Il nuovo Tom

E’ on line da qualche ora la nuova versione di Tom. Dirò subito: a me piace molto. Si può discutere sui colori, può essere più o meno gradita la scelta della foto, ma non si può negare che il sito abbia stile, e per me è questo l’importante. Tom ha un suo stile e non a caso dice di sé: diverso da tutti.
Dirò anche di più: per me Tom può essere davvero la versione on line di quel periodico gay che manca in Italia. Chissà, prima o poi forse i tempi saranno maturi e anche gli investitori pubblicitari italiani avranno più coraggio, dando così un senso anche economico a un progetto che potrebbe essere già nel cassetto di qualche editore. E Tom secondo me avrebbe tutte le carte in regola per diventare anche un giornale, quel giornale diverso da tutti. Dopo i complimenti, una nota di delusione. A Tom manca un po’ di movimento. Non nel senso del ritmo, ma nel senso dell’impegno – vogliamo chiamarlo politico?
E’ sempre stato un suo punto debole, e nessuno può essere perfetto. Forse anche perché trattare certi temi con un certo stile, lo stile di Tom appunto, è difficile. Però oggi, che a mio parere è un giorno nerissimo per la politica italiana in generale e per la politica omosessuale in particolare (mi riferisco naturalmente al documento del Vaticano, che segue di qualche settimana il decreto di recepimento della direttiva 2000/78: in un mese due pietre tombali sui nostri diritti), oggi Tom doveva essere diverso. Doveva mostrare un segno tangibile del nostro sconcerto e della nostra rabbia. Perché sono nostri, vero?

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

3 Comments

  1. Marco, ti ringrazio tantissimo per i complimenti e anche per le critiche. Mi fa davvero piacere quelo che dici, e in parte è vero che Tom manca un po’ di impegno politico. Io e Antonio, quando l’abbiamo messo online, abbiamo tenuto a precisare che Tom è indipendente e non è legato a nessun partito o ad alcuna associazione gay, per una scelta precisa: lui e io non abbiamo mai fatto parte del movimento gay. Nonostante questo però, di politica abbiamo parlato spesso sul blog. Ora che Antonio ha smesso di collaborare sono arrivati altri collaboratori e forse qualcuno di loro è più sensibile di noi a questi temi, ma ancora nessuno a Tom è parte attiva del movimento. Chissà, forse in futuro arriverà anche qualcuno che lo è, ma io non vorrei che per questo Tom perdesse la sua indipendenza. Intanto però, ti segnalo il post scritto da Luca/Uiallàllà sulla posizione di Ratzinger e del Vaticano di qualche giorno fa. I lettori continuano ad aggiungerci commenti. Oggi, appena mi è arrivata la notizia, ho parlato dell’aggressione di Bellomo, perché Valeri di Arcigay me l’ha segnalato via mail: ma se fossi stato via per il weekend non avrei potuto parlarne. Facciamo quello che possiamo, e credo anche qualcosina di più. Ma siamo solo un blog, siamo molto lontani dai mezzi disponibili alla redazione di un magazine, on o offline. Siamo piccoli. Cresceremo? Chissà. Certo, se qualcuno in futuro ci dimostrasse dell’interesse e ci mettesse a disposizione le risorse per una versione offline di Tom la cosa si farebbe interessante. Ma a quel punto, sarebbe ancora un blog? Forse le due cose – Tom Online e Tom Offline – potrebbero coesistere. Ma qui il discorso si complica davvero, anche perché la stampa periodica gay in Italia ha delle problematiche tutte sue che non sono da sottovalutare, e forse un mercato già asfittico di per sé non offre altri spazi.

  2. Caro Paolo, sulla politica non pensavo a un partito, ma alla politica in senso – diciamo – ideale. Non che manchi in assoluto, ho letto i post – un po’ isolati, a segnalare un episodio o l’altro…ma secondo me un blog che giustamente dice di essere “il primo gayblog” italiano non può pensare che oggi sia un primo agosto qualsiasi. E quanto accaduto sempre oggi al povero Bellomo è solo una conseguenza di un certo clima che si sta creando, un clima secondo me favorito anche dalla distrazione di molti di “noi”, che forse sbagliamo pensando che le invettive del Vaticano (il primo esempio che mi viene in mente) siano qualcosa di lontano, che ci riguarda fino a un certo punto. Quando il vaticano dice – in sostanza – che noi siamo il male, non mi stupisco che qualcuno si senta autorizzato anche a darci qualche mazzata (estremizzo, ovvio).
    Quanto ell’evoluzione di Tom, io ci credo abbastanza, secondo me tra qualche mese ce lo annuncerai. O, almeno, io te lo auguro :-)

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