Foursquare: sei una delusione (e ci stai usando)

Ho smesso da qualche giorno di usare Foursquare, e mi sento meglio. Ho smesso, come a suo tempo smisi di usare FriendFeed, per prendere una boccata d’aria, ma anche perché penso che Foursquare non si meriti più i miei dati. Un servizio del genere deve essere basato sullo scambio: io ti aiuto a costruire una mappa formidabile e aggiornatissima di migliaia di location in tutto il mondo e tu in cambio mi procuri offerte, occasioni, consigli imperdibili e quant’altro.
Foursquare secondo me ha tradito questo patto non scritto e la maggior parte delle sue offerte sono un vero pacco: se si verifica un certo allineamento di pianeti, il sindaco è presente e piove (leggermente) allora puoi avere lo sconto dello 0,5% sul prezzo di tutti i bicchieri (da vino) di cristallo ungherese. Ma anche: no, grazie.

L’estate scorsa, a New York, avevo intravisto le potenzialità del servizio: ovunque facessi check in c’era qualcosa di interessante lì vicino, ho anche fatto un giorno in palestra senza spendere nulla. Ma già al rientro in Italia, a Milano, avevo visto che il servizio non prendeva davvero piede dal punto di vista delle offerte. Quest’estate, poi, l’ho usato in modo intensivo nel mio lungo viaggio in giro per gli Usa e non ho mai, dico mai, visto un’occasione interessante o una segnalazione che meritasse di essere letta. Nelle grandi città e in provincia: molta fuffa, niente sostanza.

Poi naturalmente Foursquare diventerà un’azienda fortissima e si comprerà Facebook e farà cose interessanti e bellissime, però per il momento è una reale delusione e secondo me non merita i nostri dati, non merita il nostro lavoro di mappatura delle città. Che se lo paghino.

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

1 Comment

Comments are closed.