Arcigay fa un comunicato contro la Guzzanti: NON CE LA POSSIAMO FARE

L’Arcigay emette un comunicato a firma Aurelio Mancuso (the president), dove tra le altre cose c’è scritto:

Speriamo che Sabina Guzzanti abbia l’onestà intellettuale di informarsi meglio, e di provare quella giusta vergogna che gli permetta di chiedere scusa ad un Pride nazionale partecipato da oltre 200mila persone e ad un’associazione, che da quasi 25 anni, in splendida solitudine, senza alcun aiuto di partiti ed intellettuali di sinistra, conduce una battaglia culturale, sociale e politica, che va ben oltre uno sporadico e consolatorio girotondo.

Io non mi sono sentito offeso dalla Guzzanti, che avrà anche fatto casino sul fatto che il Pride non si è trasferito da Roma a Bologna perché c’erano i preti a San Giovanni, ma pur facendo casino ha detto un sacco di verità: che il Pride deve stare a Roma, che a Bologna ci hanno fatto fare il giro della circonvallazione. E ha detto un sacco di altre cose ragionevoli e sensate sulla laicità, come nota anche Aelred.
Poi nel complesso potrà anche non essermi piaciuta, ma Aurelio, ti prego: usiamo meglio il nostro tempo. Usate meglio il vostro tempo di dirigenti di Arcigay, invece che perdere tempo con dei comunicati che ci rendono ridicoli.

Per chi se lo fosse perso, ecco qui il video incriminato (ascoltate almeno i primi 6 minuti):

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

3 Comments

  1. Eh sì, deve proprio bruciare a Mancuso che anche qualcuno dal di fuori della comunità gay si renda conto in qualche modo che ci sia qualcosa di sbagliato nel modo in cui l’autoproclamatasi associazione leader del settore Arcigay conduce le proprie battaglie. Vero è che la Guzzanti avrebbe potuto informarsi meglio (anche a me non ha fatto piacere l’inesattezza che ha detto), ma addirittura perder tempo ad attaccare una che ha avuto il coraggio di dire quello che pensiamo tutti di Ratzinger e dei suoi sgherri, invece che chiedersi perché sia potuto passare questa impressione (cioè che il gay pride nazionale si fosse tenuto a Bologna per gli ostacoli posti dalla Chiesa), è abbastanza triste…ma del resto risponde a quella “politica del comunicato” che finora è stata sempre seguita da molti leader glbt.

  2. (mi correggo da solo, ho esagerato in un punto: Arcigay-Arcilesbica non è in realtà associazione leader per *autoproclamazione*, ma perché effettivamente riunisce tantissimi circoli; poi magari le cifre effettive della sua superiorità sono abbastanza gonfiate, con la trovata delle tessere dei locali spacciate per tessere politiche, ma la grande rappresentatività resta. Che infine i vertici non azzecchino tutte le mosse, quello è un altro discorso)

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