Usa 2011: da St. Louis (Missouri) a Oklahoma City (Oklahoma)

Avendo letto tante cose sulla Route 66 mi aspettavo i negozi di paccottiglia e mi aspettavo paesaggi malinconici di città fantasma. Non mi aspettavo i negozi di paccottiglia che diventano a loro volta luoghi della memoria: chiudono anche gli spazi aperti per ricordare la grande strada che è chiusa. Sulla vecchia Route 66 ci sono pompe di benzina abbandonate, sulla nuova Interstate 55 ci sono pompe di benzina abbandonate: ecco il problema.

Da St. Louis (Missouri) a Oklahoma City (Oklahoma) – 2 agosto, 493 miglia

  • un cazzo di caldo insopportabile (lo so, l’ho già scritto): sempre tra 100 e 120 F e non ho il coraggio di fare la conversione; umidità al massimo
  • il clima rende un po’ spettrali i paesaggi urbani: non c’è nessuno in giro a piedi nelle città e nei paesi
  • fireworks: tante fabbriche e rivenditori
  • fuori dai grandi centri urbani sparisce Starbucks
  • Wendy’s e torno alla mia adolescenza
  • il Missouri: altopiani, colline, boschi, basta
  • Cuba, c’è una Cuba anche qui
  • barrette, c’è un’invasione di barrette nei supermercati (molte sono al burro d’arachidi, va bene tutto ma siamo americani!)
  • impressionante quantità di posti che vendono video per adulti, mai visti in altre parti degli Usa: più bacchettoni e puritani del solito da queste parti?
  • quel che ricorderò del Kansas? i cartelli con le istruzioni in caso di uragano
  • non date retta alle guide: Tulsa (OK) è un incubo di posto!
  • OK, OK: non è sempre tutto ok, è solo la sigla dell’Oklahoma
  • i nomi delle città segnati sulle water tower
Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.