Mille voti per il futuro di Milano, iniziamo subito a costruirlo

Credevo di prendere 500 voti, alla fine saranno più di 900. Quasi 1.000 voti al debutto, senza appoggi politici, senza appoggi nei media, senza amichette o amichetti. Quasi 1.000 voti tutti nostri, delle persone che hanno creduto nel progetto. Non dico solo grazie, ma aggiungo: possiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto tutti insieme.

Io mi fido molto delle mie sensazioni e credo che questi quasi 1.000 voti siano soprattutto per il futuro. Cioè credo che oltre alla bellezza oggettiva della campagna e l’entusiasmo e le bici e tutto il resto ci sia il fatto che in tanti abbiamo in mente una certa città e abbiamo voglia di costruirla rapidamente. Abbiamo fretta di quella Milano del futuro e le idee chiarissime su come realizzarla.

Detto questo: sono quasi 1.000 voti che non basteranno per entrare in Consiglio perché la lista Sinistra X Milano non è andata bene, così come in generale non è andata bene la coalizione di centrosinistra; sarà un ballottaggio difficile e alcuni municipi (le vecchie zone) sono già persi, quindi anche nella migliore delle ipotesi avremo una città difficile da governare. Insomma, ecco – quei momenti nei quali ti senti proprio in balìa di tristezza e felicità, entusiasmo e grande preoccupazione.

Adesso ci prendiamo qualche ora per tirare il fiato, poi cercheremo di fare in modo che quei quasi 1.000 voti possano germogliare e crescere, servire davvero per iniziare a costruire la Milano che vogliamo. Come dimostrato dalla storia della mia candidatura: ce la possiamo fare.

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

1 Comment

  1. Ciao Marco,
    mi ha fatto piacere ribeccarti di recente su Instagram dopo tanti anni. Sono uno dei 954 che ha votato per te e sono contento per il tuo ottimo risultato personale.
    Un paio di commenti, direi “tecnici”, sul voto.
    Innanzi tutto, chi ha avuto la brillante idea di fissare la data delle elezioni proprio la domenica del ponte? Era evidente che questo avrebbe sfavorito la partecipazione. Bisognava farle in maggio (entrambi i turni), come nel 2011 (ero in piazza Duomo quella sera di fine maggio quando vinse Pisapia).
    Il calo del 13% dell’affluenza è un dato pesantissimo, e secondo me l’astensione ha danneggiato più il centrosinistra del centrodestra, perché coloro che sono scontenti di chi amministra sono tendenzialmente più determinati ad andare a votare rispetto a coloro che sono soddisfatti.
    Quanto alle zone (non riesco ancora a chiamarle municipi… alla romana… chissà perché si è voluto scimmiottare Roma, quasi che cambiando il nome cambi la sostanza), mi piacerebbe sapere chi ha avuto la genialata di fissare al 40% la soglia per l’elezione del presidente al primo turno, anziché al 50% come per il sindaco. Fosse stata al 50%, adesso ce la giocheremmo al ballottaggio in tutte le 9 zone. Invece in diverse zone ha vinto il centrodestra per poche centinaia di voti… e sarebbero bastati i voti dei radicali o di Rizzo per vincere. Ma il guaio è che di questo meccanismo diverso la stragrande maggioranza degli elettori non era al corrente (io l’ho scoperto domenica poco prima di andare a votare). E si può capire: un elettore che si vede consegnare due schede identiche nell’impostazione è portato a pensare che il sistema elettorale sia lo stesso per entrambe le elezioni. Quindi tendenzialmente ripete il medesimo voto su entrambe le schede, senza pensarci troppo.
    Ho degli amici che hanno votato per Cappato come sindaco e che hanno votato “in automatico” per i radicali anche per la zona… senza rendersi conto che in questo modo facevano mancare quei pochi voti che avrebbero consentito al candidato di centrosinistra di vincere.
    Insomma, la legge (o delibera) elettorale delle zone è stata un clamoroso autogol.
    Ciao e complimenti ancora per il tuo risultato.

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