Marrakech in a post


Colazione marocchina, i profumi del cibo al centro di questo viaggio

  • forse il vero post su Marrakech è un altro (e un altro ancora), ma non voglio rinunciare alla tradizione dei miei elenchi
  • perdersi è l’unico modo per girare nella Medina: lascia le mappe, le guide e tutto il resto – troverai quasi tutto senza cercarlo
  • annusare: le spremute di arancia, la frutta secca, la menta, la cannella, gli spiedini di carne, le olive, le crêpe, il pane, il pane, il pane
  • il pane!
  • Marrakech per me è la Medina, la città vecchia tra le mura; nella città nuova ho visto cose poco interessanti, come famosi giardini e inutili imitazioni occidentali
  • della colazione marocchina è stato già scritto alla perfezione in Dolci risvegli in Marocco (Le M’semmen invece, tra la pastasfoglia e la crêpe, sono assolutamente uno dei buoni motivi prendere e partire per Marrakech)
  • di là è chiuso, non si può andare, la piazza è da quella parte, il museo è di là: sorridi ai ragazzi che ti fermano, ma non gli dare retta
  • no, non fumo e no, non voglio fumo
  • il tè alla menta – e scopri la menta; il tè alla cannella
  • della piazza ho già detto quasi tutto
  • ho molto amato Istanbul, ma perfino il Gran Bazaar sarebbe un mercatino se confrontato con il souk di Marrakech
  • i taxi sono beige, come la polvere di molte strade nella città, che però è tutta rossa e rosa
  • parabole, come se fossero piovute – e telefoni per strada, con la gente che li usa
  • i negozi di telefoni, peraltro, sono ovunque e si chiamano teleboutique
  • i primi vicoli che ho visto mi hanno ricordato Prince of Persia, il videogioco
  • eh, dei vicoli non bisogna avere paura, anche se ogni tanto un po’ viene, soprattutto di sera
  • se scegli di stare in un riad nella Medina (scelta secondo me obbligata, gli alberghi moderni fuori dalle mura potrebbero essere ovunque nel mondo), dovrai per forza entrare in qualche vicolo ed esplorarlo fino in fondo, scoprendo che il tuo riad è proprio in quell’angolo che mai avresti immaginato e ovviamente non ci sarà alcun genere di cartello
  • annusare, gli odori, il cibo: tutto molto gastronomico qui – e i ristoranti? quelli che ho visto mi sono sembrati caricaturali, come li avrei potuti trovare in Italia; non sarà così, ma non mi sono piaciuti e alla fine ho mangiato sempre per strada
  • il verde dei prati, quelli che ci sono, è fosforescente
  • i ragazzi sono molto belli, dai 30 in poi invecchiano rapidamente e male
  • il clima a dicembre: t-shirt di giorno, felpa di sera, coperta di notte – cioè: perfetto
  • il tramonto è sempre malinconico, forse per preparare poi i suoni e i colori della sera, che invece è piena di vita e allegria
  • per un tragitto in taxi ti chiederanno 100 diram, tu tratterai per arrivare a 50 e ti sentirai molto figo, poi guarderai il tassametro che alla fine segnerà 6 diram e ti sentirai molto scemo – e infine vedrai che stai parlando di 50 centesimi e vabbè
  • tante Renault (4 e 5)
  • quando poi parti della carta d’imbarco scritta a mano in fondo non t’importa
  • (sono stato a Marrakech nel dicembre 2010)

Nella classifica delle città dove andrei a vivere domani, ecco: San Francisco, New York, Chicago, Vancouver, Boston, Amsterdam, Istanbul, San Diego, Marrakech, Barcelona, Seattle, Reykjavik, Londra, Lisbona, Atene, Parigi, Honolulu, Dubai, Copenhagen, Madrid, Porto, Helsinki, Las Vegas, Los Angeles, Tokyo, Zurigo, Hong Kong

Le altre city-in-a-post: Amsterdam, Barcelona, Chicago, Copenhagen, Dubai, Gili Trawangan, Hawaii, Helsinki, Hong Kong, Istanbul, Lisbona, London, New York (+), Porto, San Francisco, Seattle, Tokyo, Vancouver, Zurigo

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

4 Comments

  1. Buongiorno Marco! Ho appena trovato il suo blog. Sono nata in Giappone e abito in Oklahoma. Sembra che c’è stato in entrambi.

  2. Caro Marco, bel post, mi piace, vedo che non sono l’unico a pubblicare post un anno in ritardo…

    1. Grazie Fabio. Sto provando a vedere se dopo un po’ di tempo resistono anche alcune cose che mi hanno molto colpito sul momento. Non ho cambiato nulla di Marrakech, anche dopo un anno sento ancora il profumo della menta e del pane, e tutto il resto.

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