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28.06.04
Bella, ciao!
www.ombrettacolli.itUpdate: Ciao tesoro
L'ha scritto Marco alle 18:36 | Commenti: 1 | Trackback
L'uomo che non deve chiedere mai
È dunque un grande ritorno, ma non c'entra con il buon vecchio Denim, si tratta infatti dello slogan delle nuove collezioni D&G per la moda uomo della prossima estate. I commenti di oggi riportavano tutti più o meno la stessa frase (suppongo figlia di un qualche comunicato stampa):Questo nuovo playboy è ben interpretato in passerella da Dennis, aitante diciottenne di Cinisello Balsamo che fa la più applaudita uscita in jeans a torso nudo, ma con vero cucciolo di tigre in braccioOra, a parte alcune considerazioni sparse: 1) questo Dennis è un gran bel pezzo di figliuolo, 2) Cinisello Balsamo si prende una bella rivincita su Venice Beach, l'Australia, ecc.ecc, 3) da vero animalista dovrei forse inorridire (come dice j.) per l'uso strumentale di un cucciolo di tigre che dovrebbe stare altrove e non sulle passerelle di una sfilata; a parte queste considerazioni, dunque, ma non trovate che quell'immagine, quella di Dennis appunto, faccia pensare a tutto (ma proprio a tutto) tranne che a un "uomo che non deve chiedere mai"? Sarà forse per la presenza della tigre, ma appunto a me viene da pensare a un bel tigrotto più che a un playboy. Comunque, questo post serve solo come scusa per pubblicare la foto ;-)
L'ha scritto Marco alle 17:13 | Commenti: 7 | Trackback
Distacchi
Per la prima volta dopo molti, moltissimi anni non farò l'abbonamento all'Inter la prossima stagione. A parte il dato sfiga-matematico (ho fatto la prima tessera l'anno dopo l'ultimo scudetto...), la sensazione è un po' quella del finale di Febbre a 90°, con i dovuti aggiustamenti: non abbiamo vinto lo scudetto all'ultima giornata, s. non aspetta un bambino, e i ragazzi non sono mai stati tutta la mia vita. Tuttavia un po' di distacco adesso lo avverto; forse perché al 28 di giugno e a prelazione conclusa ancora non c'è ufficialmente un allenatore, forse perché l'idea di Vieri capitano è troppo pesante da sopportare, forse perché Sinisa che conta più di Javier è un'offesa all'intelligenza. Mi prendo una pausa dal tifo attivo, allora.L'ha scritto Marco alle 13:23 | Commenti: 0 | Trackback
25.06.04
Weekend di fine giugno
Dove mi piacerebbe passare il prossimo fine settimana? In primo luogo qui, poi qui, ma tutto sommato anche qui.L'ha scritto Marco alle 14:17 | Commenti: 3 | Trackback
21.06.04
Don't ask, don't say
Da quando questa regola è stata adottata, nel 1994, quasi 10 mila persone hanno dovuto lasciare le forze armateL'ha scritto Marco alle 15:05 | Commenti: 1 | Trackback
18.06.04
Gaywar, sexcaos
Più in generale, il programma è accusato di avere selezionato i concorrenti in modo da creare fra di loro dei conflitti. Non a caso il gruppo della quinta edizione comprende due gay, una bisessuale, un transessuale, una ex-Miss di un concorso di bellezza, un campione di culturismo e così via - tratto da Rissa al Grande Fratello inglese, interrotta la trasmissione, di Enrico Franceschini.L'ha scritto Marco alle 15:21 | Commenti: 0 | Trackback
15.06.04
Queso pazzo, pazzo giugno
1) È un voto dovuto in gran parte agli effetti distorcenti della cosiddetta "par condicio" a favore delle tante liste improvvisate (che hanno goduto, uniche in Italia, di uno spazio televisivo e radiofonico pari a quello dei grandi movimenti) - S.B., a proposito della sconfitta elettorale di Forza Italia2) Mi sembrava di avere i piedi nella sabbia bollente: assurdo, mai capitata una cosa del genere - F.T., a proposito del pareggio italiano con la Danimarca e delle nuove scarpe Nike
L'ha scritto Marco alle 11:29 | Commenti: 0 | Trackback
09.06.04
Le nostre mille divisioni
Siamo in pochi (tra il 5 e il 10 per cento della popolazione, si dice), in pochissimi facciamo anche solo una piccola cosa a sostegno dei nostri diritti, ancora meno partecipiamo attivamente alla vita politica della nostra comunità. Noi siamo i membri del mondo Glbtq* (gay - lesbico - bisessuale - trans* - queer - whatever). Alcuni di noi (in 10 mila si dice) erano sabato al Pride milanese. Sull'insopportabile classismo di alcuni di noi - che non sopportano quanti a loro avviso ostacolano personalissimi processi di omologazione al modello eterosessuale - ha già magistralmente scritto Aelred quindi non mi ripeterò: io ho colto un segnale importante della nostra ironia e della nostra libertà nel canto collettivo di "siamo donne | oltre le gambe c'è di più" che ha chiuso il corteo, il problema è che non tutti sappiamo essere così ironici e liberi. A parte questo, sul Pride vorrei dire un'altra cosa. Cioè che le donne non c'erano. Cioè c'erano molte donne, ma nessuna sigla del movimento lesbico. Non certo per una dimenticanza, ma per una scelta; dettata, immagino, dall'ennesima lite con gli uomini o - per dirla più chiaramente - con alcuni membri dell'Arcigay milanese, il Cig. Non entro nel merito, perché non ero presente quando i motivi del contendere sono nati, ma ricordo di altre discussioni, in passato, durante le quali mi era capitato spesso di pensare che le donne, le rappresentanti dei movimenti lesbici milanesi, loro avevano ragione. Perché in fondo in fondo, ogni tanto anche nella comunità gay viene fuori un po' di maschilismo. Nascosto a volte nel - secondo me legittimo - fastidio verso l'isolazionismo lesbico, ma comunque non giustificabile. Un maschilismo anche di numeri, che spesso si alimenta nell'osservare che le feste settimanali del Cig sono alla fine l'unico vero, reale, momento di aggregazione della comunità gay milanese. O, almeno, di quella che pesa, in termini numerici. Io ho frequentato spesso il Cig in passato e conosco bene molte persone: le stimo per il lavoro che fanno, e riconosco un impegno straordinario, un impegno che è simile a un lavoro a tempo pieno. Così da un lato devo riconoscere che è un peccato non si riesca a camminare un po' di più insieme, tutti insieme intendo dire; dall'altro non posso che ammettere che anche il Pride di sabato è stato importante, e guai se qualcuno non lo avesse organizzato.L'ha scritto Marco alle 19:30 | Commenti: 5 | Trackback
05.06.04
Sfilate
Sono stato al Pride. Qualche riflessione più avanti, comunque mi ha fatto piacere andare e penso sia sempre giusto esserci. Notevole l'arrivo davanti al Castello Sforzesco a tutto volume: "siamo donne | oltre le gambe c'è di più". Le foto non sono belle, comunque sono quiL'ha scritto Marco alle 21:30 | Commenti: 3 | Trackback