Classificando

La settimana scorsa giocavamo con s. al “trova il metrosessuale”: passando in rassegna i giovani e abbastanza-giovani maschi milanesi, bisogna indicare chi è davvero gay o chi è solamente un metrosessuale (eterosessuale che si lava, giusto per rendere un po’ più ridicolo il nuovo modello basato su vecchi stereotipi). Il gioco nasceva dal desiderio di ridere un po’ su questa nuova stupidaggine che serve per classificare le persone. Oggi però sono rimasto fulminato da una (vecchia) segnalazione di Prometeo, che cita un commento:

Adesso che gli etero vengono incoraggiati ad essere metrosessuali non devono più preoccuparsi di essere presi per gay, il che, di converso, significa che i gay hanno trovato un travestimento perfetto

Il che significa forse che l’unica strada per la visibilità è ancora – di più e a maggior ragione – l’esibizione davvero forzata.

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

2 Comments

  1. s.mi ha raccontato di questa minchiata del metrosessuale: quando l’orrido the face nei tardi anni ottanta pontificava sul presunto new man, giá mi faceva girare i coglioni, ed erano i tardi ottanta…piú conosco l’italia piú amo la spagna: qui credo che neanche cioé o ragazza in si azzarderebbero a pubblicare una stronzata del genere, non parliamo de el pais

  2. L’Italia ha pubblicato di riflesso, la cosa nasce negli Usa – e con questo gia’ so che sei piu’ tranquillo ;-)
    Io pero’ trovo interessante la questione cui si accenna in relazione alle testate “maschili” che solo ammiccano ma non si dichiarano; quella dei metrosessuali e’ un’invenzione perfetta.

Comments are closed.