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	<title>Livingston, il blog di Marco Mazzei &#187; queering</title>
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	<description>On line since 2001, on life since 1964 (aka marmaz)</description>
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		<title>EuroPride 2011: Roma hai fatto la stupida di sera</title>
		<link>http://www.mazzei.milano.it/2011/06/13/europride-2011-roma-hai-fatto-la-stupida-di-sera/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 14:45:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il mio punto di vista su EuroPride Roma 2011 (grazie a PF per la foto!) Sono stato all&#8217;Europride di Roma, e non mi è piaciuto per nulla. Lo dico così, senza troppi giri di parole, aggiungendo che giudico da puro spettatore: ho seguito distrattamente e da lontano il lavoro preparatorio, non so che cosa sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mazzei.milano.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/IMG_2720-e1307985065961-1024x665.jpg" alt="" title="Marmaz a EuroPride Roma 2011" width="1024" class="alignnone size-large wp-image-5198" /><em>Il mio punto di vista su EuroPride Roma 2011 (grazie a PF per la foto!)</em></p>
<p>Sono stato all&#8217;<a href="http://www.europrideroma.com/">Europride</a> di Roma, e non mi è piaciuto per nulla. Lo dico così, senza troppi giri di parole, aggiungendo che <strong>giudico da puro spettatore</strong>: ho seguito distrattamente e da lontano il lavoro preparatorio, non so che cosa sia successo nei giorni precedenti la parata (sono arrivato a Roma venerdì e sono ripartito domenica), probabilmente sono condizionato anche dal mio cattivo umore del periodo. Fatta questa premessa, e detto che mi dispiace per i volontari che hanno lavorato tanto &#8211; evidentemente non ce l&#8217;ho con loro, ma capisco che magari possano sentirsi in qualche modo offesi, ecco che cosa penso.<br />
Non so che numero di pride sia per me, ormai iniziano a essere parecchi; alcuni sono stati molto belli (Napoli l&#8217;anno scorso su tutti), altri meno, molto spesso sono stati per me <strong>una parentesi di quelle che si aspettano per mesi</strong>. Ho <a href="http://www.mazzei.milano.it/2008/06/28/i-pride-giorni-che-e-come-essere-a-casa/">già scritto altre volte del clima</a>, del fatto di trovarsi improvvisamente in mezzo a una famiglia, di aver voglia di abbracciare tutti. Ho scritto del sottile dolore che unisce persone tanto diverse tra loro e di quel senso di intesa che c&#8217;è negli sguardi sorridenti e orgogliosi.</p>
<p>Il fatto di aver partecipato a tanti pride <strong>mi toglie forse l&#8217;emozione di parlare delle Famiglie Arcobaleno e di Agedo</strong>: sono sempre i carri che fanno battere il cuore e venire qualche lacrima, però quando sei abituato a vederli, ecco, diventano più ordinari. Lo dico e lo penso con un po&#8217; di tristezza, ma anche i bambini sul trenino arcobaleno, ecco, adesso ho voglia che diventino grandi, che portino nel mondo il valore delle diversità.</p>
<p>Comunque, anche questa volta ci sono state tutte queste cose (un po&#8217; meno, per me, ma sono certo si tratti di una mia predisposizione d&#8217;animo diversa), ma sono mancate clamorosamente tutte le altre:</p>
<ul>
<li><strong>mi aspettavo una città con segni evidenti dell&#8217;evento</strong>, mi immaginavo l&#8217;arcobaleno della bandiera sparso qua e là in un vicolo, un cappello, un manifesto: nulla di nulla, se non sapevi che c&#8217;era l&#8217;EuroPride non te ne accorgevi (a parte quei pochi luoghi-ghetto dove ci sono stati eventi e a parte la parata); tanto che io girando con bandane e magliette e faccia colorata mi sono a volte sentito quasi a disagio (ma ti pare?);</li>
<li>mi aspettavo l&#8217;<strong>Europa</strong> dell&#8217;<strong>Euro</strong>Pride: non pervenuta; sono certo che tecnicamente e formalmente è stato Euro, ma nella pratica di questa internazionalità poco o nulla, comunque non più di quella che normalmente c&#8217;è in una città come Roma;</li>
<li>piccole cose stupide: centinaia di persone fuori dai locali delle feste ufficiali il venerdì e il sabato notte, tutte a cercare un taxi, nessuna indicazione, trucco, consiglio, e nemmeno la predisposizione di un qualche servizio; ok erano feste e amen, però difficile non pensare al classico articolo di cronaca (due ragazzi pestati fuori da una discoteca), difficile non pensare che succede quasi sempre a Roma, difficile non pensare che <strong>se si organizzano delle feste e si portano migliaia di persone non si può lavorare solo al botteghino</strong> (20 e 30 euro senza consumazione, per la cronaca); il lato positivo è che ho visto due albe a Roma, per strada &#8211; e anche che nessuno mi ha pestato mentre vagavo sotto qualche tangenziale;</li>
<li>mi <strong>aspettavo un&#8217;invasione di preservativi: c&#8217;è stata?</strong> anche nei locali, c&#8217;erano? io non li ho visti, ma magari mi sono sfuggiti (e comunque se mi sono sfuggiti forse non erano così numerosi); un messaggio troppo coraggioso da portare in una città invasa dai pullman di Roma Cristiana?</li>
<li>le due ore al Circo Massimo tra l&#8217;arrivo del corteo e l&#8217;intervento di Lady Gaga sono state, come posso dirlo?, umilianti e deprimenti: <strong>centinaia di migliaia di persone davanti a un palco e sopra il palco: nulla</strong>; un paio di penose esibizioni di non so chi, la musica per ballare quando era evidente che nessuno ne aveva (più o ancora) voglia; dopo due ore <a href="http://www.youtube.com/watch?v=oDabfvpMsGw">sono poi arrivati Gerini, Patané, Praitano</a> e giuro che mi sono vergognato per loro: <strong>il vuoto cosmico con il nulla attorno</strong>; non vuoi fare nulla di <em>politico</em>? chissà perché, ma ok va benissimo, allora riesci a portarmi qualcuno che intrattenga il pubblico per quelle due ore? tutta quella gente, tutta quella visibilità mediatica e tu non fai nulla? ma non ti accorgi che questo sarebbe il momento perfetto? hai letto i giornali? hai visto quel che è successo a Milano, vedi quel che sta succedendo per i referendum? <strong>ti accorgi che è un momento speciale?</strong> che le persone hanno solo voglia di essere coinvolte?</li>
<li>sono stati bravi a portare Lady Gaga, questo sì; e lei è stata brava e una vera sorpresa (che voce!), ma mentre teneva il suo discorso ogni tanto mi davo dei pizzicotti: <strong>è una cazzo di cantante pop che sta facendo un intervento da capo di stato!</strong> le mie rivendicazioni sono affidate alla voce di una show girl</li>
<li>la nuova Milano arancione di questa primavera deve diventare un modello anche per il movimento, che avrebbe bisogno di un Pisapia come rappresentante (a me non viene in mente nessuno, ma magari esiste già)</li>
</ul>
<p><strong>Update / altri pareri:</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://www.notiziegay.com/2011/europride-e-se-lady-gaga-avesse-detto-no/">Europride. E se lady GaGa avesse detto no</a></li>
<li><a href="http://www.river-blog.com/2011/06/12/pillole-di-europride-i-miei-si-e-no/">Pillole di Europride, i miei sì e no.</a></li>
</ul>
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		<title>Ibrahimovic e Piquè: anche il calcio diventa normale?</title>
		<link>http://www.mazzei.milano.it/2010/05/06/ibrahimovic-e-pique-anche-il-calcio-diventa-normale/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 15:09:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Poi, purtroppo, non sarà vero: un fotomontaggio, un equivoco, eccetera. Però se invece fosse vero: che meravigliosa lezione per tutti. Quasi mi dispiacerebbe aver eliminato il Barcellona dalla Champions. Quasi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.repubblica.it/sport/calcio/2010/05/06/foto/ibra_vuole_tenerezza-3857482/1/"><img src="http://www.mazzei.milano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/Ibra-Piquè-voglia-di-tenerezza.jpeg" alt="Ibra-Piquè, voglia di tenerezza" title="Ibra-Piquè, voglia di tenerezza" width="443" height="520" class="alignnone size-full wp-image-4046" /></a></p>
<p>Poi, purtroppo, non sarà vero: un fotomontaggio, un equivoco, eccetera. Però se invece fosse vero: che meravigliosa lezione per tutti. Quasi mi dispiacerebbe aver eliminato il Barcellona dalla Champions. Quasi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>8 x 1.000 alla chiesa cattolica: ora anche basta</title>
		<link>http://www.mazzei.milano.it/2010/04/15/8-x-1-000-alla-chiesa-cattolica-ora-anche-basta/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 05:20:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="640" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/RfspfHwV7eA&#038;hl=en_US&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/RfspfHwV7eA&#038;hl=en_US&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"></embed></object></p>
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		<title>Vicende omosessuali? Basta, basta, basta!</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 15:11:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non entro nel merito della vicenda Feltri / Boffo, che non mi interessa per nulla. Però mi interessa molto l&#8217;uso del linguaggio. Che cavolo sono le vicende omosessuali? Basta una frase costruita così per associare le persone omosessuali a un&#8217;idea di sporco, sbagliato, nascosto, torbido, pericoloso. Chi scrive frasi del genere passa di sera davanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non entro nel merito della vicenda Feltri / Boffo, che non mi interessa per nulla. Però mi interessa molto l&#8217;uso del linguaggio. Che cavolo sono le <em>vicende omosessuali</em>? Basta una frase costruita così per associare le persone omosessuali a un&#8217;idea di sporco, sbagliato, nascosto, torbido, pericoloso. Chi scrive frasi del genere passa di sera davanti alla Fossa, avrebbe voglia di fermarsi, ma non ne ha il coraggio. Ecco. Che palle.</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/politica/09_dicembre_04/feltri-riabilitazione-boffo-accuse-omosessualita_3701ca94-e0e3-11de-b6f9-00144f02aabc.shtml"><img src="http://www.mazzei.milano.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/12/ScreenHunter_03-Dec.-04-16.02.jpg" alt="Ritaglio da Corriere.it" title="Ritaglio da Corriere.it" width="436" height="75" class="alignnone size-full wp-image-3519" /></a></p>
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		<title>La violenza sulle donne e la violenza delle donne</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 22:26:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è che voglio provocare a tutti i costi, è che questo post mi frulla per la testa da un po&#8217; di tempo. Lo pubblico in occasione della giornata contro la violenza sulle donne perché odio queste ricorrenze, e più passa il tempo più le odio tutte, e perché io non ho problemi di alcun [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è che voglio provocare a tutti i costi, è che questo post mi frulla per la testa da un po&#8217; di tempo. Lo pubblico in occasione della giornata contro la violenza sulle donne perché <em>odio</em> queste ricorrenze, e più passa il tempo più le odio tutte, e perché io non ho problemi di alcun genere rispetto al tema: sono sempre e comunque dalla parte delle donne, a prescindere. Mi posso permettere di notare un aspetto, un punto, un tema sul quale vivo la violenza delle donne.</p>
<p>Il tema è la maternità non femminile. Si dice paternità? Forse di parla di genitorialità. Comunque sia: le donne sono molto ostili verso tutte le forme di genitorialità non tradizionale. La famiglia è ok, le ragazze madri anche, due lesbiche che fanno figli uhm, due gay che fanno, cioè si procurano un figlio, vade retro. Eh, non dico a caso &#8220;si procurano&#8221;, gli uomini non possono &#8220;fare&#8221; figli.<br />
Le donne sono generalmente amiche dei gay (molto meno delle lesbiche, eh eh), si crea spesso quell&#8217;intesa lì, si condivide forse anche un percorso di lotta e di liberazione, forse possono manifestare il loro spirito materno senza inibizioni; non so perché, comunque succede.<br />
Un&#8217;amicizia che credo giochi sempre un ruolo importante nei sondaggi che ogni tanto vengono fatti: sei favorevole o contrario alle coppie gay / ai diritti per / finanche al matrimonio / eccetera. Credo che quel 50% di favorevoli sia in gran parte femminile.</p>
<p>Ma quando si arriva a parlare di figli, tutto cambia.</p>
<p>Noi abbiamo paura di parlarne. Figurati, siamo ancora qui alle prese con svastichella, alla ricerca di diritti proprio elementari. Ci siamo fatti mettere in questa condizione ridicola di puntare sempre al minimo, tra un po&#8217; ringrazieremo perché non ci prendono a bastonate. Insomma, pronunciamo con imbarazzo la parola matrimonio &#8211; e viviamo dentro spettacolari matrimoni normalissimi per certi versi, rivoluzionari per altri, per esempio dove non esistono più i ruoli e se non esistono più i ruoli tre quarti delle convenzioni sociali saltano &#8211; figuriamoci se abbiamo il coraggio di dire &#8220;figli&#8221;. Inizia a vedersi qualche coppia di donne che ci prova, ci prova  a vivere nella società con la propria nuova, bellissima famiglia, ma di uomini pochi o nessuno.</p>
<p><img src="http://www.mazzei.milano.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/IMG_1695-1024x768.jpg" alt="Vancouver, Canada, 2007" title="Vancouver, Canada, 2007" width="1024" class="alignnone size-large wp-image-3454" /></p>
<p>E su questo fronte secondo me l&#8217;ostilità delle donne diventa determinante. Sono loro, in fondo, che non possono concepire due uomini che crescono un bambino. Iniziano a essere disponibili <a href="http://www.nytimes.com/2009/11/08/magazine/08fob-wwln-t.html?src=tp">dati</a> e <a href="http://www.parentdish.com/2009/11/23/gay-parents-do-not-warp-their-kids-research-shows/">studi</a> sulle famiglie omosessuali, dai quali viene fuori che è uguale. Quel che conta è l&#8217;amore, tutto il resto non ha importanza.</p>
<p>Io non ho bisogno di leggerlo nei libri o negli studi, perché lo so. Lo so e ho visto in questi anni crescere la consapevolezza di una paternità potenziale che poi probabilmente non diventerà mai reale, ma sulla quale non ci può essere discussione: una bambina o un bambino nella mia atipica e normalissima famiglia crescerebbe benissimo, e noi saremmo due stupendi genitori. Favolosi potrei dire.</p>
<p>Ma mica solo noi che siamo ormai gay come due impiegati del catasto, anche i tanti come noi che sanno ancora essere diversi. Anche tutti loro sarebbero genitori stupendi.</p>
<p>Io penso che sia giunto il tempo per le donne di superare quest&#8217;ultima barriera, di abbandonare quest&#8217;idea che genitorialità sia in fondo sinonimo di maternità: guardateci, ci siamo anche noi. Davvero.</p>
<p><strong>Update</strong>: mi <a href="http://friendfeed.com/marcomazzei/6f3b32e7/la-violenza-sulle-donne-e-delle">fanno giustamente notare</a> che non <em>tutte</em> le donne, ma <em>molte</em> donne</p>
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		<title>Fiaccolata contro l&#8217;omofobia a Milano: una fine, un inizio</title>
		<link>http://www.mazzei.milano.it/2009/09/09/fiaccolata-contro-lomofobia-a-milano-una-fine-un-inizio/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 23:32:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è chi dice 1.000, c&#8217;è chi dice 2.000, saremo stati 1.500, non so: comunque a un certo punto era proprio come nel sogno, corso Venezia pieno di gente e illuminato da tante candele. La fiaccolata milanese contro l&#8217;omofobia (#fiaccolatalgbtmilano) è stata bellissima e ci ha detto parecchie cose, che provo a dire così al volo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://friendfeed-media.com/2c3da634bad2960a4b51117f4832512216779a25" alt="La fiaccolata di Milano fotografata da Wolly http://friendfeed.com/wolly/b05eae12/folla-fiaccolatalgbtmilano" /></p>
<p>C&#8217;è chi dice 1.000, c&#8217;è chi dice 2.000, saremo stati 1.500, non so: comunque a un certo punto era proprio come nel sogno, corso Venezia pieno di gente e illuminato da tante candele. La <strong>fiaccolata milanese contro l&#8217;omofobia (#fiaccolatalgbtmilano) è stata bellissima</strong> e ci ha detto parecchie cose, che provo a dire così al volo prima di andare a nanna:</p>
<ul>
<li>la cosa più importante: il no categorico alla violenza, anche da parte di chi poi magari non condivide tante altre &#8220;rivendicazioni degli omosessuali&#8221;</li>
<li>Milano c&#8217;è, ancora; e ti dice che nessuno starà chiuso in casa perché ha paura di uscire; Milano sa ancora uscire, se vuole</li>
<li>a Milano si possono ancora fare delle cose, le persone sono ancora disposte a esserci, a patto di essere chiamate nel modo giusto e per le cose importanti; questa è una cosa importante</li>
<li>ci può essere una manifestazione prevalentemente omosessuale, per capirci, senza tutti gli eccessi che in molti spesso definiscono &#8211; errando, a mio parere &#8211; carnevalate: niente musica, niente vestiti colorati, niente piume, niente coriandoli, niente di niente: <strong>eccoci qua, adesso quale scusa troverete?</strong></li>
<li>un po&#8217; troppo &#8220;niente&#8221;, forse sì: avremmo dovuto prevedere un qualche saluto alla fine, avremmo dovuto fare di più fuori da Facebook e dalla &#8220;blogosfera&#8221;, avremmo potuto organizzare meglio una serie di cose; dicendo &#8220;dal basso&#8221; non è che ci si può nascondere dietro un dito: una serie di vaccate organizzative ci sono state; se ci sarà una prossima volta: faremo meglio</li>
<li>io però non ricordo una serata di questo genere a Milano, di questo stile, con questo clima</li>
<li>una fine: l&#8217;informazione tradizionale; le redazioni di giornali e tv sono state allertate e avvertite, ma hanno ritenuto di non essere presenti: grave errore, perché se Facebook e Friendfeed e tutti i <em>socialcosi</em> adesso mi dicono cose che non troverò sui media tradizionali, allora vuol dire che è proprio finita; &#8220;ai giornalisti dovevate mandare un comunica stampa&#8221;, mi hanno detto; io penso che la stagione dei comunicati stampa sia finita, le notizie se le vengano a cercare, se vogliono; <strong>come può un giornale di Milano bucare una notizia come la fiaccolata di questa sera?</strong></li>
<li>la &#8220;blogosfera etero&#8221; era presente in massa; anche perché l&#8217;altra metà della blogosfera è omosessuale e quindi c&#8217;erano tante amicizie in ballo, ma anche questo lo avevamo in fondo chiesto noi: <strong>non lasciateci soli, in effetti non ci hanno lasciati soli, grazie</strong></li>
<li><strong>la Polizia, ecco, grande, grande, grande</strong>; quando siamo andati in Questura a chiedere l&#8217;autorizzazione, il funzionario che abbiamo incontrato ci ha detto due frasi pazzesche, che quasi mi commuovo<br />
<blockquote><p>è incredibile che siate costretti a organizzare una manifestazione del genere, è incredibile che noi saremo costretti a mandarvi agenti per proteggervi</p></blockquote>
<p>sono stati super gentili e collaborativi prima, quasi affettuosi e molto simpatici durante; grazie, davvero &#8211; e <strong>mi spiace di quel pregiudizio</strong> col quale, devo ammetterlo, sono entrato quel giorno in Questura</li>
<li>un&#8217;altra fine: il movimento omosessuale come lo conosciamo, speriamo un inizio: qualcosa di nuovo; adesso sappiamo che le persone ci sono, che sulle cose serie e importanti si muovono e si mettono in gioco, che la Rete è uno strumento straordinario: non ci sono limiti a quello che possiamo fare, facciamolo</li>
<li>il momento pop della serata? quando un signore mi ha chiesto se la processione fosse in onore di Mike Bongiorno</li>
<li>tante ragazze e tanti ragazzi giovani, belli, sorridenti e orgogliosi, con quella naturalezza che, ecco, che bello!</li>
<li>senza bandiere, simboli e quant&#8217;altro è meglio secondo me: davvero solo le persone, solo loro sono importanti e tutti si possono sentire a casa; io credo sia stato uno dei segreti del clima fantastico di questa sera</li>
</ul>
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		<title>La fiaccolata di domani a Milano: perché devi esserci anche tu, proprio tu</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 07:09:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Martedì 8 settembre (domani, sì) a Milano, partendo da piazza Oberdan alle 21 per arrivare in piazza San Babila, ci sarà una fiaccolata per protestare contro l&#8217;omofobia. Nelle ultime settimane c&#8217;è stata una serie di episodi che ha visto come vittime donne, turisti, giovanissimi, tutti colpevoli di essere omosessuali. Gli episodi di omofobia più o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì 8 settembre (domani, sì) a Milano, partendo da piazza Oberdan alle 21 per arrivare in piazza San Babila, ci sarà una fiaccolata per protestare contro l&#8217;omofobia. Nelle ultime settimane c&#8217;è stata una <a href="http://news.google.it/news/search?ned=it&#038;hl=it&#038;q=episodi+gay">serie di episodi</a> che ha visto come vittime donne, turisti, giovanissimi, tutti colpevoli di essere omosessuali. Gli episodi di omofobia più o meno violenta, per la verità, sono abbastanza all&#8217;ordine del giorno in Italia, ma in molti pensano che si sia oramai raggiunto il limite, che una società non possa accettare che nel 2009 due ragazzi vengano massacrati e ridotti in fin di vita perché si stanno baciando, e che milioni di persone subiscano una strategia dell&#8217;intimidazione che le forzi a starsene in casa, senza dare fastidio al resto della società eterossesuale.</p>
<p>Tant&#8217;è, in molti si sono scocciati, e da un&#8217;<a href="http://fiaccolataglbt.wordpress.com/">iniziativa lanciata a Roma</a> sono nate una serie di fiaccolate in tante città d&#8217;Italia, tutte caratterizzate dal fatto di <em>nascere dal basso</em>, cioè di essere organizzate da persone qualsiasi, che si appoggiano agli strumenti di comunicazione e diffusione della Rete. Niente associazioni, gruppi, partiti o quant&#8217;altro: persone che pensano che si sia superato il limite e hanno voglia semplicemente di dire basta.</p>
<p>Domani sera sarà la volta di Milano. C&#8217;è una <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=266853445716&#038;ref=nf">pagina su Facebook</a> dove è raccontata un po&#8217; tutta la questione e poi c&#8217;è un <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=254666075461">evento di Facebook</a> dove dire &#8220;ci sarò&#8221;. Al momento ci sono circa 600 persone confermate.</p>
<p>Lo ridico: una fiaccolata alla quale è stato chiesto di partecipare solo con candele e bandiere arcobaleno &#8211; simbolo del movimento omosessuale &#8211; dove non ci saranno simboli di partiti, gruppi o associazioni. Una fiaccolata, quindi, dove nessuno si potrà sentire a disagio e dove non importerà davvero destra, sinistra, uomini, donne, etero, trans, avvocati o chissà.</p>
<p>Perché sia importante esserci è ovvio. Lo è per tutti quelli che in modo grave o lieve, sono stati e sono vittime dell&#8217;omofobia, quella che esclude o quella che picchia. Quella che ti fa sentire a disagio o che ti manda in ospedale. Insomma, appunto, è chiaro: importante, fondamentale esserci proprio a Milano perché, lo sappiamo, qui siamo sempre un po&#8217; di corsa, e il lavoro e la palestra, e poi tutti hanno diritto a un aperitivo anche per distrarsi da tutte le sfighe della vita e del mondo, lo dico senza sarcasmo. Milano di solito in queste circostanze non c&#8217;è, ha qualcosa di più importante da fare, non ha voglia. Domani secondo me è fondamentale che ci sia, perché il messaggio che può arrivare da qui è di quelli che lasciano il segno.</p>
<p>Perché domani gli omosessuali milanesi dovrebbero esserci tutti, è chiaro. Io però penso che questa sia una buona occasione, LA buona occasione anche per gli eterosessuali. E in particolare i genitori, quelli che lo sono, lo sono appena diventati, pianificano di esserlo tra poco.<br />
Perché io penso che tutti gli sforzi che le mamme e i papà fanno e faranno per crescere figli belli e forti e intelligenti e liberi e istruiti, tutto l&#8217;amore che mettono e metteranno nell&#8217;accompagnare quel figlio verso il mondo, tutto ciò può essere vanificato da uno <a href="http://roma.repubblica.it/dettaglio/Svastichella:-Poliziotti-vi-stavo-aspettando/1703925?ref=rephp">svastichella</a> qualsiasi, che va in giro a spaccare bottiglie in testa ai ragazzi che si baciano.</p>
<p>Perché, cari genitori, la vostro bambina o il vostro bambino magari sono omosessuali, e voi avete il dovere di preparare per loro il miglior mondo possibile.</p>
<p>Ecco, non ci potete lasciare &#8211; ancora una volta &#8211; da soli a lottare perché anche i vostri figli possano vivere domani in un mondo se non migliore almeno decente. Non ci bastano più la vostra solidarietà o la vostra simpatia. Non basta che abbiate amici gay o colleghe lesbiche o che non facciate battute su quella saponetta che cade nella doccia; cercate di pensare a quella vostra amica o a quel vostro collega che viene preso a sprangate solo perché omosessuale e pensate come vi sentireste se dovesse capitare a voi o a vostro figlio.</p>
<p>Questa volta secondo me non ci sono scuse: è una fiaccolata, non un Pride, non ci sono quelle che molti definiscono &#8220;carnevalate&#8221;, non c&#8217;è di mezzo la politica, non c&#8217;è musica, non ci sono discorsi, è di sera in pieno centro, a un orario comodo anche per chi esce tardi dall&#8217;ufficio o per un dopo aperitivo. Ci sono mille ragione per esserci, nessuna possibile scusa per starsene a casa.</p>
<p>In questi giorni ho pensato con terrore a quattro gatti che cercano di accendere qualche lumicino e ho sognato al contrario un pezzo di corso Venezia tutto illuminato solo dalle candele per questo, per il sogno, ti <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=254666075461">aspetto</a>.</p>
<p>Milano, martedì 8 settembre 2009, ore 21:00, fiaccolata da piazza Oberdan a piazza San Babila.</p>
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		<title>Saggezza popolare, si chiamava così?</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 05:54:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nota località balneare, meta milanese radical chic. Rinomata bottega del centro, interno giorno. Il titolare di un&#8217;attività locale, palesemente gay, lascia il negozio pieno di pacchetti e pacchettini. &#8220;Lui, tra i due, è la donna&#8221;, dice la bottegaia a s. Risatine dei presenti &#8220;Ah, ma io non sono come gli altri qui, chiusi e intolleranti&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nota località balneare, meta milanese radical chic. Rinomata bottega del centro, interno giorno. Il titolare di un&#8217;attività locale, palesemente gay, lascia il negozio pieno di pacchetti e pacchettini.</p>
<p>&#8220;Lui, tra i due, è la donna&#8221;, dice la bottegaia a s.<br />
Risatine dei presenti<br />
&#8220;Ah, ma io non sono come gli altri qui, chiusi e intolleranti&#8221;, afferma la bottegaia<br />
&#8220;Se è una malattia bisogna accettarla, non è mica colpa loro&#8221;, incalza</p>
<p>Effettivamente.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>PD: giovani o vecchi, stessi difetti</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 13:16:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Osservo da qualche mese quel che accade in rete sull&#8217;asse (in ordine casuale): Sofri, Civati, Costa, Scalfarotto, Simoni; insomma: iMille e tutto il resto. Osservo con interesse un po&#8217; perché spesso condivido e un po&#8217; perché: ci sono alternative? Osservo da qualche mese, ma sempre con un po&#8217; di diffidenza, non so perché. Forse solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Osservo da qualche mese quel che accade in rete sull&#8217;asse (in ordine casuale): <a href="http://www.wittgenstein.it/">Sofri</a>, <a href="http://civati.splinder.com/">Civati</a>, <a href="http://www.francescocosta.net/">Costa</a>, <a href="http://www.ivanscalfarotto.it/">Scalfarotto</a>, <a href="http://marcosimoni.wordpress.com/">Simoni</a>; insomma: <a href="http://www.imille.org/">iMille</a> e tutto il resto. Osservo con interesse un po&#8217; perché spesso condivido e un po&#8217; perché: ci sono alternative?</p>
<p>Osservo da qualche mese, ma sempre con un po&#8217; di diffidenza, non so perché. Forse solo perché sono davvero <a href="http://www.mazzei.milano.it/2008/05/27/stundaio-a-chi/">stundaio</a> o forse perché qualcosa non mi ha mai convinto fino in fondo.</p>
<p>Credo di aver capito finalmente che cos&#8217;è questo qualcosa.</p>
<p>E&#8217; che se stai facendo quell&#8217;operazione lì, cioè se vuoi essere quella cosa nuova dentro alla sinistra italiana, se vuoi costruire quel genere di Partito democratico, se in cima ai tuoi valori ci sono i diritti delle persone: <strong>cazzo non puoi organizzare il magnifico evento del Lingotto proprio il giorno del Pride!</strong></p>
<p>Se lo vuoi organizzare, lo devi organizzare a Genova, non ci sono alternative, nessun se e nessun ma. Anche se non ci credi fino in fondo, se l&#8217;organizzazione è stata così così, se Arcigay e Arci, se questo e quello: non importa. Non c&#8217;era altro posto dove stare per quella cosa nuova che vuoi costruire se non Genova.</p>
<p>Se vuoi diventare quella cosa nuova, devi stare in mezzo alla gente. Alla tua gente. Se quel tema è davvero in cima ai tuoi pensieri, ma come ti viene in mente di spipponarti sulla bellezza delle tue idee e non essere invece in corteo, insieme a noi.</p>
<p>Insomma, qui si parla di un tradimento (<q>Due anni dopo una delle più grandi promesse tradite della politica italiana degli ultimi tempi: il discorso del Lingotto</q>) consumando un altro tradimento.</p>
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		<title>Genova per noi: il Pride 2009 e la nostra maturità</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 22:16:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il titolo non sarà originale, ma non ce ne possono essere di più adatti. Genova per noi, per questo Pride 2009 è stata più bella che mai. E simpatica come non mai. E noi siamo forse riusciti a farle dimenticare il G8. Forse. Considerazioni sparse: come l&#8217;anno scorso, come molte altre volte, e l&#8217;ho già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il titolo non sarà originale, ma non ce ne possono essere di più adatti. Genova per noi, per questo Pride 2009 è stata più bella che mai. E simpatica come non mai. E noi siamo forse riusciti a farle dimenticare il G8. Forse.</p>
<p>Considerazioni sparse:</p>
<ul>
<li>come l&#8217;anno scorso, come molte altre volte, e <a href="http://www.mazzei.milano.it/2008/06/28/i-pride-giorni-che-e-come-essere-a-casa/">l&#8217;ho già detto</a>: il Pride è come essere a casa; anche questa volta giravo per la gente con una faccia un po&#8217; inebetita e pensavo che avrei potuto baciare tutti, che tutti erano belli</li>
<li>la politica, nel senso dei partiti, è oramai fuori dal Pride e forse dal movimento; tra quei carri, tra quei tanti &#8220;noi&#8221; che c&#8217;erano a Genova, ecco ci potevano essere leghisti e comunisti, credo si sarebbero abbracciati e io li avrei baciati entrambi</li>
<li>l&#8217;assenza dei partiti è una grande cosa per noi, è l&#8217;ennesima grande sconfitta del Partito Democratico</li>
<li>anche le <em>drag queen</em> (che io amo, ma che sono sempre state la manna dei fotografi e il pretesto per parlare di carnevalate) erano assenti</li>
<li>insomma, il clima era: sereno, maturo, consapevole, deciso, allegro</li>
<li>perfino le lesbiche erano allegre e amichevoli</li>
<li>solo Repubblica.it sembra non essersene accorta, la <a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/pride-genova/1.html">gallery che ha pubblicato</a> racconta di cose marginali</li>
<li>e che dire dei genovesi? il loro famoso brutto carattere è rimasto altrove: amichevoli, ospitali, coinvolti, curiosi, affettuosi: la migliore accoglienza di una città che io possa ricordare</li>
<li>un percorso che ci ha fatto sembrare tanti e uniti, poi non so se eravamo davvero così tanti, ma mai ho avuto la sensazione che fossimo così tanto uniti</li>
</ul>
<p>Chissà, forse è davvero la volta buona. Io credo che siamo pronti, che abbiamo capito, che da questa Genova può nascere qualcosa di buono. Chissà che <a href="http://it.blogbabel.com/search/entries/pride/">impressioni </a>hanno avuto gli <a href="http://www.liquida.it/search/pride/">altri</a>.</p>
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		<title>Liberi tutti, libere tutte: a Roma il 13 giugno</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 10:50:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ma la bellezza di questo logo del Pride di Roma? Bello, bello, bello.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romapride.it/"><img src="http://www.mazzei.milano.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/03/romapride.jpg" alt="Roma Pride 2009" title="Roma Pride 2009" width="304" height="360" class="alignnone size-full wp-image-2683" /></a></p>
<p>Ma la bellezza di questo logo del <a href="http://www.romapride.it/">Pride di Roma</a>? Bello, bello, bello.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un poveretto, per questo lo stiamo aiutando?</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 15:51:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Io a quello che sta per cantare quella canzone a quel festival non voglio fare ulteriore pubblicità, quindi me ne guardo bene dal citarlo in alcun modo. Dico solo che una persona che rilascia dichiarazioni come questa A un bambino che vede due uomini che si baciano non puoi dire che si tratta solo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io a quello che sta per cantare quella canzone a quel festival non voglio fare ulteriore pubblicità, quindi me ne guardo bene dal citarlo in alcun modo. Dico solo che una persona che rilascia <a href="http://www.youtube.com/watch?v=YWiy22azhyQ">dichiarazioni come questa</a></p>
<blockquote><p>A un bambino che vede due uomini che si baciano non puoi dire che si tratta solo di due uomini che si vogliono bene, perché due che si vogliono bene non si baciano sulla bocca</p></blockquote>
<p>dovrebbe essere ignorata. Invece noi gli abbiamo organizzato una campagna pubblicitaria da leccarsi i baffi. </p>
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		<title>Johanna Sigurdardottir: donna, lesbica, primo ministro</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 10:10:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci mancava solo fosse nera, poi potevamo ubriacarci tutti per un paio di mesi. Ma ci accontentiamo. Io ho sempre pensato che quello fosse un paradiso, un posto pieno di magia, davvero. Ma adesso che l&#8217;Islanda ha eletto come capo del governo di transizione una donna dichiaratamente lesbica, che convive con una giornalista, madre di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mazzei.milano.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/2009020103226307297.jpg" alt="Johanna Sigurdardottir" title="Johanna Sigurdardottir" width="398" height="599" class="alignnone size-full wp-image-2506" /></p>
<p>Ci mancava solo fosse nera, poi potevamo ubriacarci tutti per un paio di mesi. Ma ci accontentiamo. Io ho sempre pensato che quello fosse un paradiso, un posto pieno di magia, davvero. Ma adesso che l&#8217;Islanda ha <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/europe/article5610520.ece">eletto come capo del governo</a> di transizione una donna dichiaratamente lesbica, che convive con una giornalista, madre di due figli da una precedente relazione, ecco adesso penso che se è tutto vero, allora deve essere vero anche che esistono gnomi, elfi, troll e tutte le loro fatine. Anzi, forse Johanna è una fatina.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Milk, un film commovente. Ma per altre ragioni</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 16:48:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alla fine della proiezione di Milk ci sono le tipiche scene di commozione che caratterizzano questi film, e se poi è una storia gay peggio ancora. Certo che è lecito piangere: la storia di Harvey Milk è davvero drammatica e tutti noi abbiamo nei suoi confronti (come nei confronti di molte altre persone) un debito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine della proiezione di <a href="http://filminfocus.com/focusfeatures/film/milk/">Milk</a> ci sono le tipiche scene di commozione che caratterizzano questi film, e se poi è una storia gay peggio ancora. Certo che è lecito piangere: la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Harvey_Milk">storia di Harvey Milk</a> è davvero drammatica e tutti noi abbiamo nei suoi confronti (come nei confronti di molte altre persone) un debito di gratitudine: non parliamo del medioevo, appena 30 anni fa c&#8217;erano posizioni negli Stati Uniti che in confronto anche gli amici della Lega sono dei sinceri democratici. Ma forse bisognerebbe piangere per un&#8217;altra ragione, cioè per il fatto che dopo di lui non c&#8217;è stato più nessuno, o quasi. E, soprattutto, bisognerebbe piangere per il fatto che noi qui in Italia avremmo un disperato bisogno di una figura del genere, qualcuno capace di aggregare (oh no, non come il Pd), qualcuno che sappia parlare di speranza, ma anche muoversi nei corridoi della politica.<br />
Io mi sono un po&#8217; commosso per quello, soprattutto. Avrei avuto voglia di piangere nel confrontare Milk con uno qualsiasi dei nostri autonominati rappresentanti.<br />
Sul film, che dire? Sean Penn è superlativo, James Franco di una bonaggine sorprendente, San Francisco &#8211; un po&#8217; sullo sfondo &#8211; la città dei sogni. Su Castro non so che cosa dire: ho sempre sentimenti ambivalenti nei confronti dei quartieri gay delle città: nel film l&#8217;ho guardato con emozione, quasi con tenerezza, forse perché lo si vede quando sta nascendo o crescendo. Se penso al Castro di oggi mi vengono in mente altre cose: un po&#8217; di antipatia, turismo, ricchezza. E però: avercene. Non c&#8217;è bisogno di ricordare che a Milano il tentativo di quartiere gay è stato in via Sammartini e che a Roma la zona dietro il Colosseo è continuamente oggetto di attacchi (di vandali, picchiatori, poliziotti, bigotti eccetera).<br />
Una cosa, però, mi ha colpito: l&#8217;assenza delle donne, l&#8217;assenza di transessuali. C&#8217;è una donna con un ruolo importante, ma in generale la presenza femminile è sullo sfondo e anche sullo sfondo sembra davvero molto leggera. Sarà davvero stato così? </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Donare il sangue a Milano: la posta elettronica potrebbe salvare la vita</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 18:33:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Passati 6 mesi dall&#8217;ultima colonscopia avevo deciso di riprendere a donare il sangue. La mia carriera di donatore si era interrotta un po&#8217; di tempo fa appunto per esami invasivi, interventi chirurgici e altre amenità; c&#8217;era poi anche un po&#8217; di incertezza su dove andare a donare. Prima di tutto perché c&#8217;è l&#8217;antipatica questione dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Passati 6 mesi dall&#8217;ultima colonscopia avevo deciso di riprendere a donare il sangue. La mia carriera di donatore si era interrotta un po&#8217; di tempo fa appunto per esami invasivi, interventi chirurgici e altre amenità; c&#8217;era poi anche un po&#8217; di incertezza su dove andare a donare. Prima di tutto perché c&#8217;è l&#8217;antipatica questione dei questionari sulle tue abitudini sessuali (qualche tempo fa si è discusso a lungo sul <a href="http://www.02blog.it/post/1857/il-policlinico-non-vuole-sangue-gay">sangue gay</a>) e poi perché: al Policlinico no per le discriminazioni, al San Raffaele no per i preti, dove lo porto il mio plasma? La risposta era in realtà più facile del previsto: all&#8217;<a href="http://www.istitutotumori.mi.it/">Istituto dei tumori</a>.<br />
Quindi quando l&#8217;altro giorno ho letto <q><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2009/gennaio/28/Istituto_dei_tumori_manca_sangue_co_7_090128008.shtml">Istituto dei tumori, manca sangue / Appello del direttore ai dipendenti</a></q> ho deciso di rompere gli ultimi indugi e ho scritto all&#8217;<a href="http://www.adsint.mi.it/">Associazione donatori dell&#8217;Istituto</a> per avere informazioni, risposta:</p>
<blockquote><p>This is an automatically generated Delivery Status Notification<br />
Delivery to the following recipient failed permanently:<br />
    info@adsint.it<br />
Technical details of permanent failure:<br />
DNS Error: Domain name not found</p></blockquote>
<p>Oggi mi accorgo che l&#8217;indirizzo del sito è cambiato e in quello nuovo c&#8217;è una scritta di lavori in corso. In compenso nella home dell&#8217;Istituto c&#8217;è ancora l&#8217;appello:</p>
<p><img src="http://www.mazzei.milano.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/01/screenhunter_07-jan-30-1924.jpg" alt="Dall&#039;home page dell&#039;Istituto tumori di Milano" title="Dall&#039;home page dell&#039;Istituto tumori di Milano" width="718" height="167" class="alignnone size-full wp-image-2485" /></p>
<p>senza un link e niente di cliccabile; ma nemmeno un numero di telefono, un fax, uno straccio di informazione utile.</p>
<p>Alla fine ho trovato il numero e ho telefonato: per la prima visita si può andare dal lunedì al sabato dalle 7:30 alle 10, a digiuno, senza appuntamento. Però: dovrebbe essere più facile.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Papa e Arcigay sono compagni di rumore</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 14:47:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri sera guardavo di sfuggita il Tg2 e mi sono imbattuto nella quotidiana invettiva del Papa contro qualcosa: era la volta dei trans. A rotazione poi capitano i matrimoni gay, l&#8217;aborto, la ricerca sulle staminali, gli embrioni, i preservativi, eccetera. Insisto: la colpa non è del Papa, ma di chi gli offre tutte questo spazio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera guardavo di sfuggita il Tg2 e mi sono imbattuto nella quotidiana invettiva del Papa contro <i>qualcosa</i>: era la volta dei trans. A rotazione poi capitano i matrimoni gay, l&#8217;aborto, la ricerca sulle staminali, gli embrioni, i preservativi, eccetera. Insisto: la colpa non è del Papa, ma di chi gli offre tutte questo spazio, è colpa dei giornali e delle televisioni.<br />
Analogo spazio stanno oramai dando a qualsiasi comunicato di Arcigay, esasperante quasi quanto le uscite del Papa. Oggi i nostri amici se la prendono con Povia, per il testo di una canzone che ancora non si conosce.</p>
<p>Il futuro dell&#8217;informazione è sempre più nella scelta: scegliere tra il rumore di fondo di tutti quelli che parlano più o meno a vanvera e il segnale di quelle poche cose davvero importanti che succedono nel mondo ogni giorno.</p>
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		<title>Siamo così, dolcemente complicati</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 14:31:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si parla di gay, omosessuali, insomma di noi finocchi. Luca Sofri pensa che siamo normali, come tutti gli altri, semplicemente abbiamo gusti sessuali diversi dagli etero. Matteo Bordone, invece, pensa che siamo proprio diversi: abbiamo una nostra cultura, i nostri modelli di riferimenti, alcuni tratti forse anche somatici che ci legano. Io penso abbiano ragione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si parla di gay, omosessuali, insomma di noi finocchi. Luca Sofri <a href="http://www.wittgenstein.it/2008/12/17/che-simpatici/">pensa che siamo normali</a>, come tutti gli altri, semplicemente abbiamo gusti sessuali diversi dagli etero. Matteo Bordone, invece, <a href="http://www.freddynietzsche.com/2008/12/19/normale-troppo-normale-ma-ricchione-oltremodo/">pensa che siamo proprio diversi</a>: abbiamo una nostra cultura, i nostri modelli di riferimenti, alcuni tratti forse anche somatici che ci legano.<br />
Io penso abbiano ragione entrambi. Capisco perfettamente il ragionamento e le ragioni di Luca: sono le stesse che ho letto negli occhi del mio amico C. quando &#8211; qualche anno fa &#8211; di fronte al mio <i>coming out</i> mi disse che era davvero addolorato che io dovessi fare una cosa del genere. Lui sognava un mondo nel quale non ci fosse bisogno di dichiarare il proprio orientamento sessuale. Anche io lo sogno. Però mentre lo sogno so perfettamente che per noi quel passaggio è invece ancora fondamentale. Giusto o sbagliato non lo so, ma indispensabile per la nostra crescita di persone. Sono bugiardi quelli che dicono che la visibilità non è un tema.</p>
<p>Io mi sento molto uguale agli eterosessuali, ma non posso negare (e anzi, lo rivendico) un legame speciale con i gay e con le lesbiche. Anche con persone che non conosco, che magari sono lontanissime da me su tutto, che magari mi sono antipatiche: c&#8217;è qualcosa che ci unisce e io la percepisco sempre. E non è una cosa che vale solo per me, siamo in tanti a sentire questo legame.<br />
Io tendo a credere che sia il legame della sofferenza; senza stare a fare tragedie: la vita di tutti noi, anche i più fortunati di noi, è attraversata e segnata da discriminazioni, incomprensioni, battute da ignorare, situazioni da nascondere. Io mi considero super fortunato, ci mancherebbe, ma conosco bene tutte le mie piccole ferite e le mie grandi paure. Ecco, invecchiando mi capita di pensarci spesso: ma se dovesse capitare qualcosa a me o al mio compagno, come potremmo affrontare un medico omofobo in ospedale? Anche questa paura è un filo che ci unisce, che ci rende diversi dagli altri.</p>
<p>Con il tempo, aumentando i diritti, diminuendo le discriminazioni, penso diventeremo più simili agli etero e questo nostro filo forse diventerà qualche altra cosa. I giovanissimi omosessuali già oggi mi sembrano appartenere a gruppi molto più omologati agli etero e muoversi in un mondo molto più integrato.</p>
<p>(ne parlano anche su <a href="http://www.tomblog.it/?p=1129#comments">Tom</a>)</p>
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		<title>Libreria Babele di Roma, un&#8217;altra chiusura dolorosa</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 07:38:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo Milano, sta per cadere anche Roma. C&#8217;è qualcosa di paradossale nelle parole dei proprietari, quando dicono che oramai è normale trovare libri e giornali gay nelle librerie &#8220;tradizionali&#8221;, ed è abbastanza vero, perché ci sono tante cose del genere che stanno diventando normali, senza che però ci abbiano portato uno straccio di diritti. Vorrei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo <a href="http://www.mazzei.milano.it/2008/11/11/chiude-la-libreria-babele-di-milano/">Milano</a>, sta per cadere anche <a href="http://www.google.dk/search?q=libreria+babele+roma&#038;ie=utf-8&#038;oe=utf-8&#038;aq=t&#038;rls=org.mozilla:en-US:official&#038;client=firefox-a">Roma</a>. C&#8217;è qualcosa di paradossale nelle parole dei proprietari, quando dicono che oramai è normale trovare libri e giornali gay nelle librerie &#8220;tradizionali&#8221;, ed è abbastanza vero, perché ci sono tante cose del genere che stanno diventando normali, senza che però ci abbiano portato uno straccio di diritti.<br />
Vorrei dire di più: sta diventando normale per gli eterosessuali potersi confrontare con tematiche glbt, ma continua a non essere normale per noi poter vivere come gli eterosessuali. Lo dico e lo penso con molta amarezza. E scriverlo mentre sono a Copenhagen dove c&#8217;è da sbellicarsi dal ridere pensando a questi muri, a queste divisioni, a questi mondi separati, scriverlo da città dove i quartieri gay non esistono semplicemente perché i gay e le lesbiche stanno dove dovrebbero stare nelle città di tutto il mondo: insieme agli altri, alla luce del sole ecco (ok, qui il sole non abbonda, ma ci siamo capiti), da qui l&#8217;Italia è ancora più triste.</p>
<p>Ecco il comunicato dei ragazzi della Babele di Roma:</p>
<blockquote><p>Carissimi amici e amiche,<br />
dopo tanti, tantissimi anni, per la precisione 15, che la Libreria Babele è aperta, e lo è stata ininterrottamente: estate ed inverno, durante le feste e spesso anche la domenica; ci troviamo nella triste condizione di comunicarvi l&#8217;imminente chiusura.<br />
Eh già, a quanto pare il momento di crisi si fa sentire, soprattutto dalle piccole attività che non ce la fanno a reggere il confronto.<br />
La perdita dell&#8217;esclusiva nella specializzazione (ormai trovare un reparto di libri e audiovisivi glbtq è facile e &#8220;normale&#8221; un po&#8217; dappertutto), internet la fa da padrone (film, musica e immagini ormai si scaricano come lo sciacquone!), si legge poco e i libri costano cari (ma la grande distribuzione può permettersi sconti incredibili), i soldi per la cultura non ci sono (ma guai a non avere l&#8217;ultimo modello di telefonino o di un capo alla moda!), l&#8217;interesse diminuisce (negli under 30 anzi manca proprio), tutto questo ed altro ancora ci costringe oggi a dare questo annuncio.<br />
Ci costringe anche a dare l&#8217;avvertimento a chi ci sta intorno che si rischia di perdere la memoria, di perdere l&#8217;identità e la cultura, di perdere le basi su cui costruirsi e costruire il futuro, ma forse a molti non interessa più, loro credono che tutto sia risolto, che l&#8217;Italia li rispetta e accoglie amorevolmente.<br />
Francesco Ingargiola ebbe una intuizione: conquistare la capitale papalina, sonnolenta e chiusa, attraverso la cultura glbtq, con la visibilità, la possibilità di incontro e ha vinto. Claudio Catalano con amore, non solo per Francesco, ma per i libri, per i clienti, per il mondo gay, ha felicemente continuato, resistito, faticato insieme a Lorenzo negli ultimi anni &#8230; quanta fatica &#8230; e hanno vinto!<br />
Di clienti ormai nemmeno l&#8217;ombra (saranno tutti sull&#8217;isola dei famosi? ), donne nessuna, uomini pochissimi.<br />
Ora non ce la facciamo più! Stanchi e anche un po&#8217; stufi.<br />
Stufi di sentirci fare delle domande, sempre uguali, sempre le stesse: &#8220;che bisogno c&#8217;è di una libreria gay?&#8221;.<br />
Datevi una risposta e se proprio non la trovate, allora è giusto che ci salutiamo così, da cari amici.<br />
I proprietari vogliono rientrare in possesso dei locali allo scadere del contratto, cioè ottobre 2009, noi cercheremo di resistere fino ad allora, ma è dura e comunque a noi non interessa più restare. La nostra strada l&#8217;abbiamo orgogliosamente percorsa e ora siamo arrivati ad una svolta. (qualcuno li chiama acciacchi)<br />
Grazie di cuore a tutti quelli che in tutti questi anni ci hanno sostenuto: venendo a comperare da noi, portandoci un caffè e tanti (troppi) dolci, o anche solo passandoci a salutare, e siete stati tanti! Grazie ancora.<br />
Per tutte le altre domande siamo a vostra disposizione in negozio tutti i giorni dalle 10 alle 20 e il telefono è sempre lo stesso 06.6876628</p>
<p>Claudio Catalano, Lorenzo Miconi, Maurizio Gregorini</p></blockquote>
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		<title>Love for all</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 15:33:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una donna prete che sposa due preti gay: goduria!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una donna prete che sposa due preti gay: goduria!</p>
<p><object width="480" height="295"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/OLpfHNuhZbk&#038;hl=en&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/OLpfHNuhZbk&#038;hl=en&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="295"></embed></object></p>
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		<title>Dollari rosa o qualcosa del genere</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 07:47:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho tra le mani una copia di Out, che mi ha portato C: devo dire che sono colpito. Era un po&#8217; che non sfogliavo testate gay internazionali, ed ero rimasto a quelle 2/3 pagine di pubblicità presentabili nel primo quarto del giornale e poi più nulla se non saune, video ed escort. Tutte cose utili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho tra le mani una copia di <a href="http://www.out.com/">Out</a>, che mi ha portato <a href="http://www.fermentigattici.net/">C</a>: devo dire che sono colpito. Era un po&#8217; che non sfogliavo testate gay internazionali, ed ero rimasto a quelle 2/3 pagine di pubblicità presentabili nel primo quarto del giornale e poi più nulla se non saune, video ed escort. Tutte cose utili e interessanti, ma &#8211; mi rendo conto &#8211; poco presentabili in un magazine che magari si vuole posizionare nella fascia alta del mercato, che ne so sulla moda o lo stile o perfino la cultura.<br />
E invece sfogliando questo numero di Out ecco che cosa trovo:</p>
<p>Saab | Gucci | Prada | Gucci | Burberry | Levi&#8217;s | Omega | Calvin Klein | Cadillac | Seiko | Zurich | Basil Hayden&#8217;s | Macy&#8217;s | Gillette | Kodak | Bud | Nivea | Zirhikon | Expedia | Hugo Boss | Borders | Wells Fargo | Bud | Avis | Vuitton</p>
<p>In altre parole: una presenza pubblicitaria che di questi tempi, per qualità e quantità, farebbe comodo a tanti giornali, anche non gay. Bravi quelli di Out, adesso sono curioso di vedere se è stato un caso fortunato o è la regola, cosa che farebbe ben sperare anche per l&#8217;Italia, o comunque per mercati più vicini al nostro.</p>
]]></content:encoded>
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