Il kit del perfetto partecipante al Pride


Sacherfire, che ho incontrato con piacere (ho anche visto Gatto Nero, Ben, compagni del vecchio Glo e tanti amici del Cig e poi Underworld & Co.) a Bologna, è stato così gentile da mandarmi una foto che mi ha scattato senza che io me ne accorgessi… Vediamo un po’: a parte l’espressione stravolta che testimonia la lunghezza del percorso e il clima non mite, a parte le chiazze di sudore (profumato, comunque, posso garantire) che rovinano la maglietta viola di American Eagle Outfitters, posso dire di avere addosso tutto quello che serve per partecipare a un Pride, o che si raccoglie strada facendo: piccola spilla con pecora rosa comprata (a 2 euro) da una simpatica ragazza romana, che non è lella, e che probabilmente sostiene Forza Nuova; una serie di collane di plastica, ricordi dei Pride americani e canadesi (dove tradizionalmente tutti indossano decine di questi monili); la bandiera di Arcigay attorno alla borsa; un enorme adesivo di Amnesty, che forse è davvero l’unica cosa sensata da indossare in circostanze come questa (Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti); un fischietto di qualche community/chat gay.
OK, adesso sarà più difficile sostenere che non si tratta di una carnevalata ;-)

Marco Mazzei
Biciclette, Milano, viaggi e stelle.

2 Comments

  1. Oddio, se vogliamo parlare di “aspetto stravolto”, dovrei mettere in giro qualche mia foto.
    Easy, chic ma impeccabile: dovrò prendere lezioni :P

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