Marco Mazzei

Mi chiamo Marco Mazzei e questo è il mio blog personale dal 2001

Sono diventato una macchina della strada

Ieri sera ho ripreso la mia bici non fissa (a ruota libera), dopo un paio di settimane che non la usavo. A parte la sgradevole sensazione di essere impacciato come non mai, al primo semaforo ho capito che cosa vuol dire usare una bicicletta a scatto fisso.

È un semaforo cieco, quindi bisogna per forza rallentare un po’ per vedere se arrivano macchine; era rosso e quindi ho pensato-di-iniziare-a-rallentare: con la scatto fisso questo processo porta a un certo movimento delle gambe (non lo so spiegare, lo faccio e basta) e questo movimento porta a un rallentamento del mezzo. Ieri sera appena ho pensato-di-iniziare-a-rallentare le gambe non hanno trovato alcun ostacolo e quindi ho di fatto smesso di pedalare.

Smettere di pedalare mentre ancora il tuo cervello ti dice che quel movimento dovrebbe servire per frenare e quindi non ti fa portare le mani sui freni (che su quella bici ci sono e vanno usati) significa che invece di rallentare la tua velocità aumenta.

La faccio breve: sono passato col rosso al buio in modalità missile, e ci ho messo qualche minuto poi per riprendere il coordinamento di tutti i processi. Stai usando una bici che frena con i freni, non sei tu che freni.

Così, mentre pensavo a questo fatto di essere o non essere una macchina frenante mi sono accorto che è proprio questa una delle meraviglie dello scatto fisso: ti trasforma in una macchina della strada. Non stai guidando un mezzo, sei un pezzo del mezzo.