C’è una busta per te

Dunque, dicevo, ho qui i diari di papà. In questo anno li ho letti a momenti, ma non li ho finiti. Sono lì sulla scrivania, li guardo sempre con curiosità e apprensione. Stasera mentre li stavo mettendo via per il prossimo trasloco mi sono ritrovato tra le mani la dedica. Anzi, le dediche. Ci sono io, e va bene. Cioè non va bene nemmeno quella perché insomma leggere delle richieste di perdono per cose successe 50 anni fa mi ha lasciato così senza tante parole, tra l’altro perdono legato a un certo modo di essere nomade e irrequieto che evidentemente io ho ereditato in forma perfino più evoluta, però va bene. Quello che non va bene sono le altre due dediche, perché forse quelle persone avrebbero davvero bisogno di capire e di spiegazioni e di racconti, ma io non so se ho tanta voglia di accompagnarle in questo viaggio. Porterò i diari da qualcuno che li trascriva e poi preparerò due buste e poi deciderò se consegnarle a mano oppure spedirle.

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

1 Comment

  1. E se più semplicemente li fotocopiassi?
    Le “persone” di cui parli credo sia ora possano leggerli quei diari e quelle dediche che appartengono anche a loro. E ne sarebbero felici.

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