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Baresi, riscontra delle analogie tra Josè Mourinho e Giovanni Trapattoni realativamente alla capacità di trasmette entusiasmo ed energia alla squadra?
"Un'analogia può essere ravvisata nel fatto che entrambi gli allenatori hanno come obiettivo la vittoria e la inseguono attraverso la costruzione di un progetto. Inoltre, entrambi, sono stati bravi e sono bravi a coinvolgere in questo progetto tutto il proprio staff, la squadra e la società e a raggiungere questo obiettivo comune insieme. Questa è un'analogia, sicuramente".
Quella di domani contro il Parma potrà essere decisiva per distaccare le dirette inseguitrici dell'Inter?
"Una vittoria significherebbe tre punti in più e quindi un vantaggio che aumenta, ma mancano altre 15 gare. La Roma insegue e crede allo scudetto, il Milan fa lo stesso, per questo credo che il cammino del campionato sia ancora molto lungo".
Febbraio è un mese ricco di impegni, sarà decisivo? Ritiene che l'Inter stia attrvaersando il suo miglior momento possibile? E' la migliore Inter di sempre?
"La migliore Inter per le prestazioni, per le vittorie, anche se le vittorie non sono tutte ed esclusivamente recenti e anche le prestazioni positive aiutano a recuperare meglio, a essere pronti per la gara successiva. Vincere aiuta a vincere e febbraio sarà importante come marzo. Le gare che ci aspettano della sfida di Champions League sono tre partite che potranno dire a noi stessi qualcosa di importante in campionato e, per questa ragione, è su questo che noi siamo concentrati. Poi, dopo queste tre partite, penseremo agli altri traguardi e all'Europa, che resta un nostro obiettivo".
Ci può dare una sua valutazione sugli errori arbitrali? Considerando le dichiarazioni passate rilasciate da Josè Mourinho, non si rischia di arrivare a una situazione per la quale, una scelta sbagliata dell'arbitro non sia scandalosa quando è a favore dell'Inter e lo sia invece se è a sfavore?
"Ci si lamenta, ma sono tutti a farlo: si lamenta l'Inter, si lamenta il Napoli, si lamenta il Milan. Credo che poi, alla fine di un match, gli arbitri siano le prime vittime e ricevano lamentele da coloro che vincono o da coloro che escono sconfitti e anche da chi esce da una gara terminata in parità. Si va sempre a concentrarsi su quell'episodio che in qualche modo si ritiene abbia deciso o influito sulla partita. Posso solo dire che io, non vorrei essere nei panni dell'arbitro, in questo periodo, in questa annata, o da sempre, perché se guardiamo al passato sicuramente per loro la situazione era meno difficile rispetto a quella attuale arricchita dall'uso di tante telecamere e discorsi sulla moviola fatti tutti i giorni. A volte si vanno a trovare falli che, magari, neanche ci sono. Ogni tanto sarebbe necessariuo mettersi nei panni dell'arbitro".
In questa fase nella quale la squadra sta funzionando, seguite un certo criterio nella rotazione dei giocatori o la formazione che scenderà in campo domani sarà scelta sulla base delle caratteristiche dell'avversario?
"Il turn over è legato a vari fattori: qualche volta lo si applica perchè alcuni gocatori sono squalificati, altre volte perchè sono infortunati, altre volte ancora per questioni tattiche a seconda della squadra contro cui si gioca. Di partita in partita si valuta che cosa è meglio fare, perché può capitare di stabilire oggi che l'Inter contro il Napoli scenderà in campo con determinati interpreti, senza tener conto del fatto che uno dei prescelti può essere espulso, può farsi male, e così che i piani vengono facilmente scombinati. Quindi di gara in gara decidiamo chi far riposare, chi far giocare: non è possibile fare delle programmazioni a lungo termine".
L'impostazione usata per la gara con il Cagliari può essere la stessa che userete contro il Parma?
"Ho dato i nomi di quattro giocatori che domani partiranno titolari, gli altri sette e il modo nel quale saranno messi in campo, lascio scoprirlo a voi".
L'Inter pensa già alla sfida in programma il 2 febbraio contro il Chelsea?
"So che si tende a dirlo spesso, ma in questo momento abbiamo in testa la gara di domani. Di Champions parlano i giornali e capita che, ogni tanto, anche i giocatori avvertano il clima 'europeo', ma ora la nostra concentazione si concentra sulla singola partita che, giorno dopo giorno, ci troviamo ad affrontare. Il Chelsea arrivarà al 'Meazza' tra tre settimane e noi lavoriamo per arrivare pronti e nella migliore condizione a quell'appuntamento, ma ora la nostra concentrazione è sul primo traguardo possibile, che è appunto la gara di domani contro il Parma. E, ripeto, le vittorie aiutano ad arrivare nella miglior condizione psico-fisica ai traguardi successivi".
In queste settimane si è parlato molto di un certo nervosismo che caratterizza la panchina dell'Inter. La figura di Giuseppe Baresi è sempre stata quella di trattenere l'allenatore per evitare guai peggiori? C'è davvero così tanta tensione? "Non è tensione. E' la voglia di vincere, tutti noi vorremmo partecipare al gioco, entrare in campo, dare il nostro contributo. C'è chi lo dà urlando da fermo, c'è chi lo dà alzandosi a sbraitare, chi va vicino al mister a dargli un consiglio; c'è una grande voglia di vincere tutti insieme e ognuno cerca di dare il proprio contributo alla vittoria, tutto qui. Ciò non togli che possa capitare un episodio che fa innervosire più di altri e porta ad alzare un po' più la voce, però credo sia tutto legato alla voglia di partecipare alla gara e di dare tutti una mano".
Quanto è difficile in ogni partita decidere di lasciare fuori un attaccante?
"In questo momento credo sia difficile lasciare fuori qualunque giocatore dell'Inter. Se prediamo in esame i nostri difensori, hanno giocato tutti e tutti bene, quindi è difficilissimo preferirne uno ad un altro; se prediamo in esame i centrocampisti, tendenso ontro del prossimo rientro di Dejan Stankovic, saranno numerosi e tutti giocano molto bene. Non parlerei solo di attaccanti, parlerei della difficoltà di lasciar fuori giocatori importanti in qualsiasi reparto".
Quanto rompe Mourinho?
"In che senso quanto rompe?".
Come riesce Baresi a sopportarlo?
"In tanti vorrebbero sopportarlo al posto mio".
All'inizio della stagione Mourinho non sembrava spesso di buon umore.
"Doveva prendere la rincorsa, doveva iniziare bene la stagione per portarla avanti sempre meglio. Era molto concentrato sull'obiettivo, sulla partita, sulla gara, sulla preparazione alle vittorie, forse era quello. Poi, piano piano, tutti ci siamo preparati bene per il cammino. Come dicevo prima, ognuno fa il suo per portare a casa il risultato positivo".
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