Sapessi com’è strano

A Firenze, qualche anno fa: affacciati dagli Uffizi e guardando l’Arno, parliamo di noi e del futuro e di come siamo felici e guarda che tenero quel cucciolo che nuota nel fiume. Si trattava in realtà di un enorme topo. Vabbè.
A Venezia, in un angolo di quelli nascosti, così nascosti che li trovano tutti, su un ponticello, non ricordo di che cosa stavamo parlando, ma si sa Venezia è romantica per definizione e no, ma che carina quella paperella, guarda come va veloce; quale paperella? quella, quella. Si trattava in realtà di un ratto, proprio bello grande.
I momenti romantici standard non sono per noi.

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

8 Comments

  1. come ho scritto su FF, capitò anche a noi da teneri fidanzati che rimiravano le luci sul naviglio grande. "Guarda quel pesce, sta attrraversando il naviglio"… "Ma i pesci non attraversano…cioè…ha la testa FUORI dall'acqua…EEEEK!". E' il romanticismo urbano, a difettare.

    1. Ecco, ci mancano i Navigli in effetti. Rimedieremo. Anzi, potremmo andare a cena da quelle parti e poi fare un pantegana-watching.

Comments are closed.