ce l’ho con loro, ma capisco che magari possano sentirsi in qualche modo offesi, ecco che cosa penso.
Non so che numero di pride sia per me, ormai iniziano a essere parecchi; alcuni sono stati molto belli (Napoli l’anno scorso su tutti), altri meno, molto spesso sono stati per me una parentesi di quelle che si aspettano per mesi. Ho già scritto altre volte del clima, del fatto di trovarsi improvvisamente in mezzo a una famiglia, di aver voglia di abbracciare tutti. Ho scritto del sottile dolore che unisce persone tanto diverse tra loro e di quel senso di intesa che c’è negli sguardi sorridenti e orgogliosi.

Il fatto di aver partecipato a tanti pride mi toglie forse l’emozione di parlare delle Famiglie Arcobaleno e di Agedo: sono sempre i carri che fanno battere il cuore e venire qualche lacrima, però quando sei abituato a vederli, ecco, diventano più ordinari. Lo dico e lo penso con un po’ di tristezza, ma anche i bambini sul trenino arcobaleno, ecco, adesso ho voglia che diventino grandi, che portino nel mondo il valore delle diversità.

Comunque, anche questa volta ci sono state tutte queste cose (un po’ meno, per me, ma sono certo si tratti di una mia predisposizione d’animo diversa), ma sono mancate clamorosamente tutte le altre:

  • mi aspettavo una città con segni evidenti dell’evento, mi immaginavo l’arcobaleno della bandiera sparso qua e là in un vicolo, un cappello, un manifesto: nulla di nulla, se non sapevi che c’era l’EuroPride non te ne accorgevi (a parte quei pochi luoghi-ghetto dove ci sono stati eventi e a parte la parata); tanto che io girando con bandane e magliette e faccia colorata mi sono a volte sentito quasi a disagio (ma ti pare?);
  • mi aspettavo l’Europa dell’EuroPride: non pervenuta; sono certo che tecnicamente e formalmente è stato Euro, ma nella pratica di questa internazionalità poco o nulla, comunque non più di quella che normalmente c’è in una città come Roma;
  • piccole cose stupide: centinaia di persone fuori dai locali delle feste ufficiali il venerdì e il sabato notte, tutte a cercare un taxi, nessuna indicazione, trucco, consiglio, e nemmeno la predisposizione di un qualche servizio; ok erano feste e amen, però difficile non pensare al classico articolo di cronaca (due ragazzi pestati fuori da una discoteca), difficile non pensare che succede quasi sempre a Roma, difficile non pensare che se si organizzano delle feste e si portano migliaia di persone non si può lavorare solo al botteghino (20 e 30 euro senza consumazione, per la cronaca); il lato positivo è che ho visto due albe a Roma, per strada – e anche che nessuno mi ha pestato mentre vagavo sotto qualche tangenziale;
  • mi aspettavo un’invasione di preservativi: c’è stata? anche nei locali, c’erano? io non li ho visti, ma magari mi sono sfuggiti (e comunque se mi sono sfuggiti forse non erano così numerosi); un messaggio troppo coraggioso da portare in una città invasa dai pullman di Roma Cristiana?
  • le due ore al Circo Massimo tra l’arrivo del corteo e l’intervento di Lady Gaga sono state, come posso dirlo?, umilianti e deprimenti: centinaia di migliaia di persone davanti a un palco e sopra il palco: nulla; un paio di penose esibizioni di non so chi, la musica per ballare quando era evidente che nessuno ne aveva (più o ancora) voglia; dopo due ore sono poi arrivati Gerini, Patané, Praitano e giuro che mi sono vergognato per loro: il vuoto cosmico con il nulla attorno; non vuoi fare nulla di politico? chissà perché, ma ok va benissimo, allora riesci a portarmi qualcuno che intrattenga il pubblico per quelle due ore? tutta quella gente, tutta quella visibilità mediatica e tu non fai nulla? ma non ti accorgi che questo sarebbe il momento perfetto? hai letto i giornali? hai visto quel che è successo a Milano, vedi quel che sta succedendo per i referendum? ti accorgi che è un momento speciale? che le persone hanno solo voglia di essere coinvolte?
  • sono stati bravi a portare Lady Gaga, questo sì; e lei è stata brava e una vera sorpresa (che voce!), ma mentre teneva il suo discorso ogni tanto mi davo dei pizzicotti: è una cazzo di cantante pop che sta facendo un intervento da capo di stato! le mie rivendicazioni sono affidate alla voce di una show girl
  • la nuova Milano arancione di questa primavera deve diventare un modello anche per il movimento, che avrebbe bisogno di un Pisapia come rappresentante (a me non viene in mente nessuno, ma magari esiste già)

Update / altri pareri:

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

21 Comments

  1. Boh, per una volta sono d’accordo su tutto tutto. Ho pensato le stesse cose, specie sulla mancanza di europeità, e sui preservativi: non pervenuti.

  2. Ti rispondo punto per punto in parte da conoscitore diretto delle cose ed in parte a titolo puramente personale:

    – Non so a che “segni evidenti” in città ti riferisci. Se ti riferisci a manifesti ci sono stati ufficiale e non…ma Roma (di cui tu da turista che è stato qui due giorni hai peraltro visto una millesima parte) non è esattamente Bordighera, coprire tutta la città richiede una quantità di soldi e sforzi non indifferenti. Se non fossi venuto esclusivamente per la parata avresti visto che ci son stati una miriade di eventi di ogni tipo e diffusi in città. Se fossi venuto qualche mese prima avresti visto i volontari, che a differenza dei manifesti che possono stare attaccati ad un muro nella più totale indifferenza, hanno invece il potere di parlare e raccontare alla gente non solo di Europride ma anche delle loro vite, partecipare non solo a serate ed eventi LGBT ma anche e soprattutto attraversare la città. La maratona, il primo maggio, i quartieri ed i rioni storici, i mercati, le strade del centro affollate nelle domeniche pomeriggio. E ti assicuro che per la città da febbraio ad oggi siamo stati molto più che evidenti. Infine mi spiace tu parli impropriamente di ghetto,, cosa che mi fa pensare tu sia stato in quei dieci minuti che ci siamo visti in un altro parco, forse in un universo parallelo. Se ti fossi fermato anche solo un giorno, uno qualunque dall’apertura alla chiusura di ieri, ti saresti reso conto che all’interno della nostra area del parco entravano, sostavano, si guardavano intorno, chiedevano informazioni tantissimi abitanti del quartiere di ogni tipo…famiglie intere, anziani, coppie con bambini, padri e madri che portavano a giocare i propri figli con i bambini arcobaleno (fra loro persino una coppia islamica!). Allo stesso modo, come già dicevo, siamo stati presenti per mesi in città e con gli eventi esterni in questi ultimi 12 giorni…quindi le coe son due: o ti sei perso qualcosa o devi rivedere un attimo la tua definizione di ghetto.

    – Sulla partecipazione straniera mi permetto di ripetermi: in quale realtà parallela sei stato? Nella nostra all’info nelle giornate da giovedì a domenica abbiamo parlato molto più inglese che italiano. Alla parata oltre alla presenza istituzionale e d’obbligo dell’Ilga e del board Epoa c’erano tanti gruppi e tante piccole realtà oltre che singoli, da tutta Europa. Per fugare questo dubbio basta vedere le foto che son state caricate e che vengono tutt’ora caricate.

    – Imputare all’organizzazione di Europride la situazione dei mezzi pubblici a Roma ed in particolare quella relativa all’agitazione dei Tassisti in lotta col comune…scusa ma mi fa molto sorridere. Quelli ai botteghini cosa dovevano fare…servizio taxi? Portare in braccio la gente nei locali e riportarla in albergo? Inoltre tu che viaggi molto (e peraltro non credo fosse la tua prima volta a Roma, no?) dovresti sapere come informarti sulla mobilità nelle città dove vai (Sul sito c’erano informazioni generiche ma abbastanza mirate, c’eravamo noi all’info, c’era lo stand di Roma Capitale e c’è sempre un numero gratuito che si chiama 060606 che da ogni tipo di informazione) Se l’avessi fatto, come molti hanno fatto, forse qualcuno ti avrebbe detto, come poi ho effettivamente fatto quando ci siamo visti, degli scioperi dei taxi. Ed avresti saputo anche, ad esempio che le linee notturne corrispondenti alle metro hanno frequenze quarto d’ora, le altre di mezz’ora e che ci sono gli orari indicativi de passaggi in fermata. E per la cronaca le feste non sono una cosa obbligatoria. Ci si informa sul prezzo e sulle condizioni e se queste non piacciono non ci si va. E poi sei davvero così sicuro che serate equivalenti in altre città europee abbiano dei “costi sociali”?

    – Messo da parte il fatto che allo stand del Mario Mieli i preservativi li avevano, che i preservativi hanno un costo anche per le associazioni e che, per fatti un esempio, all’info Mieli di Muccassassina durante tutta la stagione si trovano… Ti aspettavi un’invasione di preservativi dove? E a quale fine? Ti dico solo due dati secchi: in 12 giorni nessuno è mai venuto a chiederci un preservativo e la conferenza sui 30 anni di HIV ampiamente pubblicizzata in tutti gli stand e da tutte le associazioni e le realtà presenti nel parco è andata deserta. Se proprio vogliamo parlare seriamente di Hiv ed assenze parliamo, anche se qui si apre un tema più complesso, dell’assenza almeno evidente di visibilità delle persone sieropositive perchè è a partire da loro che da una parte si elimina la paura e lo stigma e, dall’altra, si fa prevenzione seriamente e non solo per dire he si è fatta.

    – Personalmente alcune parti di spettacolo precedente l’intervento di Gaga le avrei evitate anche io. Detto questo non credo debba arrivare io a spiegarti un po’ di cose anche un po’ banali:

    1- il corteo doveva arrivare tutto completamente in piazza. Io ero in testa ed ero lì già alle 7 quando probabilmente la coda stava ancora in via Cavour ed è arrivata poco prima delle 9. Non so a che ora tu sia arrivato ma è abbastanza ovvio che fino a quando non arrivano tutti dal palco non può partire niente che non sia intrattenimento. Poi possiamo discutere sull’appropriatezza dell’intrattenimento e su quanto può o meno piacerti ma quello è un altro discorso.

    2-Ovviamente prima che si avesse la conferma della partecipazione di Gaga c’era una scaletta diversa di quello che doveva succedere e che doveva essere fatto e detto sul palco. La partecipazione di una personalità di questo tipo fa necessariamente saltare ogni tipo di programma se non altro perché intervengono altri soggetti…dall’etichetta a chi si occupa di sicurezza. Considera che siamo partiti un’ora prima rispetto a quanto previsto perché ci è stato chiesto proprio per ragioni di sicurezza e siamo arrivati lì con un tassativo: lei doveva salire sul palco a quell’ora e poi ripartire in serata.

    3- L’altro tassativo, senza vincoli d’orario ma che andava fatto necessariamente in chiusura erano gli interventi Epoa, Ilga ed il passaggio di consegne.

    Incrocia queste tre cose e prova a fare una scaletta diversa da quella che è stata poi effettivamente seguita. inoltre mi fa un po’ morire questo tuo appunto considerando che da anni sento gente lamentarsi in senso opposto di ciò che succede sul palco per via di interventi interminabili dei membri di tutte le associazioni dell’universo conosciuto.

  3. Ora non ho tempo per un commento articolato come vorrei ma devo dire che, purtroppo, sono in linea con Mazzei per alcune considerazioni.

    E, purtroppo, specie quella sul contenuto “euro” della parata. Premetto: non sono mai stato a un _euro_pride, quindi le mie aspettative erano quelle di uno che ha solo un’idea in mente, metti anche un sogno. E non metto in dubbio che tra gli eventi precedenti alla parata ci sia stato un contenuto di respiro assai più ampio di quello nazionale.

    Però, per dire, mi aspettavo se non altro qualche carro sui 39 che c’erano che rappresentasse le realtà associazionistiche europee (o qualche carro “in più”? ora come ora non mi viene in mente nessun carro se non di rappresentanti di realtà italiane, ma magari mi sbaglio o non ricordo bene). E anche tra i partecipanti: sicuramente c’erano stranieri, ma se mi devo basare sulle lingue che sentivo parlare in giro, onestamente devo rilevare una presenza molto limitata di persone non italiane.

    Insomma, l’impressione è stata purtroppo quella di un grosso pride nazionale piuttosto che di un pride europeo, ecco. Ma questa è appunto solo un’impressione. Di chi siano le colpe, se ci sono delle colpe, o se invece le mie erano aspettative troppo alte, è poi tutto da discutere.

  4. Su questo in particolare c’è da dire che chiunque avesse voluto fare un carro poteva contattare l’organizzazione come hanno fatto da tutta Italia…e sicuramente se l’associazione Lesbocippalippa di Bucarest ha mandato le persone senza fare un carro questa è un’altra cosa che con l’organizzazione di qui c’entra poco.

    Non ho mai partecipato ad un Europride prima del nostro ma so ad esempio per certo che anche quando la delegazione di Europride Roma 2011 è andata a Varsavia lo scorso anno l’ha fatto con uno striscione, non con un carro esattamente come i Londinesi ed i Marsigliesi hanno fatto quest’anno qui da noi! Mi spiace dover tirare fuori sempre la stora dei dindi (preferire semmai parlare di diLdi :D) ma partire e soggiornare a Roma (o viceversa in qualsiasi altra città quando si va noi fuori) costa…e l’affitto, l’allestimento e la gestione di un carro costa.

  5. @Dabliu ho fatto le premesse del caso e ho parlato di quel che ho visto, quindi prendo atto di quello che dici sul fatto che invece Roma sia stata molto arcobaleno in queste settimane; quanto al tema dei trasporti, invece, resto della mia idea: colpa grave dell’organizzazione, e siccome eravamo in parecchi a vagare per la città, forse non sono l’unico che si è trovato un po’ spiazzato; mi aspettavo un’invasione di preservativi, sì – e non credo di doverti davvero spiegare a quale fine; infine, il palco: io capisco tutto però saranno anche un po’ cavoli di chi si prende l’impegno di organizzare l’evento, no? io non so che cosa avrei fatto, ma tra il nulla e qualcosa, forse ci sono delle opzioni; con un amico si diceva anche che alla notizia di Gaga ci sarebbe stata la fila di artisti italiani medi e grandi disponibili per stare su quel palco un paio d’ore, no? e tra discorsi interminabili e “da oggi cambieremo l’Italia” (??!!) forse ci sono altri messaggi, no?

  6. Marco, ripeto lapidariamente: non basta lanciare gratuitamente tonnellate di preservativi per fare prevenzione.

    Gli altri appunti pur dissentendo e rispondendoti sopra sono pertinenti e legittimi ma quello dei trasporti proprio no, non riesco. Non uso la macchina da quasi due anni, quindi so perfettamente com’è muoversi a piedi o al massimo in bici qui e ti assicuro che le feste erano tutte in posti facilmente raggiungibilissimi specie perchè nè i Party nè il Parco erano a Tor Bella Monaca. Il Parco in particolare era nell’unico punto privilegiato per quanta riguarda i trasporti a Roma dove ci sono taxi, tram le due metro i capolinea dei bus diurni e la quasi totalità dei capolinea delle 27 linee notturne. Senza starti ad esprimere la mia poca simpatia per i tassisti romani non so come altro dirti che erano e continuano ad essere in agitazione da giorni http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_giugno_6/sciopero-taxi-roma-caos-traffico-190810352119.shtml

    Quanto alle colpe dell’organizzazione riguardo ai trasporti continuo a chiedermi seriamente cosa avrebbero dovuto fare secondo te riguardo questo tema. Organizzare pullman di ritorno che fermassero davanti agli alberghi di ognuno? Veramente questa cosa non l’ho capita.

  7. Certo che non basta, però è un messaggio fondamentale (a Roma, soprattutto): è il messaggio dei messaggi. Madonna se non la facciamo noi questa battaglia (che è per noi e per tutti) chi la deve fare?

    Quanto ai trasporti, anch’io non voglio perdere tempo su una cosa secondaria (e comunque: ‘ste feste avranno portato qualcosa nelle casse, no?), però ti invito ad andare sul sito del Pride e a farmi vedere dove c’è scritto come si arriva e come si va via dalle due location del venerdì e del sabato. Ti invito anche a farmi vedere dove c’è scritta la storia dei taxi in agitazione e dove ci sono quindi un po’ di consigli e suggerimenti per i forestieri. Insisto: sono ben evidenti le indicazioni per pagare, tutto il resto manca.

  8. No, vabbè…Se è stato messo su un info point un motivo ci sarà pur stato, no? Chi è venuto a chiedercele queste cose da noi le ha sapute.

    Poi esistono dei siti istituzionali

    http://www.agenziamobilita.roma.it/
    e http://www.atac.roma.it
    atacmobile.it

    con calcolo percorso, orari, aggiornamenti in tempo reale sull’arrivo bus e sulla situazione del trasporto pubblico. Quindi scusami ma questa in particolare è una polemica inutile e senza capo nè coda.

    1. Andrea, ti farei parlare anche con tutti gli altri nella stessa condizione, ma non posso perché staranno ancora cercando la fermata della sostitutiva all’Eur :-P

  9. Le risposte purtroppo dicono tutto: non si possono dare le colpe all’ATAC: l’ATAC è così
    *tutto l’anno*, quindi semmai era una situazione altamente preventivabile. Organizzare delle navette private in che modo avrebbe inciso sui costi? Ci si è provato, almeno, a organizzare dei trasporti alternativi?
    Mollare sui preservativi perché “non serve”, poi… vabbè.

  10. Andrè, capisco che vuoi difendere il lavoro fatto da tanti tra cui te, anzi in realtà non la capisco questa difesa a priori, perchè credo che se avessero lasciato decidere te invece che sfruttarti facendoti lavorare gratis le cose sarebbero andate diversamente. Ma difendere l’indifendibile mi pare davvero insopportabile.
    I preservativi costano? E allora? Coi soldi che sono girati non potevate spenderne un po’ per loro? Non potevate chiedere a produttori di preservativi di farvi da sponsor? Non li avete trovati o non ci avete pensato? Il vuoto sul palco, che rappresenta esattamente il vuoto politico nelle teste di gente come Patanè che è quello che ha ricordato “con simpatia” Cossiga il giorno dopo la sua morte e che ha ricordato a Berlusconi che lui ha portato un dittatore a Roma e noi Lady gaga (da vomitare per un anno e mezzo…) o Praitano (che non ringrazia il parlamento ma ringrazia quegli omofobi di Alemanno e Polverini), il vuoto sul placo dicevo è davvero la cifra espressiva degli organizzatori di questo pride. Non dei volontari, ma di chi ha deciso cosa. Tutti i meriti che tu trovi nel pride sono di chi vi ha partecipato non di chi lo ha organizzato. Per quanto riguarda la visibilità a Roma del pride io ci vivo Andrè e con me non la butti in caciara come con Marco. Oltre alla Ghei street e ai soliti locali dove vanno le solite persone non è circolato nulla. La settimana che ha preceduto la parata era vuota di eventi europeisti pensati per chi non è italiano. Che si vedeva uno che è venuto una settimana prima ? Rettore in playback? Il ghetto c’è ed è quello MENTALE di chi ha organizzato il pride proponendo le solite feste nei locali (a prezzi europei ma roma non è una città europea) un pride park triste come concezione (e le pizze surgelate a 7 euro e 50 sono proprio un capolavoro di capitalismo selvaggio VERGOGNA) cui bisogna ringraziare per i contenuti Famiglie arcobaleno e pochi altri per l’unico intervento interessante (e se a quello su HIV non c’è venuto nessuno forse non è perchè l’argomento non interessa ma perchè non interessa come lo avete presentato voi no?). Insomma se siamo tanti ad avere avuto la stessa impressione vorrà forse dire che qualcosa di male l’avete fatta no? Non nel lavoro svolto che va rispettato beninteso ma proprio nei principi organizzativi, gretti, avidi, miopi e politicamente inesistenti, frociaioli anni 80, provinciali (Lady Gaga a fare l’unico proclama in inglese senza traduzione in Italia dove non siamo capaci di parlare la nostra lingua figuriamoci le altre?!?!? Ma vergognatevi!!!!).
    Scusa il tono aggressivo ma anche le tue risposte a Marco non erano proprio pacifiste.

  11. Io non voglio litigare e non ho trovato le risposte di Andrea aggressive; rispetto la sua passione, ma resto della mia idea su tutto e mi sembra che quanto dice Alessandro confermi quelle che erano solo alcune impressioni così a naso. Io però sono abbastanza abituato ad annusare le città e Roma stavolta non mi ha trasmesso proprio nulla.
    Mi sono poi rivisto gli “interventi” sul palco prima di Gaga, e – davvero – che imbarazzo e che vergogna!

    Quanto ai preservativi, l’associazione dove faccio volontariato qui a Milano ne raccoglie a secchiate e gratis, sono quasi sempre prodotti che non possono essere venduti perché hanno scadenze ravvicinate (tipo settembre o dicembre), e che sono perfetti per queste circostanze. Credo che con 2 telefonate ne sarebbero arrivati vagoni nella capitale.

  12. Io non ero a Roma, dunque non posso esprimere pareri personali.
    Posso dire però che ho atteso con una certa ansia i pareri di chi c’è stato, impressioni che andassero al di là del “divertente”, “c’era tanta gente”, “lady gaga” (cose che trasparivano anche dalla diretta Tv che ho seguito, ma che potevano essere facilmente intuibili). In particolar modo ho chiesto in giro proprio del discorso politico, e non ho trovato risposte incoraggianti.

    Per questo seguo il post con molto interesse e mi dispiace se ci si va ad arenare sull’ATAC quando Marco ha fatto presente degli aspetti non trascurabili sui quali varrebbe la pena soffermarsi.

    In Italia stiamo vivendo un clima particolare, reso evidente dai risultati di Napoli e Milano, ma anche dai Referendum. Questa “ventata” secondo me arriva già da “se non ora quando”.
    Non sarà il caso di sfruttarla, questa energia? Io non sono sicura che al cosiddetto movimento lgbt serva un leader come Pisapia, per il semplice fatto che per come la vedo io, Pisapia non è un leader carismatico, non lo abbiamo votato per quello. Lo abbiamo sostenuto perché rappresenta proprio l’anti-protagonismo, la sua forza sta nel programma e nella umiltà e dimensione umana, vicina alla gente.
    La gente ha reagito, è scesa per strada – finalmente – a fare delle cose. Ha voglia di fare, vuole rinnovarsi e partecipare. E provare anche a percorrere nuove forme di attività. Vuole sentirsi parte attiva di questo cambiamento e ha voglia di sorridere.

    Sentendo questi racconti dell’Europride, più volte ho pensato “ah, dev’essere stato un po’ come quello del 2000”, che per me è stato stupendo ma era il mio primo pride assoluto, dunque metteteci l’emozione dell’Agedo e i bambini e tutte quelle cose romantiche del mai vissuto prima. Undici anni dopo, stessa cosa, stesse modalità?
    Se non ci fosse stata Lady Gaga, cosa sarebbe stato questo Pride?
    Ecco, io ho seguito il suo intervento, e ho avuto un po’ la stessa sensazione descritta da Marco: cavolo, la reginetta della dance che fa il discorso più importante della serata! Ci sta, eh? Non ho nulla contro Gaga, anzi. Però ho provato un brivido pensando “stai a vedere che questa sarà la cosa più sostanziosa, a livello politico”, e così mi pare sia stato. Ripeto, Gaga va benissimo, ha un seguito incredibile e probabilmente arriverà alla gente molto di più di quanto possa fare un qualunque gruppo politico ben organizzato. Però. Riflettiamoci sul vuoto attorno. Che mi sembra mentale, di idee, come dice Alessandro a proposito del ghetto.

    Concludo dicendo che comunque lo sforzo dei volontari lo apprezzo e che Dabliu avrà sempre e comunque la mia stima in quanto persona che si è data da fare in prima persona, e non solo in questa occasione.

    Però ragazzi: dai, è il momento. Peccato sprecare un’occasione del genere, con così tanta esposizione mediatica, e non osare qualcosa di forte, trovare formule alternative, provare a non fare la solita cosa molto italiana e già vista (nel bene e nel male). (Marco, scusa il papiro)

  13. No scusate…un po’ di chiarimenti e poi davvero abbasta perchè a parlare di questo rispetto ad altro (mi sarei aspettato di leggere qualche considerazione sull’occasione sprecata dagli enti locali che sia al parco che fuori sono venute a prendersi esclusivamente il gettone presenza…Roma Capitale in testa sul mancato operato della quale paradossalmente, visto che Atac è una municipalizzata, mi sembra non si stia polemizzando) mi sento davvero cretino:

    – ci sono stati 12 giorni con almeno uno o più party al giorno ma tutti negli stessi luoghi di sempre e gestiti dalle stesse persone che li gestiscono il resto dell’anno. Nelle serate non c’era una regia unica.

    – Sembrerà banale ma a questo punto mi tocca dirlo: chi all’info ci ha chiesto le informazioni (anche sui trasporti), che fosse Italiano, straniero o marziano, le ha avute. Chi non ce le ha chieste probabilmente, hai ragione, sta ancora vagando…anche se poi magari, nel caso specifico dell’EUR starà vagando di sua volontà a Palombini visto che l’N2 passa esattamente in corrispondenza della Linea B lungo tutto il suo percorso per cui arrivando in metro è davvero impossibile non vedere la fermata. Ma siamo sicuri che la responsabilità di questo sia tutta tutta di Europride? Ad esempio tu Marco quando sei passato e mi hai salutato sei stato per buoni 20 minuti poggiato al banco e non mi pare che tu mi abbia detto che saresti andato alla serata X e che tu mi abbia chiesto informazioni sui trasporti o di qualsiasi altro tipo. O le hai chieste a qualcun altro e non ti son state date?

    Perchè altrimenti de che stamo a parlà?

  14. Ah aggiungo che non è che lavorando ad Europride io abbia fatto un patto di sangue con che mi costringe a difendere tutto ed a dire che tutto è andato bene. Ci son state cose che ho condiviso in pieno, cose che a mio parere hanno funzionato alla perfezione, cose che non hanno funzionato per niente, cose che mi sarei immaginato diversamente e cose che non mi sono piaciute. NON sono incazzato, non sto litigando con Marco (se non altro perché ho letto bene le sue premesse) e che non sto difendendo nessun altro che semmai è capacissimo di intervenire se lo ritiene opportuno.

  15. (sui trasporti e sull’aggiornamento del sito ho già detto)

    Barbara è quello il punto: era il momento, è stato buttato. Chissà se è recuperabile, non lo so. Mi piacerebbe capire se si riuscirà a fare qualcosa il 25 a Milano, vediamo.

  16. marco, qualcosa cosa?
    comunque noi abbiamo distribuito dai nostri due carri 3000 preservativi durante il percorso.
    pochi, tanti…
    boh.
    e comunque, se ti è piaciuto napoli l’anno scorso forse siamo su due pianeti diversi.
    l’anno scorso la gente a napoli guardava e non partecipava, anzi insultava e lanciava oggetti. sembravamo il circo con gli orsi che entra in città.
    quest’anno tutta roma era in festa!

  17. poi scrivi, “mi piacerebbe riuscire a capire”…
    cosa fai per saperlo, consulti gli astri?
    ci sono delle associazioni che si parlano, senza insultarsi e lavorano…
    se hai proposte sno sempre ben accette

  18. Marco, qualcosa cosa non lo so e per capirlo ti ho per esempio scritto un messaggio su Facebook il cui senso era proprio: a che cosa state pensando per il 25? Avete previsto un incontro per parlarne? Il momento di Milano è magico, la solita parata secondo me è debole, però son sempre opinioni. Opinioni come tutte le altre e non ho insultato nessuno e ti prego anzi di non entrare nella logica che siccome sono tutte associazioni di volontari allora ci deve essere un consenso diffuso. Io – come ho scritto in premessa – ho il massimo rispetto di chi lavora e partecipa eccetera, ma esercito questo rispetto anche manifestando il mio dissenso ed esprimendo le mie opinioni.

    Quanto ai preservativi: ne prendo atto. Io non ne ho visti e ho fatto trequarti di Pride sul carro di Arcigay Lombardia, ma immagino saranno finiti prima. Resta il fatto che se un partecipante qualsiasi, come me, durante due feste e tutta la parata non vede un solo preservativo (mentre vede, per esempio, fischietti e ventagli), qualche problema c’è. In tutti gli altri Pride non mi era mai capitato.

    Quanto a Napoli, hai ragione: siamo su due pianeti diversi perché la cosa più bella di Napoli è stata proprio la partecipazione della gente che è scesa in strada con noi: nonne mamme bambini, tutti insieme.

  19. Mori, se serve confermo anche io l’assenza evidente dei preservativi alla parata romana: se c’erano erano ben nascosti, e sì che di solito o di riffa o di raffa te ne rendi conto se i condom vengono distribuiti. Per inciso non c’è stato nessuno che abbia detto “No, i preservativi li hanno distribuiti” quando – chiacchierando – ho espresso questo dubbio.

    Sul Pride milanese: io vorrei avere delle informazioni che sul sito non ci sono fino a ieri sul sito non c’erano. E manca una settimana.

    Boh, non mi va neanche di far polemica: abbiamo tutti già dato. Però mi piacerebbe se tutti ci dessimo una svegliata.

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