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	<title>Livingston, il blog di Marco Mazzei &#187; voglio andare via</title>
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	<description>On line since 2001, on life since 1964 (aka marmaz)</description>
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		<title>Una giornata americana</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Apr 2011 16:20:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono svegliato presto come al solito, anche se ho fatto tardi. Alle 10 ero già in giro in bicicletta a zonzo per la città. In queste improvvise giornate di primavera si è finalmente vista un sacco di gente in giro, le strade erano piene, i parchi, le zone attorno ai monumenti: a me piace guardare le persone che prendono possesso degli spazi. Poi sono andato al Parco Sempione, ho posteggiato la bicicletta e ho corso per una decina di chilometri, insieme a un sacco di altri milanesi, e non solo. Infine, mi sono sdraiato sull&#8217;erba a prendere il sole, e mi sono un po&#8217; addormentato ascoltando <a href="http://www.youtube.com/watch?v=BS0e-M6LewI">Please come to Boston</a> (<em>Please come to LA to live forever / California life alone is just too hard to build</em>). Una giornata come molte di quelle a New York l&#8217;estate scorsa, frenetica e pigra insieme, sempre con la bici vicina e la voglia di risalirci appena possibile. Certo, il Parco Sempione non è Central Park (e nemmeno Dolores Park), certo in giro si sente parlare padano e non newyorkese, certo ci sono il Castello e via Dante non l&#8217;Hudson e il Village, ma oggi forse ho iniziato a fare pace con questa città. In fondo non è colpa sua se sono qui, e non è colpa sua se ci rimango: lei fa quello che può e oggi non mi è sembrato così male.</p>
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		<title>San Francisco in a post</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 07:05:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per me è da sempre la città dove andare a vivere subito. Se la gioca con altre 2 o 3 (New York, Boston, Vancouver), ma ha sempre qualcosa in più rispetto alle altre. Così quando mi capita di andare, poi di tornare, poi di pensare faccio fatica a raccontare qualcosa di San Francisco senza dire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per me è da sempre la città dove andare a vivere subito. Se la gioca con altre 2 o 3 (New York, Boston, Vancouver), ma ha sempre qualcosa in più rispetto alle altre. Così quando mi capita di andare, poi di tornare, poi di pensare faccio fatica a raccontare qualcosa di San Francisco senza dire sempre <strong>che cosa è per me San Francisco</strong>. Quindi, <a href="http://www.mazzei.milano.it/2009/04/14/san-francisco-la-mia-preferita-sei-sempre-tu/">scrivo per me</a>. Così poi mi ricordo meglio.</p>
<ul>
<li>vivere, un posto dove vivere</li>
<li>le colline che non ci sono solo qui, qui sono la città, nella città, dentro la città</li>
<li>andare su e giù vuol dire andare in giro</li>
<li>non la pensi come città di mare, ma c&#8217;è acqua da tutti i lati</li>
<li>abbigliamento tipo: short (pesanti) e ciaba</li>
<li>anche la nebbia è un pezzo del paesaggio e avvolge le case più basse e poi ti volti e non c&#8217;è più</li>
<li><em>a literary meeting place since 1953</em>: il mito della City Lights Bookstore è qualcosa di concreto, reale, verificabile ancora oggi, basta entrarci</li>
<li>quando esce il sole, la città è come inondata di luce, e che luce!</li>
<li>pur essendo il posto dove tante idee sono diventate cose (i beat, il movimento omosessuale, Wired) è quasi rassicurante nella sua effettiva immobilità: ci sono quartieri come Haight Ashbury che sono sempre, sempre, sempre uguali</li>
<li>andare in bici non è solo <a href="http://criticalmass.wikia.com">Critical Mass</a>, e comunque non sarebbe male, ma è soprattutto la <a href="http://www.sfbike.org/">cultura dell&#8217;uso</a> della bicicletta; e se possono qui&#8230; </li>
<li>può capitare di provare forte nostalgia o grande empatia per l&#8217;America degli anni 30, quella che è uscita dalla depressione o quella che si è buttata nella seconda guerra mondiale: è un&#8217;America che qui si incontra spesso, nelle hall dei grandi alberghi storici, nei locali frequentati dai militari, nelle storie sul Golden Gate, anche negli immensi cimiteri di prati verdissimi e croci bianchissime</li>
<li>quando i giovani manager provano a vestirsi da manager, succede il disastro: camicie col collo larghissimo, pantaloni sformati, giacche tutte storte; diventano goffi anche se sono fighissimi</li>
<li><a href="http://www.timbuk2.com/">Timbuk2</a> ovunque, ma non ne ho comprata nemmeno una (il negozio in Hayes St è carino, ma piccolo; però ti possono personalizzare la borsa proprio come vuoi)</li>
<li>ogni giorno puoi cambiare parco dove passeggiare</li>
<li>la vista da <a href="http://www.flickr.com/photos/marmaz/3558966129/in/set-72157618727134444">Twin Peaks</a> o da Mission Dolores Park è di quelle che poi ti devono portare via a forza</li>
<li>le foto sono su <a href="http://www.flickr.com/photos/marmaz/sets/72157618727134444/">Flickr</a>, i link su <a href="http://delicious.com/marmaz/sanfrancisco/">del.icio.us</a></li>
</ul>
<p>
Nelle città (solo città e solo viste di recente) dove andrei a vivere subito la metto ancora al primo posto: <strong>San Francisco</strong>, Vancouver, New York, Boston, Amsterdam, Istanbul, San Diego, Barcelona, Seattle, Reykjavik, Londra, Lisbona, Atene, Parigi, Copenhagen, Madrid, Porto, Helsinki, Honolulu, Las Vegas, Los Angeles, Hong Kong<br />
<br />
Le altre city-in-a-post: <a href="http://www.mazzei.milano.it/2007/01/02/amsterdam-in-a-post/">Amsterdam</a>, <a href="http://www.mazzei.milano.it/2007/04/26/barcelona-in-a-post/">Barcelona</a>, <a href="http://www.mazzei.milano.it/2008/12/09/copenhagen-in-a-post/">Copenhagen</a>, <a href="http://www.mazzei.milano.it/2008/08/26/gili-trawangan-in-a-post/">Gili Trawangan</a>, <a href="http://www.mazzei.milano.it/2007/10/23/hawaii-in-a-post/">Hawaii</a>, <a href="http://www.mazzei.milano.it/2006/12/15/helsinki-in-a-post/">Helsinki</a>, <a href="http://www.mazzei.milano.it/2008/08/31/hong-kong-in-a-post/">Hong Kong</a>, <a href="http://www.mazzei.milano.it/2008/01/08/istanbul-in-a-post/">Istanbul</a>, <a href="http://www.mazzei.milano.it/2009/01/16/lisbona-in-a-post/">Lisbona</a>, <a href="http://www.mazzei.milano.it/2008/10/07/london-in-a-post/">London</a>, <a href="http://www.mazzei.milano.it/2008/04/25/new-york-in-a-post/">New York</a>, <a href="http://www.mazzei.milano.it/2009/01/09/porto-in-a-post/">Porto</a>, <a href="http://www.mazzei.milano.it/2007/10/08/seattle-in-a-post/">Seattle</a>, <a href="http://www.mazzei.milano.it/2007/09/08/vancouver-in-a-post/">Vancouver</a></p>
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		<title>Il libro dei perché</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 18:59:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Perché le farmacie di sabato pomeriggio sono chiuse? non ci sono i farmaci generici nei supermercati nonostante la presunta liberalizzazione? la gente butta roba dal finestrino della macchina? in particolare la gente butta il pacchetto di sigarette dal finestrino della macchina? nessuno paga il biglietto del tram (e adesso che è tutto elettronico non c&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perché</p>
<ul>
<li>le farmacie di sabato pomeriggio sono chiuse?</li>
<li>non ci sono i farmaci generici nei supermercati nonostante la presunta liberalizzazione?</li>
<li>la gente butta roba dal finestrino della macchina?</li>
<li>in particolare la gente butta il pacchetto di sigarette dal finestrino della macchina?</li>
<li>nessuno paga il biglietto del tram (e adesso che è tutto elettronico non c&#8217;è più nemmeno la presunzione d&#8217;innocenza dell&#8217;abbonamento)?</li>
</ul>
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		<title>Otto per mille: tutto quello che devi sapere e che non avresti mai voluto scoprire</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 23:24:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In realtà nessuno destina il proprio gettito: il meccanismo assomiglia di più ad un gigantesco sondaggio d’opinione, al termine del quale si “contano” le scelte, si calcolano le percentuali ottenute da ogni soggetto e, in base a queste percentuali, vengono poi ripartiti i fondi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.uaar.it/laicita/otto_per_mille"><img alt="Otto per mille sul sito UAAR" title="Informazioni sull’8x1000 sul sito dell’UAAR" border="0" src="http://www.uaar.it/images/8x1000-uaar.gif" /></a></p>
<blockquote><p>In realtà nessuno destina il proprio gettito: il meccanismo assomiglia di più ad un gigantesco sondaggio d’opinione, al termine del quale si “contano” le scelte, si calcolano le percentuali ottenute da ogni soggetto e, in base a queste percentuali, vengono poi ripartiti i fondi.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Il potere di Milano: provincializzare</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 15:39:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fino a oggi pensavo che il Salone del Mobile &#8211; e, soprattutto, il Fuori Salone &#8211; fosse l&#8217;unico evento ancora in grado di trasformare Milano da capitale de facto dello Stato più provinciale d&#8217;Europa, in città viva, allegra, curiosa, piena di persone da tutto il mondo &#8211; aperta. Non so se il decadimento sia già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fino a oggi pensavo che il Salone del Mobile &#8211; e, soprattutto, il Fuori Salone &#8211; fosse l&#8217;unico evento ancora in grado di trasformare Milano da capitale <em>de facto</em> dello Stato più provinciale d&#8217;Europa, in città viva, allegra, curiosa, piena di persone da tutto il mondo &#8211; aperta. Non so se il decadimento sia già iniziato lo scorso anno perché eravamo via, però so che quest&#8217;anno non è stata il Salone a trasformare la città, ma Milano a trasformare il Salone. Intendo: il provincialismo di Milano all&#8217;ennesima potenza.<br />
Io ricordavo un Fuori Salone effettivamente sparpagliato per la città, con tanti angoli, viette, piccole zone che improvvisamente si illuminavano di persone, idee e curiosità. Mi ricordavo di tanti stranieri in giro con mappe, guide e giornali a cercare <em>quel</em> negozio, <em>quella</em> galleria, <em>quel</em> particolare luogo. Adesso invece mi sembra tutto molto confinato nella famigerata <a href="http://www.zonatortona.net">Zona Tortona</a>, che con la Fiera si è trasformata in una baracconata a cielo aperto &#8211; e chiuso. Fiumi di persone a riempire queste vie strette, baracchini con la porchetta come fuori dallo stadio, bar con quelle pizzette plasticose in vetrina. Madonna santa. Per non dire poi della gente, della montagna di finti architetti e presunti designer, tutti omologatissimi, con lo stessa ricerca affannosa dello stile come filo conduttore. Tutte persone del tutto prive di stile, ahimè.</p>
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		<title>ViaDelCamp, che in fondo in fondo è come noi: selvatico</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 17:56:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo non è un post su ViaDelCamp: troppi parenti e amici a organizzarlo per essere credibile se ne dico bene; troppi parenti e amici a organizzarlo per essere credibile se ne dico male. Dirò solo: noi siamo stati bene. La formula è interessante, ma per davvero. Infatti, dicevo, questo non è un post su ViaDelCamp [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo non è un post su <a href="http://barcamp.org/ViadelCamp">ViaDelCamp</a>: troppi parenti e amici a organizzarlo per essere credibile se ne dico bene; troppi parenti e amici a organizzarlo per essere credibile se ne dico male. Dirò solo: noi siamo stati bene. La formula è interessante, ma per davvero.</p>
<p>Infatti, dicevo, questo non è un post su ViaDelCamp (i <a href="http://it.blogbabel.com/search/entries/viadelcamp/">veri post</a> li stanno scrivendo altri e le <a href="http://www.flickr.com/photos/tags/viadelcamp/">vere foto sono su Flickr</a>), ma solo qualche riga su Genova. Ogni volta che ci vado torno con l&#8217;idea che sarebbe un gran posto dove vivere, nonostante sia in Italia (ma è davvero in Italia?), e con una certa malinconia, di quelle che non spieghi e che cerchi semplicemente di assaporare fino in fondo, ché a quello servono.</p>
<p>A viverci, perché? Vediamo:</p>
<ul>
<li>di gran lunga la città d&#8217;arte italiana più sottovalutata e meno considerata: dovendo fare un ragionamento da un-tanto-al-chilo forse non vale Roma, ma vale Firenze, Venezia, eccetera; e ViaDelCamp serve anche a scoprire angoli che non conosci, e dei quali adesso sai tutto, o quasi (e per questo che ne dobbiamo fare presto un altro, di ViaDelCamp);</li>
<li>qui l&#8217;arte è a ogni angolo, in mezzo al carugio che non ti aspetti;</li>
<li>e in mezzo a quel carugio, come in tutta la città, ci sono la musica e la poesia di Fabrizio De André: se stai qui, ti manca molto meno e ti sembra di incontrare davvero i personaggi delle sue storie, uno dopo l&#8217;altro;</li>
<li>la <a href="http://www.palazzoducale.genova.it/deandre/index.htm">mostra su Fabrizio de André</a> al Palazzo Ducale è strepitosa: allestimento avveniristico, un&#8217;esperienza di immersione totale nel suo mondo (peccato solo: troppa gente, audio pessimo);</li>
<li>a viverci perché qui si mangia non bene, oltre: il pesto, la focaccia, tutte quelle torte salate, la farinata; e <a href="http://www.flickr.com/photos/blimunda19/3262659025/">vogliamo parlare delle pasticcerie</a>?</li>
<li>noi abbiamo anche fatto shopping: comprato vere magliette marinare a Sottoripa (da <a href="http://baglioni.leonardo.it/foto/genova_sottoripa_il_negozio_storico_di_lucardajpg.html">Lucarda</a>) e chissà mai quando le metteremo (vai verso i 50, ma ti pare la tshirt da marinaretto?) &#8211; scoprendo che non ci potremmo mai permettere, né noi né lei probabilmente, una mezza giornata di shopping con <a href="http://www.blimunda.net/">Blimunda</a>, visto che prendiamo un po&#8217; troppo alla lettera gli inviti a far girare l&#8217;economia; poi abbiamo solo ammirato le <a href="http://www.voiaganto.it/italia/liguria/genova/finollo-genova-P2392086.html">cravatte di Finollo</a>, quelle con le iniziali ricamate usando le lettere delle bandiere marinare o altri simboli, ma prima o poi le compreremo;
</li>
<li>gli hotel de charme esistono, e si chiamano <a href="http://www.palazzocicala.it/hotel_genova/ita/index_html/sez_var_hotel">Locanda di Palazzo Cicala</a></li>
</ul>
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		<title>Lo Stato laico riguarda tutti</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 15:17:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[laicità]]></category>
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		<description><![CDATA[Le cose inverosimili che accadono in queste ore mi indignano, ma non mi stupiscono. Io, noi, molti di noi lo andiamo dicendo da anni: la battaglia per la laicità dello Stato non è una questione che riguarda poche minoranze e i loro diritti. Il matrimonio per gli omosessuali non è una questione che riguarda solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_06/eluana_englaro_idratazione_polemica_180dfe72-f42c-11dd-952a-00144f02aabc.shtml">cose inverosimili</a> che accadono in queste ore mi indignano, ma non mi stupiscono. Io, noi, molti di noi lo andiamo dicendo da anni: la battaglia per la laicità dello Stato non è una questione che riguarda poche minoranze e i loro diritti. Il matrimonio per gli omosessuali non è una questione che riguarda solo gli omosessuali. Il testamento biologico non riguarda solo Piero Welby o Eluana Englaro. La ricerca sulle staminali non è solo per i malati. L&#8217;aborto non è solo per le donne. Eccetera. Tutto ci riguarda.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Johanna Sigurdardottir: donna, lesbica, primo ministro</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 10:10:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Johanna Sigurdardottir]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci mancava solo fosse nera, poi potevamo ubriacarci tutti per un paio di mesi. Ma ci accontentiamo. Io ho sempre pensato che quello fosse un paradiso, un posto pieno di magia, davvero. Ma adesso che l&#8217;Islanda ha eletto come capo del governo di transizione una donna dichiaratamente lesbica, che convive con una giornalista, madre di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mazzei.milano.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/2009020103226307297.jpg" alt="Johanna Sigurdardottir" title="Johanna Sigurdardottir" width="398" height="599" class="alignnone size-full wp-image-2506" /></p>
<p>Ci mancava solo fosse nera, poi potevamo ubriacarci tutti per un paio di mesi. Ma ci accontentiamo. Io ho sempre pensato che quello fosse un paradiso, un posto pieno di magia, davvero. Ma adesso che l&#8217;Islanda ha <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/europe/article5610520.ece">eletto come capo del governo</a> di transizione una donna dichiaratamente lesbica, che convive con una giornalista, madre di due figli da una precedente relazione, ecco adesso penso che se è tutto vero, allora deve essere vero anche che esistono gnomi, elfi, troll e tutte le loro fatine. Anzi, forse Johanna è una fatina.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Donare il sangue a Milano: la posta elettronica potrebbe salvare la vita</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 18:33:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[voglio andare via]]></category>
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		<category><![CDATA[donazione sangue]]></category>
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		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[policlinico]]></category>
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		<description><![CDATA[Passati 6 mesi dall&#8217;ultima colonscopia avevo deciso di riprendere a donare il sangue. La mia carriera di donatore si era interrotta un po&#8217; di tempo fa appunto per esami invasivi, interventi chirurgici e altre amenità; c&#8217;era poi anche un po&#8217; di incertezza su dove andare a donare. Prima di tutto perché c&#8217;è l&#8217;antipatica questione dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Passati 6 mesi dall&#8217;ultima colonscopia avevo deciso di riprendere a donare il sangue. La mia carriera di donatore si era interrotta un po&#8217; di tempo fa appunto per esami invasivi, interventi chirurgici e altre amenità; c&#8217;era poi anche un po&#8217; di incertezza su dove andare a donare. Prima di tutto perché c&#8217;è l&#8217;antipatica questione dei questionari sulle tue abitudini sessuali (qualche tempo fa si è discusso a lungo sul <a href="http://www.02blog.it/post/1857/il-policlinico-non-vuole-sangue-gay">sangue gay</a>) e poi perché: al Policlinico no per le discriminazioni, al San Raffaele no per i preti, dove lo porto il mio plasma? La risposta era in realtà più facile del previsto: all&#8217;<a href="http://www.istitutotumori.mi.it/">Istituto dei tumori</a>.<br />
Quindi quando l&#8217;altro giorno ho letto <q><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2009/gennaio/28/Istituto_dei_tumori_manca_sangue_co_7_090128008.shtml">Istituto dei tumori, manca sangue / Appello del direttore ai dipendenti</a></q> ho deciso di rompere gli ultimi indugi e ho scritto all&#8217;<a href="http://www.adsint.mi.it/">Associazione donatori dell&#8217;Istituto</a> per avere informazioni, risposta:</p>
<blockquote><p>This is an automatically generated Delivery Status Notification<br />
Delivery to the following recipient failed permanently:<br />
    info@adsint.it<br />
Technical details of permanent failure:<br />
DNS Error: Domain name not found</p></blockquote>
<p>Oggi mi accorgo che l&#8217;indirizzo del sito è cambiato e in quello nuovo c&#8217;è una scritta di lavori in corso. In compenso nella home dell&#8217;Istituto c&#8217;è ancora l&#8217;appello:</p>
<p><img src="http://www.mazzei.milano.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/01/screenhunter_07-jan-30-1924.jpg" alt="Dall&#039;home page dell&#039;Istituto tumori di Milano" title="Dall&#039;home page dell&#039;Istituto tumori di Milano" width="718" height="167" class="alignnone size-full wp-image-2485" /></p>
<p>senza un link e niente di cliccabile; ma nemmeno un numero di telefono, un fax, uno straccio di informazione utile.</p>
<p>Alla fine ho trovato il numero e ho telefonato: per la prima visita si può andare dal lunedì al sabato dalle 7:30 alle 10, a digiuno, senza appuntamento. Però: dovrebbe essere più facile.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ísafjörður at night</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 16:39:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[voglio andare via]]></category>
		<category><![CDATA[fiordi occidentali]]></category>
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		<category><![CDATA[Ísafjörður]]></category>
		<category><![CDATA[islanda]]></category>
		<category><![CDATA[westfiords]]></category>

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		<description><![CDATA[Ísafjörður è la città principale dei fiordi occidentali. I fiordi occidentali sono una delle regioni più estreme dell&#8217;Islanda. Una nemmeno tanto piccola appendice nel nord ovest dell&#8217;isola. Qui bisogna essere prudenti a guidare anche d&#8217;estate, durante l&#8217;inverno i viaggi in automobile sono proibitivi e il bollettino sulla situazione delle strade mette abbastanza paura. La maggior [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/hinn-eini-sanni-saudur/1087990481/" title="Ísafjörður at night" target="_blank"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1349/1087990481_66dcc0bc18_o.jpg" title="Ísafjörður at night" alt="Ísafjörður at night" /></a></p>
<p>Ísafjörður è la città principale dei <a href="http://westfjords.is/">fiordi occidentali</a>. I fiordi occidentali sono una delle regioni più estreme dell&#8217;Islanda. Una nemmeno tanto piccola appendice nel nord ovest dell&#8217;isola. Qui bisogna essere prudenti a guidare anche d&#8217;estate, durante l&#8217;inverno i viaggi in automobile sono proibitivi e il <a href="http://www.vegagerdin.is/english/road-conditions-and-weather/the-western-fjords/westfj1.html">bollettino sulla situazione delle strade</a> mette abbastanza paura.</p>
<p>La maggior parte delle città dell&#8217;Islanda, anche in piena estate, può senza dubbio rientrare nella categoria &#8220;super-magone&#8221;. E io ne sono consapevole. Nel corso del nostro viaggio del 2005 ne abbiamo viste parecchie e, sì, la vita sembra complicata anche nei posti meglio organizzati.</p>
<p>Tuttavia.</p>
<p>Tuttavia a me foto come questa di Ísafjörður fanno venire una voglia pazza di prendere un aereo (un paio, anche tre forse) e correre lassù. Quasi di andarci a vivere.<br />
Forse proprio perché è un luogo estremo, uno di quelli un po&#8217; <em>alla fine del mondo</em> come ce ne sono sparsi in giro per il pianeta, forse perché c&#8217;è il mare, tanto mare, e che mare!, forse perché c&#8217;è tanta aria, il vento, la neve.</p>
<p>Adesso vado a cercare un analista, di quelli bravi; che mi spieghi anche come si concilia la mia voglia di abitare a New York con quella di trasferirmi a Ísafjörður. Se avete un indirizzo, è benvenuto.</p>
<p>La foto <a href="http://www.flickr.com/photos/hinn-eini-sanni-saudur/1087990481/" target="_blank">Ísafjörður at night</a> viene dal Flickr di <a href="http://www.flickr.com/people/hinn-eini-sanni-saudur/" target="_blank">Stefán Erlingsson</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Statolatria: datemi un pizzicotto</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 18:12:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[church]]></category>
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		<category><![CDATA[vatican]]></category>

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		<description><![CDATA[In Spagna sta avanzando l&#8217;indottrinamento laico, la «statolatria», ovvero l&#8217;ingerenza dello Stato nella vita personale di ognuno. A denunciarlo, con parole molto forti in un&#8217;intervista alla rivista «Il Consulente Re», è mons. Angelo Amato, attuale prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, già ex segretario della Dottrina della Fede, ed amico personale di Papa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>In Spagna sta avanzando l&#8217;indottrinamento laico, la «statolatria», ovvero l&#8217;ingerenza dello Stato nella vita personale di ognuno. A denunciarlo, con parole molto forti in un&#8217;intervista alla rivista «Il Consulente Re», è mons. Angelo Amato, attuale prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, già ex segretario della Dottrina della Fede, ed amico personale di Papa Ratzinger. <a href="http://www.corriere.it/esteri/08_dicembre_18/vaticano_contro_laicismo_spagna_984edc26-cd0a-11dd-95df-00144f02aabc.shtml">§</a></p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Non si parla di pompini, temo</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 13:39:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[moige]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutti concentrati sulle priorità del Paese. Le linee guida per la salute orale Il Moige, fra le sue attività di educazione a sani stili di vita e ad adeguate azioni di prevenzione, ha fatto parte del gruppo di lavoro ministeriale guidato dalla Prof.ssa Laura Strohmenger che ha redatto le &#8220;Linee guida nazionali per la promozione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti concentrati sulle priorità del Paese.</p>
<blockquote><p><b>Le linee guida per la salute orale</b><br />
Il Moige, fra le sue attività di educazione a sani stili di vita e ad adeguate azioni di prevenzione, ha fatto parte del gruppo di lavoro ministeriale guidato dalla Prof.ssa Laura Strohmenger che ha redatto le &#8220;Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva&#8221; del Ministero della Salute e delle Politiche Sociali.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Alcune cose che ho capito dell&#8217;influenza e con l&#8217;influenza</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 19:40:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[customer-care]]></category>
		<category><![CDATA[health]]></category>
		<category><![CDATA[influenza]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>

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		<description><![CDATA[non sono riuscito a fare in modo che il mio profilo su Facebook prendesse l&#8217;influenza al posto mio; l&#8217;idea che starsene a casa qualche giorno a poltrire, su è giù dal letto, i programmi della tv del pomeriggio, quel film che non riuscivi mai a vedere, stare in pigiama tutto il giorno, l&#8217;idea che tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li>non sono riuscito a fare in modo che il mio profilo su Facebook prendesse l&#8217;influenza al posto mio;</li>
<li>l&#8217;idea che starsene a casa qualche giorno a poltrire, su è giù dal letto, i programmi della tv del pomeriggio, quel film che non riuscivi mai a vedere, stare in pigiama tutto il giorno, l&#8217;idea che tutto ciò sia una figata è semplicemente sbagliata: è una figata se stai bene, o se stai appena-appena male; se invece stai da cani non è una figata e il letto diventa un incubo e in quella tuta sei sempre tutto sudato e sui programmi in tv del pomeriggio&#8230;stendiamo un velo pietoso;</li>
<li>il fatto di aver preso la più grande mazzata da febbre della tua vita (e quando mai sei stato 2,5 giorni di fila a letto?) non viene compensato dalla consapevolezza che senza il maledetto vaccino sarebbe andata peggio (peggio di cosiì?!) o che non hai preso il <a href="http://www.iss.it/iflu/">virus dell&#8217;Australiana</a> ma un altro: e chi se ne importa?</li>
<li>il primo giorno di parziale lucidità ho rivisto <a href="http://amazon.imdb.com/title/tt0128853/">C&#8217;è posta per te</a>: il suono del modem, quella <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Upper_West_Side">zona di New York</a> che non conosco e che adesso dovrò correre a scoprire, certe dinamiche internettiane che sono di una tenerezza sconcertante, Meg Ryan così bella: che bello;</li>
<li>lo stesso giorno ho anche incrociato un canale con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/CHiPs">Chips</a>: lo ammetto con vergogna, ma ai tempi mi piaceva il biondo; ora dico: come fa a piacere uno con quel taglio di capelli? dovevo essere ben strano da giovane;</li>
<li>sono stato due giorni pieni senza appoggiare le dita sulla tastiera di un computer: record;</li>
<li>sono stato 24 ore senza leggere la posta sul BlackBerry: record;</li>
<li>si può vivere senza entrambi, yeah;</li>
<li>sono stato alcune ore e sono ancora adesso scollegato da Fastweb (quindi: telefono, Internet e televisione: lo stramaledetto <i>triple-play</i>): ucciderei la loro assistenza clienti;</li>
<li>si può vivere anche senza, ma è meglio con;</li>
<li>la cura del cliente in senso esteso e largo è forse la ragione primaria di fastidio nei confronti dell&#8217;Italia: la cultura dell&#8217;attenzione al cliente è semplicemente assente, e io non so se ho il tempo di aspettare che nasca o cresca;</li>
<li>per esempio: venerdì sono dovuto andare dal mio medico della mutua a farmi fare il certificato per l&#8217;azienda (mai capitato prima); orario di ricevimento: dalle 10 alle 12; siccome ho un febbrone, non mi reggo in piedi e sono a pezzi penso che non ce la posso fare a rischiare un&#8217;anticamera di ore e mi presento alle 9:45; sono il primo; aspetto davanti alla porta dello studio, appoggiato al calorifero, con la portinaia del palazzo che mi guarda preoccupata (ripensando al mio aspetto, forse mi controllava&#8230;); la segretaria arriva alle 10; ci mette circa 20 minuti (di orologio) per avviare i due pc dello studio e il collegamento credo a Internet e l&#8217;applicazione che gestisce le ricette (non ho fatto in tempo a leggere il nome della società che gli ha messo in piedi tutto il sistema, altrimenti sarei poi andato a denunciarli per truffa) e a me sembra di tornare ai bei tempi di Windows 3.1 e di quel tipo di programmi semigrafici del periodo; lo studio a mano a mano si riempie, della dottoressa non c&#8217;è traccia, la segretaria ha un consiglio intelligente per tutti (non fumare, andare in bici, bere molta acqua), ma alla richiesta di informazioni sull&#8217;arrivo della dottoressa si ammutolisce e prosegue il suo lavoro di spaccio di ricette (&#8220;che cosa le serve?&#8221;); la faccio breve: la dottoressa si presenta alle 11:10 e non si scusa nemmeno del ritardo di un&#8217;ora e dieci minuti; riceve prima due stramaledetti-informatori-scientifici-del-farmaco (poi un giorno dirò perché si tratta a mio parere di una professione da cancellare) che sono arrivati dopo di me e dopo altri pazienti, io protesto con forza ma vengo respinto dalla segretaria e mi rendo conto a quel punto che ho paura: ho paura di litigare con il medico della mutua perché ho bisogno di quel certificato e se litigo poi mi aspetta una punizione ben peggiore, che ho già provato, cioè la coda alla Asl di via Doria; ingoio il rospo e mi presento davanti alla dottoressa alle 11:20;
<ul>
<li>che sintomi ha?</li>
<li>soprattutto febbre molto, molto alta</li>
<li>anche adesso?</li>
<li>eh sì però immagino andrebbe misurata&#8230;</li>
<li>comunque per la febbre e l&#8217;influenza l&#8217;unica cosa da fare è starsene a casa belli riparati senza sforzi, senza uscire, senza fare nulla</li>
</ul>
<p>me lo dice davvero convinta e a quel punto mi rendo conto che avrei voglia di mandarla al diavolo, dicendole che è colpa sua se sono in giro da quasi due ore al freddo, poi ripenso alla Asl e mi trattengo; mi presento dalla segretaria per avere il mio certificato: &#8220;quanti giorni le scrivo?&#8221;; e lo chiede a me? lo dovrebbe sapere lei, no? alla fine le due mi avevano dato una settimana di malattia; perdo altro tempo per ridurla a due giorni, e alle fine di varie altre peripezie riesco ad uscire dallo studio alle 12, dopo 2 ore 15 minuti; sto malissimo fisicamente e psicologicamente perché sono un malato tenuto in pugno dalla burocrazia; e non ho niente, figuriamoci se avessi qualcosa di serio: non potersi lamentare di un comportamento incivile per timore poi delle conseguenze di quella lamentela è qualcosa di davvero pazzesco;  </p>
</li>
</ul>
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		<title>Editoria in crisi</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 13:51:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[corriere della sera]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[new york times]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Io credo che pubblicando questa notizia bisognerebbe poi pensarci e ripensarci e ripensarci ancora prima di pubblicare quest&#8217;altra notizia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io credo che pubblicando questa notizia</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/economia/08_dicembre_08/usa_crisi_editoria_f32ba132-c56d-11dd-831d-00144f02aabc.shtml"><img src="http://www.mazzei.milano.it/wordpress/wp-content/uploads/2008/12/screenhunter_01-dec-09-1240.jpg" alt="Crisi nell&#039;editoria Usa" title="Crisi nell&#039;editoria Usa" width="462" height="163" class="alignnone size-full wp-image-2291" /></a></p>
<p>bisognerebbe poi pensarci e ripensarci e ripensarci ancora prima di pubblicare quest&#8217;altra notizia</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Sport/2008/12/09/pop_galliani.shtml"><img src="http://www.mazzei.milano.it/wordpress/wp-content/uploads/2008/12/screenhunter_02-dec-09-1243.jpg" alt="Quando Galliani aveva i capelli" title="Quando Galliani aveva i capelli" width="232" height="211" class="alignnone size-full wp-image-2292" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vaffanculo</title>
		<link>http://www.mazzei.milano.it/2008/12/02/vaffanculo/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 17:32:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Trattandosi del mio blog, del mio blog personale, di uno spazio dove posso dire e scrivere quello che mi pare, nel rispetto della Legge s&#8217;intende, ecco oggi sono in vena di questo: vaffanculo. PS: oh, nel caso passando di qua ti capitasse di pensare &#8220;ma sarà rivolto a me?&#8221;, sappi che a) la codona di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trattandosi del mio blog, del mio blog personale, di uno spazio dove posso dire e scrivere quello che mi pare, nel rispetto della Legge s&#8217;intende, ecco oggi sono in vena di questo: vaffanculo.</p>
<p>PS: oh, nel caso passando di qua ti capitasse di pensare &#8220;ma sarà rivolto a me?&#8221;, sappi che a) la codona di paglia non va di moda quest&#8217;anno, b) i destinatari oggi sono talmente tanti che, sì, è probabile ci sia dentro anche tu</p>
<p>PS/2: ho sistemato i feed, che adesso dovrebbero funzionare di nuovo correttamente</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La pratica, il francobollo, la busta e la lettera: innovazione pura</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 08:24:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[American Express è certamente la carta di credito più arretrata sul versante dei servizi innovativi: il sito fino a qualche tempo fa era tremendo, adesso si può guardare ma ha funzionalità ridotte al minimo, credo sia l&#8217;unica carta sul pianeta terra che non offre servizi di alert via sms, quasi tutte le comunicazioni devono passare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>American Express è certamente la carta di credito più arretrata sul versante dei servizi innovativi: il sito fino a qualche tempo fa era tremendo, adesso si può guardare ma ha funzionalità ridotte al minimo, credo sia l&#8217;unica carta sul pianeta terra che non offre servizi di alert via sms, quasi tutte le comunicazioni devono passare attraverso il call center o la posta, fisica.<br />
Detto questo, la loro efficienza nel gestire il cliente è sempre elevatissima, con livelli di servizio a mio parere davvero sopra la media. E lo dico nonostante sia sempre <a href="http://www.mazzei.milano.it/2008/03/23/questi-25-anni-di-american-express/">molto critico</a> rispetto alla pochezza del <i>care</i> nel <i>customer care</i>, dove per <i>care</i> intendo in questo caso le coccole verso persone che usano la carta da 10, 15, 20 e 25 anni.</p>
<p>L&#8217;altro giorno ho telefonato per contestare una spesa (la cassiera del supermercato ha battuto due volte il totale), il ragazzo molto gentile mi ha detto che avrebbe immediatamente provveduto ad aprire la pratica e intanto a stornare uno dei due addebiti.<br />
Oggi mi è arrivata una lettera (busta, francobollo, carta: una lettera vera) dove mi veniva confermato lo storno, e le scuse e le note, eccetera. Una lettera, tra l&#8217;altro, impaginata come gli estratti conto delle banche negli anni ottanta.<br />
Non so, la <i>pratica</i>, la <i>lettera</i>, l&#8217;<i>impaginazione</i>: sono stato travolto da una sensazione di vecchio, da un senso di distanza, da una tristezza che faccio fatica a spiegare. Davvero una piccola cosa, e davvero una cosa di forma: la sostanza è che il servizio è stato rapido e preciso. E però è come se ogni tanto capitasse di incrociare persone, situazioni, momenti, dettagli che ti fanno sentire sbagliato. Tu o loro, a seconda dei punti di vista.</p>
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		<title>Il Vaticano non vuole che sia depenalizzata l&#8217;omosessualità</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 17:12:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Serve un commento? Signore, davvero non sanno quello che dicono. VATICANO: NO A PROPOSTA UE PER DEPENALIZZARE OMOSESSUALITA' (ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC - Il Vaticano e' contrario alla proposta che la Francia, a nome dei 25 paesi della Ue, si appresta a fare all'Onu per la depenalizzazione dell'omosessualita' nel mondo. Lo ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Serve un commento? Signore, davvero non sanno quello che dicono.</p>
<blockquote><p><code>VATICANO: NO A PROPOSTA UE PER DEPENALIZZARE OMOSESSUALITA'<br />
(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC - Il Vaticano e' contrario alla proposta che la Francia, a nome dei 25 paesi della Ue, si appresta a fare all'Onu per la depenalizzazione dell'omosessualita' nel mondo. Lo ha affermato, in una intervista all'agenzia francofona I.Media, mons. Celestino Migliore, rappresentante della Santa Sede presso le Nazioni Unite a New York.<br />
''Tutto cio' che va in favore del rispetto e della tutela delle persone fa parte del nostro patrimonio umano e spirituale', ha precisato mons.<br />
Migliore. ''Il Catechismo della Chiesa cattolica - ha ricordato - dice, e non da oggi, che nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione''.<br />
''Ma qui - ha avvertito - la questione e' un'altra. Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi, si chiede agli Stati ed ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni''.<br />
''Per esempio - ha osservato mons. Migliore - gli Stati che non riconoscono l'unione tra persone dello stesso sesso come 'matrimonio' verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni''. (ANSA).<br />
PIN 01-DIC-08 14:54 NNNN<br />
</code></p></blockquote>
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		<title>Gran giornalismo all&#8217;Ansa: la notizia nella notizia</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 15:59:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ansa]]></category>
		<category><![CDATA[italy]]></category>
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		<description><![CDATA[Nato figlio di Ferrari e Yespica Il piccolo e&#8217; il neonato numero 1000 dell&#8217;Ospedale di Genova (ANSA) &#8211; GENOVA, 27 NOV &#8211; E&#8217; nato la scorsa notte Aron, il figlio del calciatore del Genoa Matteo Ferrari e della sua compagna Aida Yespica. Aron e&#8217; venuto al mondo intorno all&#8217;una, alla presenza del papa&#8217;, che ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Nato figlio di Ferrari e Yespica<br />
Il piccolo e&#8217; il neonato numero 1000 dell&#8217;Ospedale di Genova<br />
(ANSA) &#8211; GENOVA, 27 NOV &#8211; E&#8217; nato la scorsa notte Aron, il figlio del calciatore del Genoa Matteo Ferrari e della sua compagna Aida Yespica. Aron e&#8217; venuto al mondo intorno all&#8217;una, alla presenza del papa&#8217;, che ha voluto tagliare il funicolo e, commosso, ha subito preso in braccio l&#8217;erede. Il piccolo, che pesa 4 Kg, e&#8217; all&#8217;ospedale Galliera di Genova il neonato numero 1000 di quest&#8217;anno. » 2008-11-27 12:31
</p></blockquote>
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		<title>Università Bocconi: innovare, rinnovare, cambiare</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 09:53:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bocconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Purtroppo ho una partita di canasta, altrimenti&#8230; Università Bocconi Lunedì 1 dicembre, ore 17.30, Aula Magna, via Roentgen 1 all’incontro ‘I Ministri degli Esteri raccontano &#8211; L&#8217;Italia e il mondo negli ultimi trent&#8217;anni’ organizzato da Università Bocconi e Fondazione Ugo La Malfa presiede: Giorgio La Malfa partecipano: Massimo D&#8217;alema Francesco Cossiga]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo ho una partita di canasta, altrimenti&#8230;</p>
<blockquote><p>Università Bocconi<br />
Lunedì 1 dicembre, ore 17.30, Aula Magna, via Roentgen 1<br />
all’incontro<br />
‘I Ministri degli Esteri raccontano &#8211; L&#8217;Italia e il mondo negli ultimi trent&#8217;anni’<br />
organizzato da Università Bocconi e Fondazione Ugo La Malfa</p>
<p> presiede:<br />
Giorgio La Malfa</p>
<p>partecipano:<br />
Massimo D&#8217;alema<br />
Francesco Cossiga</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Andate a lavorare, maratoneti</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 07:06:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[maratona]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[milano city marathon]]></category>

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		<description><![CDATA[Io non ho fatto la maratona di Milano, che è fuori dalla mia portata &#8211; soprattutto mentale. Certo, se dovessi iniziare non partirei da questa città, ma sceglierei Roma, Londra, Berlino, New York. Più di una persona mi ha raccontato che domenica scorsa non solo si sono ripetute scene già viste in passate edizioni, cioè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/leibniz/3053039637/" title="Running alone" target="_blank"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3006/3053039637_5366265035_m.jpg" title="Running alone" alt="Running alone" class="alignleft" /></a><br />
Io non ho fatto la <a href="http://milanocitymarathon.gazzetta.it/">maratona di Milano</a>, che è fuori dalla mia portata &#8211; soprattutto mentale. Certo, se dovessi iniziare non partirei da questa città, ma sceglierei Roma, Londra, Berlino, New York.<br />
Più di una persona mi ha raccontato che domenica scorsa non solo si sono ripetute scene già viste in passate edizioni, cioè un senso della circonvallazione occupato da macchine fumanti e l&#8217;altro senso da corridori con polmoni d&#8217;acciaio, ma che c&#8217;è stata una degenerazione tipicamente milanese, complice anche lo sciopero dei vigili (proprio quella domenica hanno scelto i furboni) che ha un po&#8217; esacerbato gli animi in prossimità di incroci e strade di passaggio</p>
<blockquote><p>andate a lavorare, albanesi!</p></blockquote>
<p>pare sia stato uno degli slogan più in voga per sostenere i corridori. Tanto che a un certo punto uno di questi sembra sia andato a prendersi un automobilista direttamente nel suo abitacolo e lo abbia caricato di botte, scatenando a quel punto una rissa maratoneti-automobilisti.</p>
<p>Mi dicono che nelle altre città la maratona è una festa, con la gente che saluta, partecipa e fa il tifo. Ma io lo sostengo da tempo: questa non è più una città, è solo un milione di persone che vivono nella stessa area.</p>
<p>La foto <a href="http://www.flickr.com/photos/leibniz/3053039637/" target="_blank">Running alone</a> viene dal Flickr di <a href="http://www.flickr.com/people/leibniz/" target="_blank">Leibniz*</a>.</p>
]]></content:encoded>
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