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30.06.05

Gracias

La Spagna approva definitivamente i matrimoni gay | Foto da elpais.es

L'ha scritto Marco alle 19:15 | Commenti: 3

25.06.05

Yahoo! 360°

Chi vuole un invito per Yahoo!360°?

L'ha scritto Marco alle 10:50 | Commenti: 1

22.06.05

Basta

Basta, mi sono davvero rotto i coglioni, non se ne può più di questi pazzi omofobi squilibrati. Siamo sempre in zona Nicolosi e Atzori (ricerca Atzori in questo sito), non se ne può più! Basta, bisogna mandarli al diavolo a prescindere. Adesso hanno pure un sito ufficiale e un gruppo, che si chiama Obiettivo Chaire, ma roba da matti:
Si sono quindi proposti di rispondere alla richiesta di aiuto pervenuta da molte persone, giovani e meno giovani, feriti nella propria identità sessuale, in particolare per tendenze di natura omosessuale. Da questi incontri periodici è nata la decisione di dare al gruppo il nome di Obiettivo Chaire
L'errore fino a oggi è stato ridere. Perché è vero che c'è da sbellicarsi nel leggere per esempio
L’omosessualità è dunque un sintomo; si potrebbe correttamente definire anche ferita, poiché costituisce una lesione alla propria identità di genere. Non è corretto definirla una malattia perché la diagnostica clinica contemporanea ha sostituito il concetto di disordine o disturbo a quello di malattia. Il fatto che l’omosessualità non compaia più nell’elenco dei disturbi dei manuali diagnostici non significa però che essa non costituisca un disordine: il suo depennamento non è avvenuto in seguito a un dibattito scientifico, ma sotto l’azione di gruppi di pressione ideologicamente orientati. Non esistendo una natura omosessuale, non esiste una omosessualità latente. Si può invece correttamente affermare che le persone con tendenze omosessuali hanno una eterosessualità latente, che per qualche motivo è impedita o ostacolata. Va, infine, precisato che il termine omosessuale non è sinonimo di gay. La parola omosessualità indica una tendenza o inclinazione sessuale, il termine gay indica una identità socio-politica. Non tutte le persone con inclinazione omosessuale si identificano nello stile-di-vita-gay, anzi: la maggioranza di loro non è orgogliosa di tale inclinazione, non considera la propria omosessualità normale e non teorizza il riconoscimento dello stile-di-vita-gay come positivo per sé e per la società.
C'è da ridere, ma il dramma è che poi qualcuno ci crede. Quindi basta. Al diavolo, subito, tutti.

L'ha scritto Marco alle 15:02 | Commenti: 2

20.06.05

Come passa il tempo

Un mese senza sigarette, senza tabaccare come si usa dire. Sì forse qualche beneficio inizio a sentirlo, soprattutto per il momento di tipo olfattivo.
Per festeggiare il mio primo mese senza nicotina, ieri ho fatto il mio primo salame di cioccolato: la forma non era proprio quella del salame, ma la sostanza sì.

L'ha scritto Marco alle 16:48 | Commenti: 2

16.06.05

Non vinciamo mai


Oh, questa l'abbiamo vinta. Certo, un po' triste, molto triste, sentire cori di tifosi per strada ieri sera e clacson come se fosse la Champions, però devo dire che vedere Galliani a distribuire medaglie, quello sì è un momento da ricordare.
Decisamente da dimenticare, invece, l'ospitalità offerta dalla già pessima curva dell'Inter ai loro amici ultras varesotti della bloodhonourvarese.it (Blood & honour, volutamente non linkati).

L'ha scritto Marco alle 17:54 | Commenti: 0

15.06.05

Estremismi

Speriamo sia tutto falso...
Well today, my mother, father, and I had a very long "talk" in my room where they let me know I am to apply for a fundamentalist christian program for gays. [Zach]

L'ha scritto Marco alle 08:14 | Commenti: 0

12.06.05

Proviamo

Ho riaperto i commenti, speriamo bene.

L'ha scritto Marco alle 15:45

Siamo donne, oltre le gambe c'è di più

Dirò una cosa forse antipatica, che mi frulla in testa da qualche giorno. Se non sarà raggiunto il quorum per il referendum (cosa che al momento, le 15.35 di domenica, sembra assai probabile), le donne italiane avranno perso la loro grande occasione. La prima del nuovo millennio e chissà quando avranno la prossima. E noi tutti l'avremo persa insieme a loro. Noi tutti, almeno noi che vorremmo vivere in un mondo un po' meno maschilista. Le donne hanno la forza per incidere davvero nella politica di questo Paese, senza bisogno di quote e di pari opportunità. Le donne che non sono presenti quasi mai nei posti che contano davvero, ma solo in quelli che contano un po' meno, mai nelle prime linee, sempre in quelle intermedie: ecco, se non passa il quorum quel posizionamento diventa più comprensibile, forse alle donne va bene davvero così. A me no, beninteso, ma io non sono una donna, e aspetto ancora la mia grande occasione.

L'ha scritto Marco alle 15:34 | Commenti: 1

La violenza

Ieri sera, circa mezzanotte e mezzo, in via Archimede, le solite chiacchiere fuori da un ristorante. A un certo punto si sentono le sirene di due volanti, poi il rumore dei motori molto vicini, e infine le frenate a pochi metri da noi. Scendono dalla macchina alcuni carabinieri e urlano qualcosa, tipo fermati, a terra. Qualcuno di noi capisce tutti a terra e pensa a una bomba (Lo, la visita dall'otorino non la puoi rimandare più), in realtà qualcuno a pochi metri da noi si sdraia effettivamente a terra e viene subito raggiunto da 4/6 carabinieri. E a quel punto scatta la violenza. Ecco, se devo pensare a qualcosa che descriva la violenza, a qualcosa che abbia avuto modo di vedere direttamente, da ora in poi penserò proprio a ieri sera.

Una scena di violenza inaudita, calci, pugni, colpi di manganello e forse anche con il calcio di una pistola, in molti contro uno solo inerte a terra. Una violenza ingiustificabile, cruda, volgare.

Il pestaggio dura un po' meno di un minuto, e nel frattempo alcuni di noi si decidono ad avvicinarsi, seguendo anche un altro gruppetto di persone altrettanto colpite dalla scena. Ci avviciniamo ai carabinieri che nel frattempo avevano caricato in macchina il malcapitato - non c'è bisogno di dirlo, un extracomunitario - e si stavano per dedicare a un altro compare. A quel punto uno del gruppetto di spettatori grida al carabiniere qualcosa e lo minaccia di prendere nota di tutto, compresi i numeri di targa e di denunciarlo. I carabinieri si guardano attorno, si accorgono che siamo in tanti e a quel punto se ne vanno frettolosamente, non prima però di averci informato che i due avevano rapinato una vecchietta, che era ferita in ospedale.

Scoprire la violenza a 40 anni è una strana esperienza, scoprirla sostenuta dallo Stato fa paura.

L'ha scritto Marco alle 15:18 | Commenti: 0

10.06.05

Questione di moduli

Entro dai vigili per ritirare il bollino che mi permetta di parcheggiare negli spazi residenti della neonata area 14, e rischio di uscire senza macchina: ma lo sanno proprio tutti che la revisione adesso va fatta ogni due anni? E che il bollino blu va fatto ogni anno? Mah!

L'ha scritto Marco alle 17:55 | Commenti: 0

Il fiato

Anche per dare un senso ai miei 19 giorni senza sigarette, oggi mi sono iscritto al centro Cus dell'Idroscalo (Universitario?, no vabbè!); tessera jogging per il momento, poi si vedrà per la palestra. Sono riuscito a fare un giro completo dell'Idroscalo, poco più di sei chilometri in poco più di mezz'ora, credo, ma non è questo il punto (anche perché adesso non riesco più a muovere nemmeno un alluce); il punto è che ho scoperto un mondo parallelo, chiudi gli occhi, li apri e vedi uno che dalla spiaggia si avvia verso una cabina (a proposito di gabina, 4 sì in quella elettorale domenica e lunedì), le sue belle ciabatte e l'aria vacanziera. Rimini o Milano? Milano, a pochi metri dalle piste dell'aeroporto. Insomma, conoscevo poco l'Idroscalo, è un posto pieno di sorprese, un po' paradossale in certi aspetti, ma con tanta attività e molta voglia di muoversi, fare, correre. Oh, c'è anche chi pesca.

L'ha scritto Marco alle 15:03 | Commenti: 1

06.06.05

Non c'è due senza...

La seconda settimana senza sigarette è stata molto più dura della prima; adesso che inizia la terza, non so bene che cosa aspettarmi e sono anche un po' spaventato. Passerà, vero?

Ma non ti senti meglio? No, no, no! Non sento meglio i sapori, continuo ad avere un po' di asma, non mi sembra di avere più fiato. Ecco, sì, non c'è più giallo sulle dita delle mani.

E' davvero strano pensare che quel piccolo oggetto ha fatto parte della mia vita per oltre 20 anni e che adesso all'improvviso non c'è più. E la cosa difficile è proprio come riempire questo vuoto.

L'ha scritto Marco alle 18:52 | Commenti: 0