Decidetevi

Guido Rampoldi oggi su La Repubblica, a pagina 18, parlando della foto di Enzo Baldoni:

[…] E la foto dopo l’assassinio, dove Enzo non è più Enzo. Le fattezze scomposte dalla violenza, un’esistenza che il tocco onnipotente degli sterminatori ha trasmutato in una sorta di legno grigio. La famiglia Baldoni ha chiesto ai mezzi d’informazione di non dare pubblicità a quella foto.
Anche per questo il lettore non la troverà sulle pagine di Repubblica.

Il suo collega Carlo Bonini, sempre oggi, sempre su La Repubblica, a pagina 12:

Il luogo dell’orrore è un clic di mouse: http://www

Forse pensano che ci sia una qualche differenza tra pubblicare una fotografia e dare l’indirizzo dove trovarla?

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

2 Comments

  1. oddio, sarebbe stato meglio non pubblicare nemmeno l’indirizzo. però la differenza c’è.
    se stampo la foto sul giornale, quando lo compri non puoi fare a meno di vederla. l’indirizzo invece ti dà un’opportunità, ma tu sei libero di non digitarlo e rispettare almeno la morte

  2. Io non la vedo così. Se scegli di non pubblicare la foto per rispettare le richieste della famiglia, devi scegliere di non divulgare informazioni che permettano di raggiungere quella foto con due clic. Io non ho un’opinione precisa sulla scelta, cioè non so se sia giusto in questi casi pubblicare o non pubblicare, però se fai una scelta in qualche modo etica, se scegli la solidarietà affettiva e il rispetto verso una persona e i suoi familiari, allora non ti devi nascondere dietro l’ipocrisia dell’indicazione del sito.

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