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30.10.03

La testa e il cuore

Mi sono occupato di Internet per lavoro per circa 10 anni, quasi sempre e solo da un punto di vista teorico (a meno che per pratico non si intenda anche usare la posta elettronica, partecipare ai newsgroup e mettere in piedi un sito personale su Geocities); poi sono arrivati i blog o, almeno, ho scoperto i blog che stavano nascendo negli Stati Uniti e ne sono rimasto folgorato. Ho messo nei blog le mani, la testa e il cuore, e così mi sono reso conto davvero di che cosa fosse quella cosa - Internet - della quale avevo tanto parlato e scritto negli anni precedenti. Più o meno nello stesso periodo ho anche iniziato a lavorare su Internet e la prospettiva a mano a mano è cambiata.
Me ne rendo conto solo oggi con una certa chiarezza. Da un lato la passione per una Rete ideale, dove le parole d'ordine sono libertà, compatibilità, apertura, dall'altra le esigenze pratiche, economiche e contingenti, che portano a scelte - giuste, da un certo punto di vista - che in qualche modo tradiscono la passione. Essere costretti a mettere in discussione cose che prima si davano per scontate (i link, per esempio), a ragionare sul fatto che un forum possa anche essere un recinto chiuso, sono tutte cose che in parte aiutano a isolare gli elementi davvero importanti rispetto a questo mezzo e in parte, così mi sento oggi, aprono voragini di dubbi e di delusione, portando forse a convincersi che quei due mondi sono incompatibili. Alla fine si torna sempre al punto di partenza: Internet è un mezzo per definizione multidirezionale, quando si tenta di applicarlo in ambienti abituati alla mono o alla bidirezionalità, molto semplicemente si rischia di essere inadeguati. A volte la si può vedere come una sfida, altre come un muro insormontabile.

L'ha scritto Marco alle 17:37 | Commenti: 0 | Trackback

29.10.03

Saranno anche bigotti, ma...

Una recentissima ricerca ha rilevato che il 60% delle agenzie di adozioni Usa accetta le richieste di coppie lesbiche e gay; permangono forti resistenze nelle strutture legate alle chiese.
[FoxNews]

L'ha scritto Marco alle 18:37 | Commenti: 0 | Trackback

28.10.03

Capezzoli bionici

I lettori di TV Sorrisi e Canzoni si sono indignati per lo spot della Vigorsol (quello con il ragazzo al quale crescono i capezzoli): volgare, offensivo eccetera. Boh, non capisco quale sia il problema e sto per passare ad altro, quando mi cade l'occhio sul titolo di una di quelle lettere "uno spot divertente". Penso: allora non sono tutti scandalizzati, meno male. E infatti:

Ma finiamola di essere scandalizzati da uno spot carino e originale, mentre ci sono cose nel mondo che fanno veramente schifo. è più bello leggere che due gay si sono sposati e vogliono dei figli forse?

L'ha scritto Marco alle 17:42 | Commenti: 3 | Trackback

27.10.03

Classificando

La settimana scorsa giocavamo con s. al "trova il metrosessuale": passando in rassegna i giovani e abbastanza-giovani maschi milanesi, bisogna indicare chi è davvero gay o chi è solamente un metrosessuale (eterosessuale che si lava, giusto per rendere un po' più ridicolo il nuovo modello basato su vecchi stereotipi). Il gioco nasceva dal desiderio di ridere un po' su questa nuova stupidaggine che serve per classificare le persone. Oggi però sono rimasto fulminato da una (vecchia) segnalazione di Prometeo, che cita un commento:

Adesso che gli etero vengono incoraggiati ad essere metrosessuali non devono più preoccuparsi di essere presi per gay, il che, di converso, significa che i gay hanno trovato un travestimento perfetto

Il che significa forse che l'unica strada per la visibilità è ancora - di più e a maggior ragione - l'esibizione davvero forzata.

L'ha scritto Marco alle 21:03 | Commenti: 2 | Trackback

Un segno sulla testa

Non lo dico nemmeno: sono con il giudice che ha imposto di togliere il crocefisso dall'aula di una scuola pubblica. Per me dovrebbe sparire da tutti gli edifici pubblici di uno stato laico, dalle scuole, dai tribunali e dagli ospedali. Quel segno, che io rispetto perché rispetto le donne e gli uomini che lo riconoscono come proprio, incombe sulla testa delle persone in luoghi dove la fede non c'entra nulla. Quel segno deve tornare nelle chiese, dove ci sta benissimo, o nei luoghi privati, dove ognuno decide che cosa vuole avere sempre incombente sui propri pensieri o sulle proprie azioni. E a questo proposito, ho trovato oggi su Tom il segno che vorrei sul muro di casa mia nel 2004: si tratta del calendario di Jarl Espen Ygranes (se l'anteprima non basta, il resto è qui), campione di hockey - che è da sempre il mio sport preferito ;-)

L'ha scritto Marco alle 16:22 | Commenti: 12 | Trackback

Concreto

Non credo molto ai test, odio gli oroscopi, i profili psicologici mi lasciano sempre perplesso. Però tutte le volte che ne faccio uno (e perché mai se non ci credo?!) salta sempre fuori un aggettivo: concreto. Io non mi riconosco in quella parola, però mi sono abbastanza ritrovato in una frase dell'ultimo test che ho fatto (L'autunno che c'è in te, da gay.tv)
Esiste una tristezza sana, che ti aiuta a riflettere, che ti avvicina a te stesso e che ti permette di conoscerti. Ecco vedi… va benissimo dedicarsi alla conoscenza di tutto, alla scoperta del nuovo, alla dedizione al prossimo, ma sei già bravissimo a fare tutto ciò. Ora devi solo fermarti e provare a scendere dentro il tuo cuore, come una di quelle foglie che lì fuori seccano sul ramo, cadono a terra e senza che qualcuno stia lì a riporle in un sacco, piano piano si ricongiungono al magnifico ciclo vitale.

Il tuo profilo: Il tuo autunno concreto.
Hai già rastrellato tutto il fogliame mezzo marcio del giardino del tuo cuore. Attento, non gettarlo via, riponilo nei sacchi di plastica, lascialo fermentare ben bene e poi spargilo di nuovo sul terreno delle relazioni. Nutrire, seminare, rinvigorire, smuovere sempre, non lasciare mai nulla di fisso. Questo sai farlo benissimo. Ora però fermati un attimo. Cerca di non ignorare quello che ti accade intorno. Ascolta la natura, ritagliati qualche fetta di tempo da dedicare all’ozio. E nell’ozio, abbandonati insieme alle piogge, lasciati infangare un po’ dalla tristezza. Esiste una tristezza sana, che ti aiuta a riflettere, che ti avvicina a te stesso e che ti permette di conoscerti. Ecco vedi… va benissimo dedicarsi alla conoscenza di tutto, alla scoperta del nuovo, alla dedizione al prossimo, ma sei già bravissimo a fare tutto ciò. Ora devi solo fermarti e provare a scendere dentro il tuo cuore, come una di quelle foglie che lì fuori seccano sul ramo, cadono a terra e senza che qualcuno stia lì a riporle in un sacco, piano piano si ricongiungono al magnifico ciclo vitale. Il tuo autunno concreto ha bisogno di un po’ muffa, di qualche fungo, di certi odori che sembrano nefasti e che invece sono pieni di vita.

L'ha scritto Marco alle 15:38 | Commenti: 0 | Trackback

24.10.03

Come dargli torto?

Corteo a Milano per sciopero generale del 24/10 - Foto da Repubblica.it

L'ha scritto Marco alle 17:06 | Commenti: 0 | Trackback

Genova e dintorni

Elle ed Erre sono due iniziali, di due nomi, di due persone. Persone che ho incrociato in modo intenso in un periodo della mia vita e che oggi mi capita di incrociare solo molto marginalmente ogni tanto. Non è successo nulla tra noi, non ci sono state liti o incomprensioni (se ce ne sono state, non me le ricordo), semplicemente ci siamo persi. Il distacco è stata la conseguenza di uno dei miei - molti - periodi di orsite, quei giorni (o settimane o mesi) nei quali non ho voglia di vedere nessuno, non ho voglia di raccontare, di parlare, di fare quasi nulla. L'ultimo ricordo nitido che ho di L. e R. (in ordine rigorosamente alfabetico) è una serata a Genova, andata e ritorno da Milano solo per cena; forse non è un caso che sia stato in una città piena di fascino per me, la città di De André e di molte sue canzoni. Passano gli anni, le persone e le situazioni, ma c'è sempre qualcosa che in qualche modo mi lega a Genova e così è stato anche per L. e R.
Dopo Genova, il silenzio. Almeno, il mio silenzio. E dopo il periodo di isolamento, la voglia di cambiare, ma loro non c'entravano nulla. Ho iniziato a fare tante cose, a vedere altre persone, a impegnarmi in attività nuove, tutte da scoprire.
Mi capita spesso di pensare a loro, e sempre mi ritrovo con la voglia di scrivere un email: ciao, come stai?. Non la scrivo, per il momento. Però mi piace ricordare i primi tempi quando ci siamo conosciuti, il fatto che una sincera confusione su quali fossero i miei reali sentimenti abbia fatto nascere in me un misto di stima, attrazione e simpatia, e che ci fosse molta complicità spontanea nell'intreccio dei nostri rapporti. A loro non ho mai detto - o forse sì, non ricordo - che in quella fase ho visto in loro anche il modello del maschio-eterosessuale del quale ci si può (anzi, si deve) innamorare: perché L. e R. sono, per motivi diversi, affascinanti come pochi, almeno come poche persone che mi è capitato di conoscere.
Oggi che la confusione certamente non c'è più (ma comunque era svanita ben prima che iniziasse il distacco), mi fa piacere ricordare e, chissà, magari prima o poi scrivere un email; mi piacerebbe che L. e R. mi rispondessero semplicemente: bentornato.

L'ha scritto Marco alle 13:00 | Commenti: 0 | Trackback

23.10.03

Forza Atene

Foto Ansa: i lavori allo stadio Olimpico di AteneDomani ci sarà una conferenza stampa degli ispettori inviati ad Atene per verificare lo stato di avanzamento dei lavori in vista delle Olimpiadi del prossimo anno; quello nella foto è/sarà lo stadio Olimpico.
Qui a Milano oggi piove e fa freddo, come è giusto che sia in ottobre; così penso ai giorni di Atene, in primavera, penso a una città che tutti dicono essere brutta, alle persone così cordiali e vivaci, alle vie lontano dai quartieri turistici, sempre piene di ragazzi in strada, ai tanti locali piccoli e affollati, al caffè frappé nelle mani dei più. Faccio il tifo per Atene, che ce la faccia ad arrivare in forma alle Olimpiadi: è una citta che se lo merita e che ricordo con affetto. E poi in fondo sono brutte le città che non ti lasciano nulla, a me Atene ha lasciato tanti ricordi e oggi mi sembrano davvero tutti belli.

L'ha scritto Marco alle 19:22 | Commenti: 0 | Trackback

22.10.03

Speriamo

Zac e Zanna.

L'ha scritto Marco alle 19:05 | Commenti: 0 | Trackback

Autunno caldo

O anche ottobre rosso. In ogni caso il peggior periodo da tifoso dell'Inter che mi ricordi: due sconfitte, una nel derby, almeno tre umiliazioni, un cambio di allenatore, un caso di doping, il Milan e la Juve in testa al campionato.
M. l'anno scorso diceva: "peggio di così l'anno prossimo non potrà andare, a meno che non finiamo in serie B"; in effetti peggio sta già andando. Vale anche per me lo striscione visto nel derby e indirizzato a Severgnini: Beppe, scrivi che mi passa.

L'ha scritto Marco alle 16:53 | Commenti: 0 | Trackback

16.10.03

Festeggiare che cosa?

Venticinque anni di dolorose sofferenze per i gay
La posizione di Arcigay in occasione dei 25 anni di Pontificato di Papa Wojtyla

In questi giorni sta andando in scena uno spettacolo mediatico eccezionale: reti unificate per leggere messaggi augurali, palinsesti sconvolti con intere fasce orarie dedicate al giubileo del Papa. Commentatori e politici, sia cattolici e sia laici, fanno a gara per ricordare le qualità del lungo regno di papa Wojtyla.

Per i gay italiani non c’è nulla da festeggiare. In questi 25 anni le posizioni vaticane sulla dignità delle persone omosessuali sono peggiorate. Milioni di gay credenti sono posti davanti all’incredibile ricatto che, se vogliono rimanere tali, debbono vivere in castità. Le numerose e violente ingerenze sulle decisioni operate dagli stati sovrani rispetto a temi quali la sessualità, l’autodeterminazione delle donne, i diritti civili e individuali, ci ricordano quanto il Vaticano, sotto questo pontificato, abbia abbandonato tutte le prudenze, per riaffermare che solo la dottrina cattolica è vera portatrice di valori.

L’opposizione all’uso dei contraccettivi, anche quando questi potrebbero salvare milioni di vite in vaste aree del mondo, la pervicace condanna dell’omosessualità, la negazione della libertà di scelta per le donne, s’inserisce in un progetto complessivo che la gerarchia cattolica ha perseguito con tenacia, grazie alla volontà più volte espressa pubblicamente da Wojtyla di riaffermazione di una cultura conservatrice e reazionaria.
In particolare in Italia, vista l’evidente capacità della Curia di influenzare i gruppi dirigenti dei partiti di entrambi i poli, nessun diritto di cittadinanza è stato ancora riconosciuto alle persone omosessuali. In quest’accanimento è evidente la volontà di emarginare la più grande minoranza italiana.

All’interno della Chiesa cattolica, il popolo dei fedeli, ma anche numerosissimi consacrati, non la pensano come Raztinger e Wojtyla, ma il dissenso è ridotto al silenzio o, quando diviene troppo impetuoso, è estirpato.
Come gay italiani affermiamo con forza, che proprio perché la Chiesa cattolica nella sua storia si è resa responsabile d’innumerevoli sofferenze verso gli omosessuali, dovrebbe trovare il coraggio di chiedere scusa e di percorrere un cammino di purificazione per i peccati di cui si è macchiata.

Invece il pontificato di Giovanni Paolo II ha riaperto dolorose ferite, ha riaffermato contro ogni determinazione scientifica, la condanna verso i gay, ha cercato in tutti i modi di ricacciarci nel buio della clandestinità.

Aurelio Mancuso
Segretario Nazionale Arcigay
[Comunicato stampa Arcigay]

L'ha scritto Marco alle 18:05 | Commenti: 3 | Trackback

Percentuali

Quanto sei gay?
Come sarebbe a dire? Solo un misero 56%?!

L'ha scritto Marco alle 15:27 | Commenti: 1 | Trackback

15.10.03

Una lettera da Arcore?

Una lettera da Arcore?
Clicca per ingrandire

L'ha scritto Marco alle 18:47 | Commenti: 0 | Trackback

09.10.03

Quarant'anni fa

La diga del Vajont
www.vajont.net

L'ha scritto Marco alle 13:22 | Commenti: 2 | Trackback

08.10.03

Noi Tubbies siam così

Teletubbies

L'ha scritto Marco alle 12:49 | Commenti: 3 | Trackback

07.10.03

Parole in libertà

Da un comunicato stampa ricevuto oggi:

[...] leader europeo nelle soluzioni software per la gestione integrata della catena distributiva per il non food [...].

Porgo all'incontro i miei migliori saluti.

L'ha scritto Marco alle 14:48 | Commenti: 1 | Trackback

03.10.03

Stringimi forte che nessuna notte è infinita

E' una strofa di una canzone di Renato Zero (ogni tanto ricordo anch'io di essere stato un sorcino...): I migliori anni della nostra vita. Oggi è un giorno speciale di un anno speciale di un mondo che mi sembra speciale.

L'ha scritto Marco alle 10:39 | Commenti: 2 | Trackback