Attenti ai froci, ma davvero

Ieri in pausa pranzo, in palestra, discorsi da spogliatoio tra un signore oltre i cinquanta, stile super dirigente o avvocato, forse più notaio, molto elegante e un ragazzo sui 35, manager in carriera in una grande azienda; parlano dell’Idroscalo com’era, di quando non c’era la pista asfaltata e si correva nel bosco: “e poi bisognava stare attenti, perché là in fondo c’erano i froci”. Quella parola, detta in quel modo, quasi con cattiveria.
“Ah già, madonna, che roba”
Io: “ma stare attenti, perché?”.
Loro: “scherzi? quelli se ti prendevano ti inculavano” (letterale, giuro).

Sempre ieri, la sera, alla segreteria del palazzetto, chiedendo quale fosse il campo (sì sì sono molto sportivo): “sono al campo B, i froci”. Io: “eh?”. “Sono tutti froci”. In effetti lo erano, ma io ignoravo che lo fossero (partita al buio). Ancora la stessa parola, con la stessa cattiveria.

Avrei dovuto dire qualcosa, reagire, sia nel primo sia nel secondo caso. O con un poderoso vaffa o con qualche altra arma dialettica. Ma, sai che c’è?, non ne ho avuto voglia. E che palle, non si può stare sempre in trincea. Mi sento in colpa per non aver detto nulla, amareggiato perché ok ti illudi che le cose cambino e invece cambiano solo in un piccolo mondo, ma non in quello grande, stanco di questa tensione che ti cade addosso nei momenti nei quali te l’aspetti di meno.

Ecco, sono quei momenti quando viene voglia di chiuderti in qualche ghetto, farti abbracciare dalla tranquillità di persone come te, che hanno appena preso gli stessi schiaffoni e non hanno voglia di dare spiegazioni sul perché questa volta se li sono fatti dare senza reagire. Ecco a che cosa servono quei ghetti.

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

12 Comments

  1. che palle, davvero, che palle, mi fa tremendamente schifo che ci sia della gente simile e quando sento queste cose mi vergogno di appartenere al genere umano

  2. Come ti raccontavamo un po' di tempo fa al Sud il birignao "ricchioni" è talmente insopportabile che per sopravvvivere puoi davvero fare loro il verso fino allo sfinimento, provocarli e vedere fino a che punto di orrore inconsapevole possono arrivare :-(

  3. Succede qualche volta di trovarsi, neanche si sa bene il perché, fuori dalla trincea. E quelle volte ci resto sempre male per il mio mancato intervento. È più una questione di mancare di rispetto a sé stessi, o almeno io la vedo così, e quando succede mi faccio prendere dallo sconforto.

  4. Succede anche a me, e davvero certe volte non si hanno le forze, non si ha voglia di farsi paladini ogni sacrosanto momento della propria vita. E succede anche di non aver voglia di spiegare, di rispondere a tutte quelle domande di routine che ti vengono poste ogni volta che si parla di omosessualità… certe volte hai solo voglia di prendere tante cose per scontate e rilassarti.

  5. cmq, nel secondo caso – la segreteria – sei ancora in tempo a mandare una raccomandata r/r precisando giorno e ora dell'accaduto e con tanto di richiesta di scuse, secondo me…

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